Knucklehead o Panhead? L'Harley ibrida di Rob

Il bicilindrico Knucklehead fu uno dei propulsori più rivoluzionari della storia del marchio Harley Davidson: ecco perchè un appassionato australiano ha deciso di montarlo su un vecchio telaio inutilizzato appartenuto, un tempo, a una più recente Panhead

Il propulsore Harley-Davidson Knucklehead ricopre un posto speciale nella lunga storia dei V-Twin della casa di Milwaukee: lanciato ben prima del Secondo Conflitto Mondiale (1936) rimase in produzione fino all'immediato dopoguerra, quando nel 1948 venne sostituito dal più moderno -ma meno rivoluzionario- Panhead.

La particolarità dello Knuckle risiede nel fatto di essere il primo bicilindrico HD ad essere dotato di distribuzione ad aste e bilancieri con valvole in testa, caratteristica che lo differenzia in maniera netta dal precedente Flathead a valvole laterali: lo Knucklehead ha inaugurato uno schema tecnico che è sopravvissuto praticamente invariato fino ai giorni nostri, visto che il motore Evolution delle Sportster mantiene, di fatto, questo layout.

Lo Knuckle è, in buona sostanza, il nonno dei V45° americani come li conosciamo oggi: un vero pezzo di storia del motorismo mondiale. La moto di cui vi parliamo oggi, non nacque tuttavia come una Knucklehead: uscì alla fine degli anni '40 dai cancelli di Milwaukee, equipaggiata con un propulsore Panhead. Molti decenni dopo, è finita nelle mani di Rob, un appassionato australiano che aveva tutta l'intenzione di restaurarla per portarla allo splendore originale.

Le cose, però, non vanno come previsto: Rob finisce per venderne il motore, e si ritrova con un telaio privo di "cuore". Come si suol dire, tuttavia, non tutto il male vien per nuocere: al proprietario viene l'idea di farne una special, trapiantandoci il suo V-Twin prediletto, il mitico Knucklehead. E swap sia!

Anche molti dei rimanenti pezzi che vedete su questo affascinante ibrido arrivano da altri modelli Harley-Davidson: lo stretto serbatoio, ad esempio, è il risultato dell'unione delle due sezioni di altrettanti despositi di carburante di provenienza HD Fat Bob, opportunamente tagliati e riassemblati. Proprio per questo il tappo per il rifornimento è stato riposizionato sul lato destro, in posizione disassata.

La forcella, invece, è una Springer VL modificata da Rob, mentre il faro anteriore è stato donato da una non ben definita auto d'epoca; la curiosa frizione a pedale è dal canto suo un tratto distintivo delle moto prodotte a cavallo tra le due Guerre Mondiali. Altre parti della componentistica sono invece state fabbricate artiginalmente ad hoc per questa custom.

Non pensiate tuttavia, che si tratti solo di una bella scultura su due ruote: il gusto non sta solo nel costruire le special, ma anche nel guidarle. Dopo qualche scorribanda con gli amici, Rob si è accorto però della mancanza di un accessorio fondamentale per un accanito frequentatore di raduni dedicati alle Harley: l'apribottiglie.

Poco tempo dopo, il proprietario ha rimediato a questa lacuna. Eccolo lì ora, posizionato sull'alto manubrio in stile chopper: perchè ogni giro in moto che si rispetti si conclude di fronte a una buona birra ghiacciata.

Via|Throttleroll.com

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