Sonic SX: la moto-jet volante di Imaginactive

Le moto volanti sono un must dei film di fantascienza, e sino ad ora sono rimaste solo il prodotto dell'immaginazione di qualche regista visionario. E se dovessero divenire realtà? Questo Sonic SX si ispira al FlyBoard di Franky Zapata

Se siete fan accaniti della saga di Star Wars saprete sicuramente cosa sono i Motospeeder 74-Z: nati dalla fantasia di George Lucas, si tratta di mezzi militari leggeri monoposto, che potremmo descrivere come una sorta di moto volanti.

Cavalcati dagli Stormtrooper, i Motospeeder fanno la loro prima apparizione nella saga di Guerre Stellari ne Il ritorno dello Jedi: sono dotati di cannone laser e sono capaci di velocità decisamente elevate, circa 500 km/h.

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Immaginate che tutto questo possa diventare realtà, che cioè possiate un giorno guidare delle moto volanti proprio come nei film di fantascienza: quel giorno, in realtà, potrebbe non essere troppo lontano.

Il progetto Sonic SX è portato avanti da Imaginactive ed è ispirato dal FlyBoard Air di Franky Zapata, una specie di skateboard volante che sfrutta la propulsione a getto per decollare e muoversi.

Secondo i suoi ideatori, il Sonic SX avrebbe le dimensioni di una normale motocicletta sportiva, e potrebbe ospitare il solo pilota per ragioni di sicurezza e di consumo di carburante: il serbatoio potrebbe occupare anche lo spazio che, su una motocicletta convenzionale, sarebbe riservato al propulsore, aumentando così l'autonomia.

Quattro pads in materiale composito flessibile, simili alle protesi biomediche Flex-Foot Cheetah, permetterebbero al Sonic SX di atterrare dolcemente in sicurezza spegnendo i motori a pochi cm da terra.

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Il reparto propulsivo sarebbe composto da quattro motori jet, due sull'aventreno e due sul retrotreno: gli ugelli potrebbero ruotare per le manovre di decollo, atterraggio e volo livellato alla massima velocità.

Vi viene in mente nulla? E' la stessa soluzione adottata dall'Hawker Siddeley Harrier (evolutosi poi nell'AV-8B Harrier), aereo V/STOL a decollo verticale sviluppato negli anni '60 in Gran Bretagna.

Sul Sonic, però, ci sarebbero anche due ugelli laterali che aiuterebbero il veicolo (o velivolo?) a stabilizzarsi: un sistema di guida intelligente aiuterebbe il pilota mantenendolo automaticamente in assetto.

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Il nome Sonic è ereditato dalla Can Am Sonic, una moto da fuoristrada molto popolare in Nord America negli anni '70, mentre la sigla SX sta per space cross. Questo particolare mezzo, nelle intenzioni dei suoi ideatori, potrebbe essere utilizzato come veicolo ricreativo, in spazi appositamente dedicati come piste o aeroporti per via del rumore dei suoi motori jet.

Chissà, poi, che in un futuro non troppo remoto la moto-volante non possa addirittura diventare anche un mezzo di locomozione quotidiano, alla faccia di chi dice che i commuter urbani sono noiosi.

Fantascienza. Per ora.

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