MotoGP, Domenicali riaccende la polemica su Rossi. Cui prodest?

Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati, riaccende la polemica su Valentino Rossi. Era necessario?

Campionato del Mondo MotoGP 2017 - Non è mai facile che le ciambelle riescano buone, belle e croccanti, figurarsi farle “perfette”, pure col “buco”. Un adagio che calza a pennello per la Ducati impegnata nel 2017 nella esaltante ma non facile avventura in MotoGP con la nuova prima guida Jorge Lorenzo insieme al riconfermato Andrea Dovizioso.

Se bisogna da subito parlar chiaro innanzi tutto si deve dire basta alle “finte”: in Ducati non è vero che i due piloti ufficiali in Premier Class sono alla “pari” perché allora non si può capire come mai all’entrante maiorchino va in tasca l’obolo d’oro, la bella somma di dodici milioni di Euro, una montagna di soldi rispetto alle... “briciole” di Dovizioso, addirittura un ingaggio superiore a quello del campione del Mondo in carica Marc Marquez e il doppio – euro più euro meno – di quello della super star Valentino Rossi.

Che in Ducati & C. tutto oggi ruota attorno a Jorge Lorenzo lo sanno anche i bambini. Ma non è questo l’oggetto principale del post per cui torniamo alle... “ciambelle”. In una avventura di grande potenzialità ma ad alto rischio come questa dove Ducati nel 2017 si gioca “tutto”, anche la faccia, il buon senso imporrebbe di partire non certo con le orecchie basse ma con tanta saggezza se non proprio col profilo basso. Vale anche qui l’antico adagio: “Non dire gatto fin che non è nel sacco”. Non solo.

Ammesso che il nuovo binomio Lorenzo-Ducati conquistasse davvero il titolo iridato MotoGP dando uno schiaffo ai super Marquez, Rossi, Vinales ecc. sui colossi quali Honda, Yamaha ecc. a chi andrebbe il maggior merito, al pilota o alla moto? Non si dica che, salomonicamente, i meriti sarebbero ripartiti fifty-fifty. Non sarebbe così neppure in caso di sconfitta. Se il nuovo binomio vince il merito maggiore va a Lorenzo, capace di rendere vincente una moto (e una Casa) che il titolo lo sogna da anni – dall’era Stoner – ma non lo centra. In caso di sconfitta, ovvio, la colpa va tutta (o quasi) a Ducati, incapace di vincere anche con un fuoriclasse (iper pagato) come Jorge.

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Una situazione, ripetiamo, esaltante per Ducati e i suoi fan ma con il rischio che la ciambella non venga come desiderato, quindi a quel punto una situazione davvero “imbarazzante”. Messi sulla bilancia i pro e i contro che bisogno c’era per i vertici di Borgo Panigale addirittura di tornare ad innescare una mina vagante quale quella del rapporto Ducati-Valentino Rossi? Ci riferiamo alla dichiarazione dell’AD di Ducati Motor Claudio Domenicali durante la presentazione ufficiale del Team 2017: “Noi con Lorenzo stiamo tentando di fare una cosa che non ci è riuscita con il pilota più famoso del Mondo, se lo faremo sarà imbarazzante”.

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Già. Ma imbarazzante per chi dato che poi Rossi dopo l’esperienza-debacle con la Rossa è tornato (molto) competitivo in Yamaha e che comunque nel dopo Rossi Ducati il titolo non lo ha mai neppure sfiorato pur con ottimi exploit specie nel 2016 con i nuovi (favorevolissimi) regolamenti tecnici? Con uno come Lorenzo la Ducati-Audi-Phillip Morris non può accontentarsi di exploit saltuari ma deve conquistare il titolo conduttori. Tutto il resto – impostata così – nulla conta. Mettere il carro davanti ai buoi, si sa, non porta bene. Così come si sa che le guerre non basta dichiararle, ma bisogna vincerle.

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