Lorenzo: "In Ducati per sempre. Saremo da Leggenda"

Jorge alla Gazzetta: "Sicuramente il Mugello sarà un momento speciale, ma finora tutti i giorni sono speciali qui in Ducati"

ducati-desmosedici-gp-2017-dovizioso-e-lorenzo-11.jpg


Motomondiale 2017 -

L'approdo di Jorge Lorenzo in Ducati ha sicuramente scatenato la curiosità ed il fervore di appassionati e non. Volenti o nolenti, lo sbarco a Borgo Panigale di Jorge è una di quelle notizie che scandiscono la nuova stagione. E' stato cosi durante tutto il 2016, sarà cosi anche nel 2017.

Perchè un cinque volte campione come Jorge che raccoglie la sfida della Rossa ha il suo fascino, laddove - oltretutto - altri, in epoche diverse, non son riusciti nell'impresa. Ora che la Ducati vive sotto l'ala di Volkswagen, e che ha trovato in Gigi dall'Igna un capitano coraggioso, a Borgo Panigale iniziano a sognare. E lo stesso Jorge - intervistato dal collega della Gazzetta dello Sport Paolo Ianieri - mostra ora un lato latino ancor più evidente.

"La Ducati è speciale, come la Ferrari. Lo vivi sulla tua pelle. Sono felicissimo di questa nuova avventura. Con le altre Case uno si sente quasi come un cliente, qui avverti di far parte di una famiglia. E' la differenza più grande. Qui ti dicono "dai vieni con noi", gli altri marchi non lo fanno".

Certo è che lasciare la casa con cui si ha esordito in MotoGP e sopratutto, con cui sono arrivati i titoli mondiali in Top class non deve essere stato facile.
" Molti fattori mi hanno fatto decidere per una cosa rispetto ad un'altra. Il motivo più importante è che io volevo svegliarmi tutte le mattine con la motivazione di dare il meglio di me stesso. Sono un professionista che prende tutto sul serio, ma dopo 8-9 anni un pò di questo inevitabilmente lo perdi: la routine, l'essere sempre con le stesse persone, la stessa squadra. Se non ci fosse stato Gigi Dall'Igna però in questo progetto, questa mossa non avrebbe avuto senso".


Uno spagnolo che inizierà a lavorare per una casa italiana, nonostante Yamaha avesse una squadra nel Belpasese
"Giappone e Italia..sono due culture diverse. Noi siamo latini, istintivi, nelle cose buone e in quelle negative. Di buono c'è che puà sembrare che facciamo tutte le cose più in fretta con più passione, magari sbagliando anche di più ma in maniera più veloce. I giapponesi invece sono più metodici, più freddi, ma sono anche più lenti."

Se non ci fosse stato Gigi Dall'Igna però in questo progetto, questa mossa non avrebbe avuto senso

Jorge Lorenzo

ducati-desmosedicigp-motogp-2017-01.jpg

E' chiaro che Lorenzo è stato preso per un obiettivo: conquistare il titolo mondiale. Sente la pressione il maiorchino?

"Vincere è una combinazione di cose: 33% del pilota, 33% la squadra, 33% la moto. Se qualcuno di questi tre elementi non funziona, è impossibile vincere. Ma il titolo non deve essere un'ossessione. La nostra ossessione deve essere quella di migliorarmi come pilota e migliorare i miei punti deboli, dall'altra Gigi, e gli ingegneri devono lavorare per migliorare la moto".

Yamaha Rossi-centrica. Ha influito sulla scelta di Jorge?
"No anzi, io lo capisco. Per quello che ha dato, per le vittorie, per i titoli e per l'importanza di Valentino a livello di marketing. Però mi hanno sempre trattato allo stesso modo. Ogni volta che abbiamo rinnovato, la Yamaha e sopratutto Jarvis hanno sempre riconosciuto il mio valore. Mancarmi? E' una parola grossa, però avere un compagno come lui non ti permette di rilassarti mai, ti obbliga a estrarre sempre il massimo da te stesso".

"Un momento speciale? Sicuramente al Mugello con la tuta rossa. Ma finora tutti i giorni sono stati speciali, perchè la Ducati è speciale. Non è un modo di dire è la verità. Ho firmato con Ducati per chiudere la mia carriera qui. Non puoi sapere cosa succederà nella vita e ancor più nelle gare, ma questa è la mia intenzione. Finire da ducatista e, se possibile, da leggenda".

ducati-desmosedici-gp-2017-dovizioso-e-lorenzo-13.jpg

  • shares
  • Mail