Moto Guzzi Le Mans II: italian cafè

Un appassionato inglese ha voluto trasformare una Guzzi 850 LM II in una cafè racer ispirata alle moto da corsa degli anni '70: la sport-tourer di Mandello ha così riscoperto l'indole della prima serie, la più sportiva Le Mans Mk I

Mandata in produzione nel 1976, la Moto Guzzi 850 Le Mans era una sportiva nel più puro stile italiano: un telaio tubolare, un grosso bicilindrico raffreddato ad aria e un look semplice affascinante.

Con una settantina di cavalli, erogati dal "pompone" da 850 cc, la LM poteva raggiungere una velocità massima di 210 km/h: era però disponibile anche un kit ufficiale che comprendeva alberi a camme, scarico a trombocino carburatori Dell'Orto maggiorati da 40 mm (in luogo degli originali da 36).

La seconda serie, lanciata nel 1978, snaturò un po' il concetto originario della MkI: la 850 Le Mans II era una sport-tourer più che una vera sportiva, cosa che la rendeva sicuramente meno affascinante dell'antenata. Dotata di una semicarena che aumentava decisamente la protezione aerodinamica, era certamente più comoda, ma perdeva un po' di quell'appeal e di quel look da "derivata dalle corse" che aveva reso celebre la prima serie.

La potenza rimaneva pressochè invariata, ma la moto risultava un po' più lenta in rettilineo a causa delle sovrastrutture protettive: esse erano studiate in galleria del vento, ma influivano comunque negativamente sulla velocità massima.

Il britannico Nick Sharp, proprietario della special che vedete nelle foto, ha deciso di far riscoprire alla sua Le Mans II l'animo sportivo della sua progenitrice: tolto tutto il superfluo, questa Guzzona è diventata una cafè racer dall'indole decisamente corsaiola.

Al contrario della 850 LM prima serie, questa non ha però nemmeno il piccolo cupolino: è totalmente nuda, spogliata di qualunque orpello. Una bella vista, per chiunque ami la meccanica e la presenza possente del V-Twin di Mandello.

Dalle massicce testate escono due grossi collettori, che insieme ai due tromboncini vanno a formare il nuovo impianto di scarico: in puro stile cafè racer, i due silenziatori scuri puntano in alto, ruggendo a qualche cm dagli ammortizzatori posteriori.

La sella, che sulla Le Mans II originale era pensata per ospitare degnamente anche il passeggero, è stata sostituita con una bellissima monoposto in pelle: termina in un piccolo codino a goccia che ricorda il "didietro" delle moto da competizione degli anni '70.

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