Canepa a Motoblog: "L'obiettivo 2017 è il titolo EWC"

Il pilota ligure è pronto per un 2017 da pilota Yamaha nel Mondiale Endurannce e da test-rider ufficiale per il team factory Pata Superbike.

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Dopo aver mancato per un solo punto il titolo mondiale Endurance 2016, il team GMT94 Yamaha Official EWC - presentato in settimana nel quartier generale Yamaha di Lesmo (MI) - si prepara a recitare un ruolo da protagonista in campionato anche nel 2017 grazie a una moto ormai consacrata nella categoria, l'ultima YZF-R1, e a una line-up piloti rinnovata e tra le più convincenti.

Il "fedelissimo" David Checa, fratello del più noto Carlos, e il nuovo acquisto Mike Di Meglio, ex-iridato della 125 cc, andranno a formare l'equipaggio della forte compagine francese insieme al nostro Niccolò Canepa, ex-campione STK1000 nel 2007 entrato nei ranghi della squadra nella scorsa stagione. L'ex-pilota Christophe Guyot resta il team manager del team due volte iridato.

Dopo la sua prima annata nell'EWC (Endurance World Championship), il 28enne ligure ha sicuramente guadagnato tanta esperienza in questa disciplina da combinare a quella accumulata in anni di velocità tra Superbike, STK1000 e MotoGP, dove ha corso nel biennio 2009-2010. Lo abbiamo incontrato a Lesmo e, naturalmente, non ci siamo fatti scappare l'occasione di farci una chiacchierata sui suoi programmi per il 2017.

Stai per iniziare la tua seconda stagione completa nel Mondiale Endurance. La prima domanda 'di rito' non può che riguardare le tue aspettative e i tuoi obiettivi per il 2017...

"Nel 2016 la nostra stagione è andata abbastanza bene: era il mio primo anno, ma nonostante il disastro di Le Mans che ci è costato 60 punti siamo riusciti ad arrivare secondi in campionato a un punto dal titolo. Da questo ho imparato che può succedere qualsiasi cosa nell'Endurance. L'obiettivo non può che essere quello di migliorarsi rispetto all'anno scorso, e quindi vincere il titolo."

"Io credo che abbiamo tutto ciò che è necessario per riuscirci: la moto va alla grande e il team è fantastico. Ora, con l'arrivo di Mike Di Meglio, secondo me si è ulteriormente innalzato anche il livello della line-up piloti. Quindi l'obiettivo no può che essere il titolo."

"Oltre a questo, sarò anche collaudatore ufficiale Yamaha per il team Superbike, e questo vuol dire che avrò anche un bel programma di test da svolgere per loro. La cosa per me è molto interessante perché mi permette di rimanere in ambito velocità pur gareggiando nell'Endurance."

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Rispetto alla velocità, quali credi siano le caratteristiche più importanti per un pilota nei campionati di durata?

"Bisogna essere molto forti "di testa" e prontissimi dal punto di vista fisico, perché ti trovi in situazioni particolari che di solito non affronti con la velocità pura. Penso in particolare ai turni notturni, quando fa molto freddo, o quando devi gestire una moto che è già caduta, o quando devi fare una strategia per risalire dal 60° posto."

"Diciamo che spesso ci si ritrova in situazioni frustranti e difficili dove però la differenza la fa davvero il pilota, la fa la sua testa, la fa la sua squadra. La cosa davvero importante è non mollare mai perché, come dicevo, tutto può succedere.Ci è già capitato di rimontare dalla 60a posizione per chiudere nella Top 10, in altre situazioni del genere siamo riusciti a risalire fino alla vittoria, sono cose che ovviamente non succedono nella velocità."

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Yamaha non ti ha proposto di competere nella velocità nel 2017? Hai valutato altre offerte per altri campionati?

"Sì, c'erano delle opzioni per correre ancora nella velocità, in Supersport e in Superstock, ma l'anno scorso mi è piaciuto molto correre nell'endurance e, soprattutto, mi piace il programma in cui sono stato coinvolto, che mi farà fare anche il collaudatore Yamaha per la Superbike e quindi il primo "sostituto" dei piloti ufficiali della WSBK, qualora qualcuno dovesse farsi male."

Come hai fatto l'anno scorso rimpiazzando Sylvain Guintoli...

"Sì, direi che questo è il modo per me più semplice per avere la possibilità di correre su una moto che eccelle in Superbike e di dimostrare il mio valore anche in quell'ambito. Già nel 2016 ho dimostrato di poter far bene in Superstock perché sono salito su una moto mai provata e all'esordio ho fatto subito podio."

"E poi ho già vinto questa classe tanti anni fa... forse è per questo il ritornarci in pianta stabile non mi è sembrata la scelta giusta. L'Endurance invece rappresenta per me un passo in avanti, perché è un vero campionato del mondo, non un "europeo" come la Stock 1000, e anche perché mi dà l'accesso alla Superbike."

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La stagione del Mondiale EWC sarà decisamente impegnativa anche quest'anno. Tu hai citato Le Mans come tappa per voi più difficile nel 2016, credi che incontrerete le stesse difficoltà quest'anno?

"Le Mans per me è l'incognita più grande perché l'anno scorso non abbiamo finito la gara facendo una fatica bestiale per tutto il weekend. Il freddo e la pioggia hanno contribuito a renderla una gara molto complicata per noi, ma spero di riuscire a fare bene anche lì quest'anno. A Portimao e Oschersleben invece abbiamo vinto e abbiamo vinto bene, dovrebbero essere le piste migliori per noi."

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Guardando al passato, in particolare all'annata 2015 quando hai iniziato la stagione da pilota ufficiale EBR e poi la casa americana vi ha lasciato a piedi a metà anno. Come hai vissuto quella situazione?

"All'inizio ero veramente entusiasta di quel progetto, di quell'idea, perché sviluppare una moto è una delle cose che mi piacciono di più. Ho fatto per tanti anni il collaudatore in Ducati e ora lo sarò anche per Yamaha, mi ci trovo bene, e il poter sviluppare una moto che era stata in difficoltà gli anni precedenti era una bella sfida per me. E poi ero un pilota factory, era la prima volta per me."

"Purtroppo poi le cose sono andate come sono andate ed è stato un peccato perché mi sarebbe davvero piaciuto vedere fino a dove saremmo potuti arrivare. Sono convinto che avremmo potuto portare a casa dei risultati realmente inaspettati, ma ormai è andata così..."

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Come ultima cosa vorrei chiederti di tornare sulle polemiche seguenti al brutto episodio del Mugello (quando un video sembrava mostrarlo azionare volontariamente il freno di un altro pilota durante un track-day). La vicenda si è finalmente conclusa con un verdetto a tuo favore...

"Sono contento perché la faccenda si è risolta e sono stato assolto. Fortunatamente la giustizia mi ha dato ragione, è finito tutto e ora posso smettere di pensarci e non tirare più fuori questa faccenda. Ero stato condannato dal popolo di Facebook ancora prima di potermi difendere, ma il fatto che la giustizia mi abbia dato ragione è la cosa che mi rende più felice."

"E' stato un brutto episodio della mia vita che voglio lasciarmi definitivamente alle spalle. La mia carriera non ne ha risentito, ma mi è dispiaciuto subire tutti quegli attacchi e passare momenti così difficili, anche perché io non ho mai fatto male a nessuno in vita mia."

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