MotoGP Aragon, Marquez trionfa e mette le mani sul titolo. Rossi ci prova ma è battuto anche da Lorenzo

Marquez, 54esima vittoria come Doohan, 52 punti di vantaggio su Rossi che a quattro round dalla fine può sperare solo in un miracolo


Quel gran diavolo di Marc Marquez ne combina di tutti i colori, compreso un errore iniziale che gela i 100 mila di Aragon e illude gli avversari, Rossi per primo.

La realtà, oggi, parla spagnolo e poco o nulla concede ai sogni di chi crede ancora possibile un miracolo dell’italiano della Yamaha. Recuperato lo svarione, Marc non perdona infilandosi nel binario giusto come un “freccia rossa”, fa girare a comando, docile, il suo Hondone col vento in poppa, involandosi liscio liscio fin sotto la bandiera a scacchi.

Vittoria che canta e che conta. Anzi prova di forza annunciata da libere e qualifiche inequivocabili, pole con giro record e passo da spavento, un trionfo che segna un mondiale, togliendo oramai a Rossi ogni illusione di poter agguantare l’ambitissimo titolo numero dieci, anche se l’ultima fiammella resta tuttavia accesa.

La scelta della doppia gomma dura ha pagato qui ad Aragon e, da metà gara in avanti, è sembrato proprio che Marquez ce ne avesse ancora nel polso, giocando a gatto col topo, tenendo al gancio Rossi – gomma anteriore media - nella morsa dei due spagnoli. Con l’asso della Honda capotreno e con Jorge Lorenzo di spinta, nel finale di nuovo con le ali per un recupero del maiorchino che oramai pareva impossibile, a danno di Rossi.

E’ l’apoteosi per Marquez. Idem per Lorenzo che quasi non crede a se stesso. Per Valentino un rospo duro, durissimo, da mandar giù, peggio di un’onta dopo 14 round iridati magnifici, in pompa magna, forse come mai in passato.

In effetti, il fuoriclasse pesarese esce con l'onore delle armi: anche oggi le ha provate tutte, inventandosi traiettorie e staccate fuori misura, prima tentando la fuga e poi, quanto meno, giocando il tutto per tutto per non perdere almeno il duello con il maiorchino. Ma il troppo stroppia e Vale va largo, lasciando ai due spagnoli campo libero e il bottino pieno.

Addio mondiale per il Dottore? Già detto, confermiamo: addio mondiale! Solo un miracolo dei miracoli può adesso ribaltare questa situazione. Marquez si gode la sua 54esima vittoria in carriera eguagliando il mitico Mick Doohan: a quattro gare dalla fine 52 punti di vantaggio sono un patrimonio inossidabile per lui e un muro insormontabile anche per Rossi che comunque, anche oggi, ha fatto sognare.

Come Vinales e la Suzuki. Bene le Aprilia nella top ten. Giornata no per Ducati. La cronaca su Motoblog.it

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