Ivano Beggio racconta la storia della V di Aprilia

Con un post su facebook, Beggio spiega la paternità del V2 e del V4 di Noale all'ing. Claudio Lombardi.

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L'Aprilia RSV4

è stata l'ultima moto di Noale in grado di conquistare un titolo iridato. Un progetto che venne presentato con tutti i crismi di una moto rivoluzionaria, sopratutto per la sua architettura motoristica, con quella V strettissima di 60 gradi del motore quattro cilindri creazione del genio di Lombardi.

Proprio quet'ultimo, il cui passato è costellato di veri e propri capolavori, è stato il papà tecnico di questa superbike, ma evidentemente il mondo della rete non se ne ricorda fino in fondo. A rinfrescare la memoria ci ha pensato proprio Ivano Beggio che, negli ultimi tempi, sta sfruttando una piattaforma social come Facebook per raccontare aneddoti sulla sua epopea con la casa di Noale.

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L'ultimo tratta proprio di Claudio Lombardi, mente geniale classe 1942, con un passato in Lancia ed in Ferrari. Molti appassionati delle gare Rally avranno sicuramente il modellino della Lancia Delta S4. Ecco, proprio l'ingegner Lombardi si occupò di quel progetto di altissimo spessore. In seguito, lo stesso passò in Ferrari seguendo Cesare Fiorio, divenendo dal 1991 al 1994 Direttore dell'attività motoristica Ferrari. E proprio con la sua diplomazia ed il suo modo di fare pacato, Lombardi subentrò a Fiorio per un breve periodo, quando proprio quest'ultimo venne licenziato per carenza di risultati nel campionato del 1991.

Ma Lombardi, uomo di tecnica, ritornò nel 1992 al reparto tecnico, defilandosi sempre più con l'avvento di John Barnard mente creativa che aveva fatto i successi della Benetton del primo Schumacher.

Lombardi dunque passò in Aprilia dove sviluppò da libero professionista prima il bicilindrico, poi quel capolavoro che era il V4 da 60 gradi della RSV con cui Max Biaggi conquistò il titolo bissato dallo stesso romano e da Sylvain Guintoli.

“Mi è stato chiesto se il motore bicilindrico V60 fosse un progetto Aprilia o Rotax. Rispondo senza dubbi che si tratta di un motore ideato e progettato in Aprilia. Tutti gli obbiettivi e le scelte strategiche ad esso relativi (l’angolo della “V“ fu pensato, ad esempio, per permettere la migliore ciclistica possibile), i disegni ed i collaudi furono eseguiti al 100% da noi.

Se nei primi anni ci eravamo affidati a propulsori progettati da altri, nel tempo avevamo allestito un reparto motori straordinario. Chiaramente l’esperienza di Rotax, che era nostro partner di grandissima fiducia da molti anni ed a cui ne affidammo la realizzazione, fu importante, e le loro opinioni e suggerimenti si rivelarono costruttive ed utili. Credo che il nostro primo bicilindrico 1000 si sia rivelato ben progettato ed estremamente robusto. Il mio scopo era ovviamente che Aprilia realizzasse direttamente tutti i suoi propulsori futuri per le moto, non a caso entrò a fare parte del nostro staff il mitico Ing.Lombardi, che mi fu caldamente suggerito da Pietro Lardi Ferrari e che ha progettato il V4 della RSV4”.

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