MotoGP, pole-frustata di Marquez: e cinque! Super Vinales. Rossi terzo incomodo. Risale Lorenzo

Qualifiche da ring per una gara di fuoco


Calma, non è la gara, sono solo qualifiche. Ma che qualifiche! Il Cota trasformato in un ring con colpi e contro colpi tirati con violenza e maestria, per colpire duro ma senza affondare illudendo l’avversario, un tete-a-tete con i contro fiocchi che anticipa il match infuocato di domani fra Marquez (che frustate!) e Vinales (che passo!), o fra Vinales e Marquez, con il terzo incomodo Valentino Rossi, sornione quanto concreto, pronto non si sa più a che cosa.

Fortuna che la bandiera a scacchi ha chiuso la partita come un gong che manda i contendenti all’angolo, per l’assalto finale, in questo caso per la gara, attesissima, di domani.

Così si sono evitate altre cadute – a parte quelle del solito Iannone, di Miller e di Crutchlow – dopo i ruzzoloni delle FP3 causati dalle condizioni di pista critiche, dalle temperature basse, dalla cappa di una umidità traditrice e forse anche dai limiti di una gomma anteriore che non convince.

Dove eravamo? Alla danza dei millesimi che negli ultimi tre minuti di qualifica hanno fatto saltare i cronometri. Alla fine, bruciando gli ultimi millimetri di asfalto disponibile, prima Marquez e poi Vinales, quindi ancora Vinales in risposta a Marquez, e chiudendo con l’affondo di quest’ultimo sull’avversario della Yamaha, entrambi hanno fatto saltare il muro del due zero tre.

Superlativa pole di Marquez - un O di Giotto - (la numero 67 e la quinta ad Austin!): 2’02.741! Vinales secondo tempo che è quasi un primo: 2’02.871! Poi quel gran diavolo di Rossi, che scaccia per due decimi Pedrosa sotto la bandiera, quindi terza casella, in prima fila: 2’03.673, un risveglio del 9 volte campione del Mondo, di solito ben più lento in prove e qualifiche. Per Valentino una posizione da “davanzale” in bellavista, potendo domani pregustare vicinissimo l’incontro-scontro dei suoi due principali rivali, studiandoli e approfittando di ogni occasione propizia per sparigliare le carte e tentare il colpaccio. Mai dire mai.

Anche se qui Marquez non intende fare prigionieri cercando la prima vittoria stagionale e Vinales punta al tris dopo la doppietta trionfale di Losail e d’Argentina.

Seconda fila degna di nota, con Pedrosa in condizione positiva, con Zarco che conferma il suo potenziale, con Lorenzo rinfrancato, finalmente rientrato fra i big, sesto tempo pur con gap pesante (+1.410), ma davanti al compagno di squadra Dovizioso, che, per il maiorchino, vuol dire tanto e forse anche di più.

Corsa vietata ai deboli di cuore.

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