Triumph Rocket III: quattro pinte di... cafè!

Nel 2003 Triumph presentò la Rocket III, un mostro da 2300 cc il cui record di cilindrata è ancora imbattuto per le moto di serie. In Australia c'è chi ha pensato di trasformare questa bestia in una cafè racer: si chiama Wenley Andrews

Negli ultimi 30 anni le cilindrate delle moto in commercio sono mediamente cresciute di molto, e parametri con cui una motocicletta viene giudicata maxi o media sono stati radicalmente definiti. Cubature che oggi sono considerate "comuni", un tempo erano esclusiva di pochi, pochissimi modelli: i 1200 o 1300 cc si potevano trovare solo su grosse quadricilindriche giapponesi o su massicce custom yankee "tutte coppia".

Nel tempo, però, l'asticella delle cilindrate "folli" si è spostata sempre più in alto: abbiamo iniziato a vedere gigantesche cruiser con i cc di un'automobile media e imponenti tourer con il motore più grosso dell'utilitaria che avete in garage.

Sono rimaste sempre poche, però, le moto che hanno osato sorpassare la soglia psicologica critica di 1.8 litri, quella che nell'immaginario collettivo fino a non molti anni fa separava le auto medie da quelle che, giornalisticamente parlando, venivano definite di grossa cilindrata.

Il Club delle "Over 1800" è, ad oggi, decisamente esclusivo, per lo meno se rimaniamo nel campo delle moto di grande produzione: Honda GoldWing GL-1800 e Valkyrie Rune, Yamaha XV1900, Indian Chief 1811, qualche Harley. La sola Kawasaki, con la VN2000 aveva osato sfondare il muro dei 2 litri: eccessiva persino per gli amanti delle grosse custom, non ebbe un gran successo e venne tolta di produzione nel 2010.

Pensate lo shock di appassionati e addetti ai lavori quando, nel 2004, Triumph lanciò sul mercato la Rocket III: un mastodonte su due ruote da quasi 340 kg di peso, dotato di un un tre cilindri in linea da 2294 cc in grado di erogare quasi 150 cv e 221 Nm di coppia. Più di quattro pinte, se siete amanti della birra: semplicemente, la moto di serie con la cilindrata più grossa mai prodotta.

Sembra folle, ma c'è chi con questo imponente attrezzo ha pensato di fare una cafè racer: l'obbiettivo primario era quello di distinguersi dalla massa e fare qualcosa di assolutamente estremo. Ma è ovvio, direte voi: d'altra parte in caso contrario non avrebbe certamente scelto come base una Rocket III.

Il pazzo in questione è Wenley Andrews, un customizer australiano che ha deciso mettere mani sulla Bestia di Hinckley per trasformarla radicalmente: "Ho sempre sognato di customizzare una Rocket III. Dopo essermi guardato un po' attorno, ho trovato un esemplare usato con pochi km sul groppone e quindi finalmente ho potuto iniziare il mio lavoro".

"E' una moto con una potenza imbarazzante" giura Wenley "ma è anche molto pesante. Il primo passo è stato rimuovere tutto il superfluo, per abbattere drasticamente il peso e poterla convertire da cruiser a cafè racer".

Il serbatoio originale non si sposava certo con le intenzioni del nostro uomo: ecco perchè è stato il primo componente ad essere sostituito con uno artigianale, più leggero e compatto.

Subito dopo si è passati al resto delle sovrastrutture: il codino e la parte posteriore della Rocket III hanno lasciato spazio a quelli, più snelli, di una Triumph Thruxton. L'operazione ha richiesto l'adozione di un nuovo telaietto posteriore e anche di una coppia di ammortizzatori Ikon che alzasse tutto il retrotreno per una migliore resa dinamica ed estetica.

In questa fase sono stati sostituiti anche altri particolari come il parafango, la fanaleria, gli indicatori di direzione e gli specchietti. Gran parte dei componenti è stata riverniciata in nero satinato.

Dopo aver cambiato il radiatore, è arrivato il momento di pensare anche a un nuovo impianto di scarico: "Ho disegnato un concept e lo ho portato al mio amico Billy, che me l'ha saldato" ha dichiarato Andrews a riguardo. "Inizialmente l'avevo verniciato di nero, ma poi mi sono reso conto che la moto fosse troppo scura e ho optato per l'argento. Così risalta di più!"

Ad occhio, comunque, non crediamo rispetti le più stringenti norme anti-rumore. Ma magari siamo prevenuti...

Infine, per aggiungere un po' di testosterone alla sua Rocket III (...ma ce n'era bisogno?) Wenley ha deciso di montare delle gomme più grosse, tanto per essere sicuri di scaricare a terra tutta la forza bruta di questa belva a tre cilindri.

Magari non amate la Rocket III, ma è difficile rimanere indifferenti di fronte a questa folle cafè racer venuta dall'Australia: certo, se preferite passare inosservati, forse non è la moto che fa per voi. Ma tanto, in sella ad un mostro del genere, chi ha il coraggio di guardarvi negli occhi?

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