Rossi: "Non sarà un avversario a indurmi a smettere"

Il pesarese della Yamaha si prepara ad affrontare la sua 22^ stagione nel Motomondiale, con la motivazione di chi non è affatto sazio di vittorie: "Viñales è un bel problema, ma nella mia carriera ho affrontato tanti avversari molto forti".

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E' un Valentino Rossi schietto e sincero, quello dell'intervista concessa ai microfoni della Gazzetta dello Sport. A 38 anni, il 9 Volte Campione del Mondo si prepara ad affrontare la sua 22^ stagione nel Motomondiale, un traguardo che già di per sé sarebbe straordinario: se a questa lodevole longevità sportiva ci aggiungiamo poi i numeri che a quasi 40 primavere il dottore è ancora capace di fare, è semplicemente impossibile trovare eguali nella storia del Motociclismo da corsa.

Rossi non è più il ragazzino che esordì sull'Aprilia 125, da molti punti di vista. Questo lo sappiamo noi ma prima di tutto ne è consapevole lui: non è però, necessariamente un male. Se il Valentino di inizio anni 2000 era, nonostante la giovane età, un pilota maturo e completo, quello di oggi è un vecchio leone che non ha nessuna intenzione di cedere lo scettro: un velocissimo veterano che può compensare il naturale decadimento prestazionale dovuto allo scorrere del tempo (che non si nota troppo in lui, per la verità...) con l'esperienza di chi la sa lunga, forgiato dalle mille battaglie di oltre due decadi passate sul tetto del Mondo.

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Il Rossi che sta per affrontare la stagione 2017 è un vecchio saggio che non si lascia abbattere nemmeno dalla sconfitta, consapevole che si tratta di un'eventualità che fa parte dello sport: "Con il passare degli anni è più facile accettare che si può anche perdere. Sicuramente 15 anni fa facevo più fatica".

Facile, direte voi, per uno che ormai ha vinto più di chiunque altro nell'era moderna e che potrebbe tranquillamente ritirarsi a vita privata, satollo di vittorie come può essere solo chi in carriera ha portato a casa qualcosa come 114 successi e 221 podi. E invece no, perché nonostante tutto Vale trova ancora gli stimoli per mettersi in gioco, per chiedere a sé stesso ancora di più: manca poco all'inizio del Campionato e lui non ha nessuna intenzione di fare il comprimario di talenti che hanno poco meno di 20 anni meno di lui.

"Sono sempre più i punti di domanda, in tutti i piloti c'è sempre il dubbio di non sapere più andare in moto, o almeno a me succede così. Poi, bisogna vedere come va la moto, quanto vanno forte gli altri... Tanti dubbi prima dell'inizio, ma è energia positiva, serve a non rilassarsi troppo".

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Quest'energia, questa voglia di superare i limiti, è stata la benzina che ha permesso al Dottore di rimanere sulla cresta dell'onda per così tanto tempo. Carburante che gli servirà anche quest'anno, di fronte all'ennesima sfida che gli si para davanti: un nuovo compagno di squadra, il giovanissimo e velocissimo Maverick Viñales.

Lo spagnolo sembra davvero molto tosto, forse ancora più del pilota che va a sostituire, il pentacampeon Jorge Lorenzo. Maverick "è una bella bega" ha ammesso Valentino "Speravo che fosse un po' peggio di Lorenzo, invece è andato subito fortissimo e ora spero non sia meglio". "Viñales è più giovane, una generazione anche dopo Lorenzo" ha proseguito con grande realismo il marchigiano "Grandissimo pilota Jorge, spero che Maverick non sia ancora più forte".

Lo stesso Rossi esclude, tuttavia, che il nuovo arrivato in casa Yamaha possa indurlo ad appendere definitivamente il casco al chiodo: "Ho avuto avversari fortissimi in carriera e non mi ha mai fatto smettere nessuno, quindi... penso che non succederà ora. O almeno lo spero: dipenderà dai risultati".

Incalzato su un ritiro che per motivi anagrafici sembra sempre più vicino, Valentino ha anche parlato del suo futuro, dei possibili orizzonti che si potrebbero aprire dinanzi a lui nel momento in cui deciderà di dire "Basta". Loris Capirossi, ad esempio, è entrato in Direzione Gara: c'è un'avvenire "istituzionale" anche per The Doctor? "Ho imparato che non bisogna mai dire mai. E' interessante, ma preferisco l'idea di lavorare con il mio team e di far correre i giovani".

Infine, Vale si è soffermato anche su uno dei temi più caldi di quest'anno, l'avventura di Jorge Lorenzo in Ducati. Che effetto fa, al pesarese, vedere uno dei propri più acerrimi rivali in sella ad una moto che lui ha riservato così poche soddisfazioni? "Nessun effetto, ma sono curioso di vedere come andrà. Vedere se sarà competitivo, e quanto, sarà una delle cose più belle di quest'anno".

Ride fragorosamente, invece, quando gli riportano le parole dell'AD Ducati Claudio Domenicali, che ha dichiarato che "Se Lorenzo riuscisse dove Rossi ha fallito sarebbe imbarazzante". "Si, l'ho letto..." ha risposto un Valentino divertito. "Non so cosa commentare...". ha concluso sghignazzando.

La risata di chi, dalle rivalità, ha sempre tratto la forza per fare ancora meglio. Gli avversari sono avvisati: l'ascia di guerra Rossi non l'ha ancora sepolta.

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