"Lorenzo non riuscirà mai a guidare la Ducati". Parola di Pere Riba

Secondo il capo-meccanico di Johnatan Rea, l'avventura di Lorenzo alla Ducati è destinata a risolversi in un fallimento: il maiorchino e la Desmosedici sarebbero semplicemente incompatibili

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Ha corso come pilota per molti anni, sia nel Motomondiale che nelle derivate di serie, prima di passare "dall'altra parte": parliamo di Pere Riba, un lungo passato in sella alle moto più veloci del mondo e ora capo-meccanico di Johnny Rea alla Kawasaki.

Esordì in duemmezzo alla fine della stagione 1993, ma solo due anni più tardi disputò una stagione completa in quella che allora era la middle class del Motomondiale. Tra il '96 e il 2001 corse in Supersport e Superbike prima di impugnare, nel 2002, i semimanubri della Yamaha YZR500 del team D'Antin MotoGP. Tornato a singhiozzo in SBK con la Kawasaki, si ritirò a fine 2007: pochi, a dire il vero, i risultati di rilievo, con una sola vittoria conquistata in WSS nel 2001.

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Più soddisfazioni gli ha invece riservato la successiva carriera in Kawasaki, da collaudatore prima e capo-meccanico poi: in quest'ultima veste, proprio con il marchio di Akashi, ha conquistato due Titoli Mondiali SBK, lavorando assieme al cannibale Jonathan Rea.

Intervistato da Motorsport.com, il 47enne spagnolo ha parlato della sua avventura "in verde" al fianco del due volte iridato nord-irlandese: è in buona parte merito suo se, alla fine del 2014, Johnny ha deciso di passare dalla Honda al team KRT. Il passaggio dalla Fireblade alla Ninja ZX-10R non è stato, però, indolore come potrebbe sembrare:

"Gli ho detto semplicemente che se voleva vincere doveva guidare o una Ducati o una Kawasaki, le uniche Case impegnate in forma ufficiale nel Mondiale SBK. La Kawasaki, che aveva deciso di uscire dalla MotoGP da qualche anno, aveva investito tante risorse nella SBK e i risultati si erano visti con i titoli vinti da Tom (Sykes ndr). E questo lo ha convinto ma non è stato facile, perché lui era molto legato al team Ten Kate [...] Johnny è stato bravo ad adattarsi senza snaturarsi, mantenendo quella sua abilità nel far correre la moto ma migliorando anche la parte meno naturale, fatta di frenate più dure e accelerazioni più decise, quindi uno stile un po’ più stop&go. Fare questo non è stato comunque facile perché modificare la guida naturale è complicato"

Passare da una moto ad un'altra, specialmente per un pilota che ha sempre corso sulla stessa sella, non è certamente cosa facile: lo dimostrano le grandi difficoltà che sta incontrando Jorge Lorenzo, un pilota di enorme talento che però non sembra riuscire a far lavorare la Desmosedici nel modo giusto.

Un po' come il suo illustre predecessore (ed ex compagno di squadra) Valentino Rossi, che con la Ducati in due anni non riuscì a cavare un ragno dal buco: Riba è convinto che anche l'avventura del maiorchino con la Desmosedici sia destinata a risolversi in un sostanziale fallimento, poiché la MotoGP bolognese è ben diversa dalla M1 e non è una moto che si fa guidare da tutti.

"Qualcuno mi criticherà, ma io dico che Jorge Lorenzo non guiderà mai la Desmosedici al massimo. Lui è un pilota top, la Ducati ha una potenza spaventosa, ma le loro caratteristiche non si incontrano. Quella moto, la Ducati, devi guidarla inserendola di prepotenza e poi spalancando il gas il prima possibile, alla Stoner. Se pensi di sfruttare la percorrenza di curva non hai chance. Jorge migliorerà sicuramente ma non raggiungerà i risultati ottenuti con la Yamaha, che si adattava benissimo alle sue caratteristiche"

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