Losail, Moto3-show: Joan Mir in volata su McPhee e Martin. Italiani in chiaroscuro. Trionfo Honda

E i giovani “bersaglieri” dell’armata tricolore dati iper favoriti della infuocata Moto3? In una corsa da mitraglia hanno ripetutamente tentato l’assalto alla vetta fallendo però vittoria e podio.

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Quattro italiani nei primi otto, nel fazzoletto infuocato di 8 decimi: Di Giannantonio 8° (+0.878), dietro ad Antonelli 7° (+0.661) preceduto a sua volta di un niente da Migno 6° (+0.579) e dal rientrante tosto Fenati quinto (+0.453), con quattro stranieri davanti.

Già. Dove eravamo rimasti? Tre spagnoli al primo (Mir secondo centro in Moto3), terzo (Martin italianizzato pilota Team Gresini) e quarto posto (Canet), un filotto spezzato dallo scozzese McPhee, giunto secondo a poco più di un decimo (+0.135).

Tutto qui? No. Ma chi vince ha ragione e chi perde perde e si lecca le … ferite. Spagna e Scozia battono Italia. E zitti. Più volte i nostri hanno dato l’impressione di potercela fare: prima i pimpanti Migno e Antonelli, poi – ripetutamente – Fenati, il più solido dei nostri, e il martellante Di Giannantonio, tutt’ora con la clavicola non ok, ostacolato anche nella bagarre con il connazionale Migno, protagonista della sua solita effervescente rimonta, essendo partito nel gruppone, col 16° tempo.

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Assalti senza costrutto.Illusioni. Perché a giocare al gatto col topo non erano i nostri alfieri bensì gli altri, i bravissimi Mir, McPhee, Martin, Canet cui va aggiunto Oettl, costretto al forfait anzitempo.

Se nel 2016 più volte le Ktm, specie con Binder, impressionavano per accelerazione e velocità di punta, sancendo con la conquista del mondiale una netta superiorità, in questo primo round stagionale di Losail, la Honda – con le nuove moto - ha fatto cappotto. Ben cinque moto della Casa dell’Ala dorata ai primi cinque posti: pokerissimo!

Un brutto segnale per la Ktm, sesta e settima con Migno e Antonelli, e soprattutto per la Mahindra, in una giornata da dimenticare. Mettendoci pure nel conto la Mahindra marcata Peugeot (20° posto con Kornfeil a +28.034), la prima moto… “indiana” è quella di Pagliani, 22° attaccata alla sorellastra col simbolo del Leone. Insomma, una debacle.

E gli altri italiani? Deludenti. Brutta aria. Bulega, con l’handicap dello start dalla quinta fila (14° tempo), è entrato nella top 15, 14esimo (+16.826). Non bene, anzi male. Ancora peggio Bastianini 16° (+16.943), davvero irriconoscibile a Losail, penalizzato anche da un dritto.

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Poi Pagliani, come detto, 22esimo, Dalla Porta 23esimo (+28.388) con ...l’onta di Maria Herrera davanti a lui, quindi Arbolino 24°e Bezzecchi, out per caduta finale.

Il tricolore non è a mezz'asta ma neppure sui tre pennoni. Tutto da rifare? Diciamo, una partenza non proprio esaltante, comunque al di sotto delle aspettative con alcuni dei nostri davvero al di sotto di ogni più pessimistica previsione.

Bisogna riprendere il senso della misura e soprattutto non pensare che questo mondiale Moto3 sia – come pareva – per i tricolori boys, una passeggiata. Una rondine non fa primavera e una sconfitta (pur se con pesi diversi fra l’uno e l’altro) non è la fine del mondo. Umiltà e olio di gomiti. Altrimenti saranno ancora guai. Per non dire legnate.

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