Marquez: "Il Mondiale è lungo e il titolo non è ancora sfuggito"

Secondo Marquez, un'eventuale vittoria ad Austin di Maverick Viñales non significherebbe abbandonare le speranze di difendere il Titolo di Campione del Mondo

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Le ultime edizioni del GP delle Americhe sono state letteralmente dominate da Marc Marquez: ad Austin il pilota di Cervera vince ininterrottamente dal 2013, anno in cui il circuito statunitense venne inserito per la prima volta nel calendario della MotoGP.

Il suo compagno di squadra Dani Pedrosa ritiene, tuttavia, che quello che era tradizionalmente un feudo della Honda, non sia più una pista così favorevole alle caratteristiche della RC213V: con un Maverick Viñales così in palla, tuttavia, un successo sarebbe veramente una boccata d'aria fresca per la Casa di Tokyo.

Un'eventuale vittoria Yamaha al GP delle Americhe potrebbe far prendere al Mondiale una piega davvero preoccupante per il team Honda HRC, che dopo i primi due Gran Premi vede i suoi portacolori relegati ai margini della Top Ten, rispettivamente in 8^ e 10° posizione e staccati di 37 e 39 lunghezze.

Marc Marquez, tuttavia, non vede Austin come una last call, come una prova del nove la cui sentenza decreterà se il Titolo Iridato finirà davvero nelle mani del nuovo pilota dei Tre Diapason: ai microfoni di AS il Campione del Mondo si mostra pragmatico e non così sotto pressione come la situazione potrebbe indurre a pensare.

"Mancano molte, molte gare, se Maverick dovesse vincere ad Austin ciò non significherebbe l'annullamento delle nostre possibilità di vincere il titolo. Può succedere di tutto! L'anno scorso qui ho vinto la gara ma gli pneumatici hanno sofferto molto... vedremo che accadrà con le gomme e la temperatura! Ci sono molti fattori, e non dipende tutto da te: bisogna valutare, se non si può vincere non è necessariamente un disastro"

In Argentina Marc ha portato a casa uno sconfortante zero, ma il passo per vincere c'era nonostante i problemi della RC213V: "Mi stavo trovando bene sulla moto, e in gara un eccesso di confidenza mi ha fatto commettere un errore" ha dichiarato "ma non stavo andando al limite! Dobbiamo rivedere qualche cosa, rendere più dolci le reazioni della moto in caso di imprevisto".

Con un avversario come Viñales, anche un cavallo di razza come il 24enne di Cervera è costretto a fare un po' il ragioniere, fare strategia invece che spingere sempre al limite. Ma non è facile per uno come lui, abituato a dare sempre il 100% e non chiudere mai il gas:

"Nel 2016 andava sempre tutto bene, andavo a destra ed era ok, andavo a sinistra ed era ok... quest'anno sembra l'opposto, qualunque cosa facciamo non dà gli esiti sperati. Vediamo se riusciamo a trovare la strada giusta, però anche l'anno scorso a pensarci bene ho rischiato spesso. Ci sono stati gomiti che ci hanno salvato da cadute, e cose così... alla fine si tratta di andare un filo sotto il limite, raggiungerlo senza superarlo, ma non è facile vedi che c'è uno che va così forte: l'unica cosa che vuoi è andare come lui, e non pensi a queste cose"

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