Yamaha X-MAX 300: prima prova

Facile, versatile, immediato. Divertente tra le curve ma non solo. Abbiamo messo alla prova il 300 di Iwata tra le colline intorno Firenze

Non chiamatelo medio, perchè questo Yamaha X-MAX ci ha fatto divertire da grande. Per lo meno tra le campagne della Toscana intorno Firenze, dove la casa di Iwata ci ha invitato per mettere alla prova la nuova versione da 300cc, in grado di mandare in pensione il 250cc. Dicevo, "non chiamatelo medio" perchè in effetti mi son sempre trovato piuttosto bene con questo scooter, ed il più delle volte ho pensato che fosse stato sempre sottovalutato. D'altro canto, il cono d'ombra del fratello maggiore TMAX (qui il nostro test a Cape Town) non è di quelli di poco conto. Intendiamoci, non è perfetto questo X-MAX. Però mi è sempre piaciuta la sua sincerità, il suo stile, ed anche il piacere di guida. Abbina l'animo cittadino con quello sportivo dicono in Yamaha. Io più che sportivo lo chiamerei divertente. Nuovo il look, nuovo il motore e nuova la ciclistica. Certo, non costa proprio poco - 5690 euro la versione base - ma può rivelarsi una piacevole sorpresa per l'uso di tutti i giorni.

Yamaha X-MAX 300: com'è



Lo vedi e non puoi fare a meno di riconoscere il fratello maggiore, quel TMAX best seller che ha fatto scuola. Doppio faro full LED, proiettore centrale inedito, prese d'aria che ricordano sempre il TMAX, con quel look quasi da transformer che, in realtà, vai a vedere me lo ricordavo anche sulla Tracer. Insomma, mi convince l'aggressività, e poi anche lo stile a boomerang che scorgi di profilo del tunnel centrale. Quella è una firma stilistica, non puoi più farne a meno. Più piccolo e compatto del fratello maggiore, le dimensioni, nonostante linee così dure e marcate, rimangono snelle allo sguardo. Devo ammettere poi che anche le colorazioni son molto belle: promosse sopratutto il bianco ed il bronzo. Dimensioni? Altezza da terra 795 mm, 10 in più rispetto al suo predecessore. La sella comunque è piuttosto spiovente ai lati. Tradotto? Si tocca bene con entrambi i piedi anche se non si è altissimi come chi scrive.

Anche la strumentazione è nuova, un misto analogico-digitale con display centrale LCD piuttosto chiaro. Un punto in più per la qualità costruttiva dei pulsanti sul manubrio. Manubrio che - da concessionario - si può anche alzare di 20 mm, cambiando la triangolazione sella, pedana, manubrio. Già, ma un mezzo del genere non deve essere solo figlio del design, ma deve avere anche tanta utilità: ed allora ecco l'ampio vano sottosella con una capacità di due caschi integrali ed un laptop (abbiamo fatto anche la prova), e di due portaoggetti nel retroscudo. Uno ad apertura classica manuale, l'altro tramite bottone posto sul tunnel per cui bisogna azionare anche il quadro. Già, perchè il nuovo X-MAX è keyless. La chiave la tieni in tasca e l'azionamento è a pressione sul comando. Leggermente arzigogolato all'inizio per noi figli delle chiavi di un tempo, ma subito dopo, come ci si prende la mano, è davvero comodo.

Capitolo tecnica: sull'X-MAX viene introdotta una forcella telescopica con steli da 33 mm con doppia piastra di sterzo. Completamente nuovo è anche il telaio, pià leggero di tre chilogrammi, mentre in tema di conferme ecco il doppio ammortizzatore posteriore regolabile su cinque posizioni in precarico. I cerchi rimangono i medesimi del vecchio modello con quindi un 15 pollici davanti ed un 14 pollici dietro. L'impianto frenante ha dalla sua l'ABS con disco singolo da 267 mm all'anteriore e da 240 al posteriore.

E veniamo al motore: 300cc, anzi - meglio - 292cc Euro4 a 4 tempi, con quattro valvole DOHC e raffreddamento a liquido. 28 i cavalli a disposizione a 7250 giri/min, ed una coppia di 29 Nm a 5750 giri/min. Attenzione, perchè è presente anche il controllo di trazione che deve esser visto, come l'ABS, quasi esclusivamente come elemento di sicurezza per asfalti viscidi, o per il pavè che abbiamo provato in quel di Firenze. Peso? 179 chilogrammi con il pieno di benzina.

Yamaha X-MAX 300: come va


Firenze, patria della cultura e della storia artistica italiana fa da scenario per la prova di questa nostra prima prova. Con la sua arte racchiusa negli Uffizi, racchiude le due anime di questa due giorni. Firenze con la sua arte santa e profana, dal Botticelli al Caravaggio. Firenze con il suo pavè intorno al Ponte Vecchio e con le sue assolate strade fuori città. Firenze caotica nel traffico, libera tra le sue colline. Ecco, così è lo Yamaha X-MAX.

Vive delle sue due anime. Cittadino per ogni evenienza, ma anche un mezzo con cui divertirsi tra le curve. Un concetto, quello di "divertimento facile" che possiamo ben accostare a questo scooter. Ma andiamo con ordine. La seduta è comoda, con una sella però fin troppo morbida, che quindi, dopo tanti chilometri, scaricava sulla schiena ed il fondoschiena. La triangolazione mi piace, ma è leggermente più sacrificata rispetto al T-MAX. Ovvio per sua natura. Sopratutto la posizione dei piedi però risulta più impostata. O sulla pedana sopra, o sotto con la pedana piatta divisa dal tunnel. Io ho trovato il mio equilibrio con una "via di mezzo".

Si parte per le vie di Firenze. E fin da subito noto una compressione morbida certo, ma un ritorno forse fin troppo veloce, sia davanti che dietro. Il risultato? Sul pavè di Firenze, con un ritmo leggermente allegro e scattoso, ad un certo punto avrei voluto un paradenti. Nulla di irrisolvibile: avrei voluto regolare sopratutto dietro, ma ce lo riserveremo per qualche prova di durata. Mi piace fin da subito il tiro brioso ma elettrico di questo X-MAX. La spinta la avverti, ma non trascina. E' diretta, senza on-off, ben calibrata. Allunga bene senza perdere troppo dall'albero alla trasmissione. L'effetto trascinamento non è forte. E poi tra la città si muove bene, diretto, veloce, immediato. Baricentro basso, anteriore con un suo peso che non rende "fin troppo leggero" questo mezzo. Chiaro, una volta usciti dalla città, tra le colline toscane, è iniziato il divertimento. E qui bisogna dirlo. E' vero, le anime son sempre due di questo mezzo, ma c'è sempre una che si eleva sull'altra. E qui, quella del divertimento si svela chiaramente. Lo dico senza remore: l'X-MAX è uno scooter divertente da guidare tra le curve. Tra le colline fuori Firenze abbiamo affrontato dei tratti misti di pregevole fattura, divertentissimi con una moto. Con uno scooter è tutto più...facile.

Però è qui che, ad un ritmo abbastanza sostenuto, abbiamo potuto saggiare bene la bontà telaistica, di un avantreno che inseriva bene seppur con una normale inerzia. Però in quella danza che tanto piace a noi motociclisti, l'X-MAX teneva perfettamente la traiettoria impostata anche forzando l'andatura. Inoltre, il posizionamento del motore più in alto ha permesso una maggior reattività. La frenata? Spugnosa nell'attacco è vero, ma comunque efficace e perfettamente modulabile sia all'anteriore che al posteriore. Così, giocare in frenata con inserimenti anche forzati, capire quanto poter modificare la traiettoria in piega si rivela molto naturale. Un peccato però che l'ABS entri in taluni casi forse troppo marcatamente. Bisogna ricordarsi però che si tratta di uno scooter comunque cittadino anche se divertente. Certo, il posteriore pompa tanto se si forza, ma alla fine la sua bellezza è la sua facilità d'utilizzo.

E' pur vero che uno scooter deve avere altre doti. Ed allora? E' comodo? Si abbastanza. Come già detto precedentemente forse la sella è un pochino troppo morbida. E questo, se inizialmente poteva essere un vantaggio, di contro dopo tanti chilometri influiva sul fondo schiena. Gli spazi e la comodità dei due piccoli vani del retroscudo sono veramente molto buoni, cosi come la regolazione del parabrezza è facile e veloce. Buona anche la lettura della strumentazione, facile e immediata da far scorrere con pulsanti di fattura molto buona. L'ergonomia nel trovare indicatori di direzione e luci è rimarcabile. Vano sottosella? Ottimo.

L'X-MAX 300 dunque è promosso con i suoi pregi e difetti. Consuma poco per quel che abbiamo potuto vedere, in Autostrada ha una buona protezione aerodinamica e non soffre di effetti vela pronunciati. Per strada molto versatile ma nelle buche forse avremmo preferito un ritorno meno diretto a livello ciclistico. Tra le curve offre divertimento facile e quasi inaspettato.

Yamaha X-MAX 300: Piace e non piace


yamaha-xmax300-test-010.jpg
Piace

- capienza dei vani sottosella e del retroscudo
- cura dei dettagli
- dinamica facile e divertente

Non piace
- ABS un po' troppo invasivo
- Frenata leggermente troppo spugnosa
- posteriore che pompa troppo

Yamaha X-MAX 300: Scheda tecnica


yamaha-xmax300-statics-007.jpg

MOTORE
Cilindrata 292 cc
Tipo motore termico
Tempi 4
Cilindri 1
Configurazione cilindri n.d.
Disposizione cilindri n.d.
Inclinazione cilindri -
Inclinazione cilindri a V n.d.
Raffreddamento a liquido
Avviamento elettrico
Alimentazione iniezione
Alesaggio 70 mm
Corsa 75,9 mm
Frizione multidisco
Numero valvole 4
Distribuzione monoalbero
Ride by Wire n.d.
Controllo trazione Sì
Mappe motore n.d.
Potenza 28 cv - 20 kw - 7.250 rpm
Coppia 3 kgm - 29 nm - 5.750 rpm
Emissioni Euro 4
Depotenziata Sì
Tipologia cambio automatico con variatore
Numero marce -
Presenza retromarcia No
Consumo medio VMTC n.d.
Capacità serbatoio carburante 13,2 lt
Capacità riserva carburante n.d.
Trasmissione finale cinghia
CICLISTICA
Telaio Telaio in alluminio
Sospensione anteriore Forcella telescopica
Escursione anteriore 110 mm
Sospensione posteriore Doppio ammortizzatore posteriore
Escursione posteriore 79 mm
Tipo freno anteriore disco
Misura freno anteriore 267 mm
Tipo freno posteriore disco
Misura freno posteriore 245 mm
ABS Sì
Tipo ruote integrali
Misura cerchio anteriore 15 pollici
Pneumatico anteriore 120/70-15"
Misura cerchio posteriore 14 pollici
Pneumatico posteriore 140/70-14"
MISURE
Lunghezza 2.185 mm
Larghezza 775 mm
Altezza 1.415 mm
Altezza minima da terra 135 mm
Altezza sella da terra MIN 795 mm
Altezza sella da terra MAX n.d.
Interasse 1.540 mm
Peso a secco n.d.
Peso in ordine di marcia 179 Kg

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