BMW R NineT Scrambler VS Mini Cooper SD Countryman All4: sterrato vintage per la casa bavarese

Due mezzi dalla forte personalità della BMW che strizzano l'occhio al mondo fashion pur mantenendo un spiccata vocazione “dirt”

Due gomme tassellate contro quattro ruote motrici. Tutta la tradizione della casa bavarese combinata alla moderna tecnologia tedesca. Nuovo capitolo dell’eterna sfida fra auto e moto. Questa volta lo scontro è giocato tra due mezzi dal fascino vintage della storica Bayerische Motoren Werke.

Due eccellenze tedesche capaci di sfoggiare caratteristiche e connotati dal chiaro richiamo “Dirt” in grado di regalare forti sensazioni ed emozioni uniche ai piloti, anche quando il viaggio inizia alla fine dell’asfalto, due mezzi che si difendono bene sulle asperità dei terreni accidentati.

BMW R NineT Scrambler: come va?



Una motocicletta versatile, leggera, che ben si adatta a qualsiasi percorso e tipo di utilizzo: perfetta per le strade tortuose, un po’ meno per un lungo viaggio, ma una moto speciale che racchiude in sé un’anima vintage esaltata dall’uso delle gomme tassellate, un chiaro riferimento allo spirito Gelände/Straße, sterrato e strada, la filosofia BMW Motorrad inaugurata dal brand tedesco a partire dal 1980 con la famosa sigla G/S, adottata proprio per identificare un’ ampia scelta di utilizzo, in ogni condizione.

Pneumatici da 120/70-19 all’avantreno e un 170/60-17 al retrotreno, un nuovo assetto più alto con sospensioni votate all’off road e un doppio scarico rialzato permettono alla BMW R NineT Scrambler di rimanere ben piantata a terra gestendo al meglio le diverse condizioni del terreno con il risultato di una guida facile, spontanea e divertente, grazie anche al propulsore dotato di distribuzione a 4 valvole per cilindro comandate da due alberi a camme per testata (DOHC) capace di erogare 110 cv a 7750 giri/min per una coppia massima di 116 Nm a 6000 giri.

Mini Cooper SD Countryman All4: come va?


La Mini Countryman Cooper SD All4 che abbiamo provato parte da 37.350 Euro con il cambio automatico di serie, ma se si sceglie quello sportivo insieme a diversi optional si raggiungono i 40.000. Con 4 metri e 30 di lunghezza per 1 e 82 di larghezza e un’altezza da terra di 1 metro e 56 cm ci troviamo in presenza di un crossover ben piazzato, ma non troppo alto e che grazie alla sua innovativa trazione All4 è in grado di sporcarsi le ruote in tranquilli percorsi off road. Un nuovo design rivela un frontale muscoloso e ben proporzionato, mentre il posteriore è funzionale, ma meno emozionante. All’interno regna il family feeling. In più, grande definizione per lo schermo opzionale da 8,8 pollici touch, una novità per la Countryman, così come il portellone ad azionamento elettrico.

L’assetto della Mini Countryman Cooper SD All4 - con McPherson anteriore e Multilink dietro - è sportivo, una taratura che limita il beccheggio in accelerazione e in frenata lasciando poco spazio al rollio. La massa di 1.530 kg a secco della Mini Countryman Cooper SD All4 si fa sentire e non tanto nella dinamica, ma nelle prestazioni. Non si fatica a credere ai dati dichiarati dalla casa di 7,2 secondi per completare lo scatto da 0 a 100 chilometri orari con 225 km/h di velocità massima.

La posizione di guida è rialzata, ma con volante e pedaliera ben allineati. Il propulsore? Noi abbiamo provato il potente motore turbodiesel a quattro cilindri da 2,0 litri (1.995 cc) della Countryman Cooper SD All4 in grado di sviluppare 190 CV costanti a 4.000 giri e 400 Nm di coppia disponibili da 1.750 a 2.500 giri e un rapporto di compressione di 16.5 :1. Gommatura M+S e cerchi da 19” di serie con pneumatici da 255 per aggredire meglio il terreno e digerire lo sconnesso con le sospensioni lavorano molto bene sui fondi dissestati.

La nuova gamma Mini Countryman risponde bene sugli sterrati grazie alla sua potente trazione integrale ALL4 con albero di trasmissione e frizione a controllo elettroidraulico, integrata nel differenziale posteriore, un sistema capace di trasferire potenza al retrotreno fino a un massimo del 50% quando le condizioni di aderenza lo richiedono. Un sistema che lavora in maniera puntuale e discreta come rilevato dal nostro esperto tester e che ha avuto modo di apprezzare, specialmente sui fondi a bassa aderenza e in maniera più specifica, nella nostra prova off road dimostrando che, nonostante il suo assetto stradale, non manca assolutamente di trazione.

Il confronto



La più grande Mini di sempre nella versione Countryman Cooper SD All4, guidata dal nostro tester più esperto Lorenzo Baroni e la BMW R NineT Scrambler con il suo inconfondibile stile neo retrò sulla quale il nostro stuntman Emanuele Freddo non ha fatto altro che montare un bel paio di pneumatici tassellati proprio per l’occasione.

Una sfida anomala se vogliamo, due mezzi che danno tutto il loro meglio sull’asfalto, ma che grazie alla forte inclinazione “dirt” possono affrontare percorsi più aspri da vero off road. Sterrati, sassi, polvere, ruscelli, fango, buche e le continue sollecitazioni, sono tutti gli elementi che hanno caratterizzato questo scontro e che hanno messo a dura prova la moto quanto l’auto, il rider e il pilota.

Un’uscita divertente e impegnativa per queste due emblematiche icone di stile che appartengono oramai all’immaginario collettivo e che sono in grado di smuovere l’anima di tutti, non solo degli appassionati, su strade e terreni in qualsiasi condizione. Il mitico propulsore Twin a cilindri contrapposti, emblema della storia e della tradizione della Bayerische Motoren Werke, tiene testa al poderoso 2.000 diesel da 190 cavalli, una potenza inferiore, ma ovviamente, in fase di accelerazione sono i circa 220 Kg della moto che hanno sempre la meglio sui circa 1.500 Kg dell’auto.

Sui fondi difficili l’auto ha spesso dei vantaggi, soprattutto nelle ripartente in salita e nel fango, mentre quando la velocità si fa bassa la moto può entrare in crisi e iniziare pattinare. Ovviamente non c’è un traction dedicato al fuoristrada, ma il taglio diventa evidente. Discorso diverso per l’auto dove si può sempre lasciare il traction inserito, anche sui fondi difficili, poiché lo slittamento è sempre limitato e le quattro ruote motrici riescono a ripartire al meglio la coppia e la potenza sulla ruota con maggiore aderenza a terra.

BMW R NineT Scrambler, come è fatta


E’ il collaudato boxer raffreddato ad aria/olio il cuore di questa scrambler forte dei suoi 1170 cc. e inserito in un telaio in acciaio a doppia trave dove fa bella mostra di sé senza alcuna carenatura. Distribuzione a quattro valvole per cilindro comandate da due alberi a camme per testata (DOHC), eroga 110 cv a 7750 giri/min per una coppia massima di 116 Nm a 6000 giri. Il propulsore montato sulla BMW R NineT Scrambler è il primo boxer BMW conforme alle normative Euro 4, un’omologazione ottenuta grazie alla nuova mappatura e al nuovo sistema di alimentazione dotato di un filtro con carboni attivi per lo spurgo del serbatoio.

Doppio scarico Akrapovic che risponde alle normative ECE R41-04, trasmissione a 6 marce rapportata più corta rispetto alla moto da cui questa Scrambler deriva. L’impianto frenante è composto da un doppio disco anteriore da 320 mm abbinato a delle pinze a quattro pistoncini con uno singolo posteriore da 265 mm e una pinza a due pistoncini. Sistema ABS di serie per evitare pericolosi bloccaggi durante le frenate di emergenza.

La forcella anteriore è una Showa tradizionale da 125 mm di escursione in grado di sorreggere una delle maggiori novità di questa Scrambler: il cerchio anteriore da 19” che ha sostituito l’unità da 17” montata invece sulla versione stradale. L’ammortizzatore posteriore da 140 mm di escursione ha lo stesso cerchio della moto di origine, disponibile a sua volta nella configurazione a raggi o in lega. Gli pneumatici tassellati sono rispettivamente un 120/70-19 all’avantreno e un 170/60-17 al retrotreno.

Rivista anche la posizione di guida rispetto al modello originale: più eretta e rilassata ottenuta grazie alla modifica della triangolazione manubrio-sella-pedane. Riser al manubrio maggiorati, pedane ribassate e una sella più comoda e imbottita hanno permesso di impostare una guida decisamente più da fuoristrada. Infine il telaietto del passeggero può essere facilmente rimosso, scelta che dona alla moto una configurazione da monoposto davvero aggressiva.

Scheda Tecnica BMW R Ninet Scrambler


Motore

Cilindrata cm3 1170
Alesaggio/corsa mm 101/73
Potenza kW/CV 81/110 a regime g/min 7 750
Coppia Nm 116 a regime g/min 6 000
Tipo Boxer bicilindrico a raffreddamento aria/olio
Numero cilindri 2
Compressione/carburante 12,0:1 (super senza piombo95-98 RON)
Valvole/carburazione DOHC
Valvole per cilindro 4
Ø Aspirazione / scarico mm 39/33
Ø Farfalla mm 50
Alimentazione /Gestione motore BMS-MP
Depurazione gas di scarico catalizzatore regolato a tre vie

Impianto elettrico
Alternatore W 720
Batteria V/Ah 12/14 long-life
Proiettore W 60/55 H4
Avviamento kW 1,2

Trasmissione
Frizione a secco ad azionamento idraulico
Cambio a sei rapporti ad innesti frontali
Trasmissione primaria 1,737
Rapporti I 2,375
II 1,696
III 1,296
IV 1,065
V 0,939
VI 0,848
Trasmissione secondaria albero cardanico
Rapporto 2,91

Ciclistica
Telaio In acciaio a doppia trave, motore a funzione portante
Sospensione anteriore forcella telescopica, Ø 43mm
Sospensione posteriore BMW Paralever
Escursione anteriore/posteriore mm 125/140
Avancorsa mm 110,6
Passo mm 1 527
Inclinazione cannotto sterzo ° 61,5
Freni anteriore a doppio disco ed azionamento idraulico Ø 320 mm
posteriore monodisco Ø 265 mm
ABS BMW Motorrad ABS

Altri Dati
Ruote fucinate in alluminio
anteriore 3,0 x 19"
posteriore 4,5 x 17"
Pneumatici anteriore 120/70 ZR19
posteriore 170/60 ZR17
Dimensioni e pesi
Lunghezza totale mm 2 175
Larghezza con specchi mm 880
Altezza della sella mm 820
Peso DIN in ordine di marcia kg 220
Peso totale ammesso kg 430
Capacità utile del serbatoio l 17
Consumo di carburante (WMTC) l/100 km 5,3
Accelerazione 0-100 km/h s 3,6
Velocità massima km/h >200

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