Moto3 Jerez, Dalla Porta a un passo dal CEV, ma nel Mondiale la “musica” è diversa

Lorenzo "cannibale" nel Cev ma "arranca" nel mondiale Moto3

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CEV Jerez 2016 - Di Lorenzo Dalla Porta si può dire tutto, ma non che non sia un pilota impegnato. Il 19enne asso di Montemurlo non riesce a … dare il resto, correndo in Moto3 nel CEV (Husqvarna Team Laglisse Academy), nel Motomondiale (prima con la Honda del Team Estrella Galicia poi, da Silverstone, con la Ktm Sky VR46 Team) e addirittura in pista nei test, come ha fatto nel dopo Aragon, salendo sulla Ktm evo 2017. Il tutto con un contratto già siglato per la prossima stagione iridata con la Mahindra del Team Aspar. Tanta carne al fuoco, quindi, un grande potenziale, ma anche con il rischio di… “bruciarsi”. Andiamo con ordine.

Domenica prossima si corre a Jerez il penultimo appuntamento del Cev 2016, prima della finalissima a Valencia. Dalla Porta potrebbe mettere a segno la sua straordinaria “cinquina” (ma non escludendo la “sesta” essendoci due round) dopo la bella vittoria di Le Mans, la doppietta di conferma in Catalunya, e il centro di Albacete coronati dalla piazza d’onore (in volata a tre millesimi dal vincitore Ramirez Fernandez) nell’ultimo round dell’Algarve, il terzo e il quinto posto nell’apertura di Valencia e l’altro podio ad Aragon.

Un iter di tutto rispetto, anzi, quasi da “cannibale”, con conseguente primo posto in classifica generale (163 punti) davanti a Marcos Ramirez (132) e a Ito Toba (90). Dal quarto in poi sono oramai tutti fuori gioco, compresi gli altri italiani: con il 10° Arbolino (50 punti), l’11° Foggia (50 punti), il 12° Manzi (49), il 16° Bezzecchi (21), il 24° Pizzoli (9), il 28° Ieraci (2), il 30° Fuligni (1).

Quindi Dalla Porta si è fin qui dimostrato leader indiscusso del Cev 2016 con prestazioni convincenti che lo hanno proiettato nel mondiale Moto3, addirittura nella “corazzata” dello Sky VR46 di Valentino Rossi, in sostituzione del defenestrato Romano Fenati per le note poco esaltanti vicende, su cui non torniamo. Quello di Dalla Porta, sostituto di Fenati e in squadra con Bulega e Migno, non è stato e non è quindi un compito facile. I risultati, dopo tre gare, non sono esaltanti, tutt’altro.

I motivi possono essere diversi: la difficoltà di adattamento alla nuova moto e al nuovo Team, corse particolarmente difficili talvolta anche per le condizioni meteo, un pizzico o forse più, di sfortuna. Ciò detto, così come nel Cev i risultati esaltano Dalla Porta, nel Motomondiale non lo annoverano fra i protagonisti. In tre gare fin qui disputate Lorenzo non ha portato a casa neppure un punto iridato: 18° (gap di 13.326 secondi dal primo) a Silverstone, 17° (+23.349 a Misano), 25° (+43.028) ad Aragon. In qualifica 10° a Silverstone, 17° a Misano, 12° ad Aragon. In condizioni “normali” non ci sarebbe niente da ridire ma qui, appunto, non si tratta di un debuttante e soprattutto si parla di un pilota in un fortissimo Team, su una moto ufficiale, la Ktm già affidata ad inizio stagione a Fenati. Già, qui sta il punto.

Con quella stessa moto (praticamente la Ktm number two del lotto della Casa austriaca, seconda solo a quella del neo iridato Binder) Fenati quest’anno aveva raggiunto risultati di rilievo: una vittoria a Jerez, un secondo posto a Le Mans, due quarti in Qatar e a Barcellona, due pole in Qatar e al Mugello (out in corsa per rottura del motore), un secondo miglior tempo in Argentina, due quinti a Jerez e a Le Mans ecc. Insomma, risultati che ponevano Fenati in lizza per il tiolo mondiale. Ovvio che l’ascolano è pilota di qualità ed esperienza consolidata ma nel mondiale nessun pilota è novizio e non si fa … “scuola guida”: il tempo per maturare c’è solo se maturi in fretta, molto in fretta: o arriva il risultato o si retrocede col rischio di rimanere appiedato. Scrivevamo tempo fa su Motoblog: “Quella dell’inserimento di Dalla Porta è una scelta double face: potrebbe portare una benefica ventata d’aria nuova al Team di Valentino Rossi ma anche tradursi in un flop”.

Dopo tre gare non si può parlare né di benefica ventata d’aria nuova ma neppure di flop, specie se si dà per buono – e chi ne dubita! – la “difesa” di Lorenzo, in difficoltà una volta per problemi alla spalla, un’altra per contatti in corsa, un’altra per scie non prese in qualifica ecc. Ma Lorenzo non è un rookie e al di là delle sigle sul serbatoio conosce perfettamente la Ktm, essendo la Husqvarna con cui gareggia nel Cev, una Ktm … riverniciata.

Lascia però almeno perplessi che fin qui mai il Team VR46 ha commentato questa prima fase dell’inserimento del suo nuovo pilota. Team che non pare aver smaltito l’affaire Fenati, che non raccoglie risultati adeguati all’investimento economico e d’immagine, che vede tutt’ora nel 16enne rookie Nicolò Bulega il suo più valido alfiere, quasi sempre protagonista in corse mozzafiato, in lotta per la top five in classifica generale, con possibilità – jella a parte – di puntare ai primi tre posti. In altre parole Dalla Porta, almeno per adesso, non è il “valore aggiunto” auspicato.

La sostituzione di Fenati andava fatta con un pilota di pari valore, (anche se non è facile, a mondiale in corso), altrimenti è solo un rimpiazzo numerico, a prescindere dalla qualità. Delle due l’una, o il VR46 Team ha sottovalutato Fenati o ha sopravvalutato Dalla Porta. Siamo stati forse oltre modo ottimisti quando su Motoblog prevedevamo: “Verosimilmente, stando con i piedi per terra, Lorenzo punterà al podio in ogni gara tentando il colpaccio, magari in Italia o in Spagna. Vedremo se i risultati saranno pari alle aspettative e come il Team – a cominciare da Bulega e Migno – vivrà la nuova inattesa presenza. Per Dalla Porta,pilota talentuoso cresciuto da protagonista nelle file del Civ e nel Cev, è indubbiamente una grande opportunità da cogliere nel migliore dei modi”.

Non si deve mettere la croce addosso a nessun pilota, tanto meno a Dalla Porta, ragazzo d’oro e pilota preparato e scrupoloso, che merita la “controprova” avendo davanti ancora quattro importanti gare iridate. Intanto, dal Cev di Jerez, a Lorenzo potrebbe arrivare nuova linfa, non solo determinante per chiudere la partita del “mondialino” ma per inserirsi poi ai vertici anche nella Moto3 del mondiale dei “grandi”. Presto torneremo ad approfondire il rapporto qualitativo fra i piloti del Civ e del Cev rispetto a quelli del Mondiale Moto3. Troppi “fenomeni” annunciati? Non è tutto oro quel che luccica. Anche il neo iridato Binder, dominatore della stagione 2016, lo dimostra.

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