Harley-Davidson Sportster Iron 2017: il nostro test su strada

L'ex "piccola" di casa Harley si rinnova, togliendosi di dosso il ruolo di entry level del marchio di Milwaukee: equilibrata e completa, la Iron ha carattere da vendere e non teme il confronto con le sorelle maggiori

Presentata nell'ormai lontano 1957, l'Harley-Davidson Sportster è uno di quei progetti le cui origini si perdono nella notte dei tempi, motoristicamente parlando. Nel mondo motociclistico, la "piccola" di casa HD ha davvero pochi rivali in quanto a longevità: potremmo quasi considerarla la Porsche 911 delle due ruote, poichè come la coupè di Stoccarda solca l'asfalto da oltre mezzo secolo.

Nel corso dei decenni, la Sportster -così come la sportiva a motore posteriore di Zuffenhausen- si è lentamente evoluta, affinata, migliorata, senza mai rivoluzionarsi davvero: piccoli e silenziosi cambiamenti, che uno dopo l'altro le hanno permesso di arrivare ai giorni nostri senza perdere lo spirito di un tempo.

In molti accusano Harley-Davidson di conservatorismo esasperato: è vero che alle volte a Milwaukee sono stati forse troppo attaccati alla tradizione, ma bisogna ammettere che quando si ha tra le mani un prodotto vincente che può essere migliorato gradualmente, è probabilmente insensato -e forse controproducente- attuare stravolgimenti. E la Sportster ne è la prova.

Il successo di mercato che le "Sporty" hanno sempre avuto anche nel Vecchio Continente dimostra che la scelta della casa americana è stata vincente: in Europa la 883 continua a giocarsela con rivali storiche come le bicilindriche Triumph o modelli più recenti come la gamma Scrambler proposta da Ducati, senza accusare minimamente il peso degli anni.

Anzi, con la Iron 2017 la serie Sportster sembra essere giunta al suo apice: fascinosa come forse non lo è stata mai, curata nei minimi dettagli, accattivante anche per chi è concettualmente lontano dal mondo custom, la V-Twin venuta dal Wisconsin è diventata tutt'altro che l'entry level del brand americano a cui eravamo abituati.

Questo ruolo ruolo, ormai ricoperto dalla Street 750, non le si addice proprio più: Iron è diventato sinonimo di uno stile inconfondibile, grezzo e senza fronzoli, che fa di questa moto un oggetto di grandissimo appeal. Un inno alla semplicità e al minimalismo, che si guida pure bene. Il tutto al prezzo di 10.300 euro.

Harley-Davidson Sportster Iron: com'è?

Se una volta la piccola Sporty era il modello con cui fare i primi passi nel mondo delle custom americane, ora la musica è cambiata. La Iron rifiuta categoricamente la qualifica di moto d'accesso alla gamma di Milwaukee, rivendicando un meritatissimo posto di primo piano tra le V-Twin a stelle e strisce: la 883 non vive più all'ombra delle più grosse cugine con il grosso Big Block, ma con la sua dirompente personalità si è conquistata un ruolo fondamentale nel listino HD, soprattutto per quanto riguarda il mercato europeo.

Il fascino della Iron risiede nel suo aspetto muscoloso, nel look essenziale e minimalista che la fa quasi sembrare una special: non è certamente una moto per passare inosservati, ma è piuttosto improbabile che la discrezione sia ciò che ricerca il suo cliente-tipo.

Massiccia, minacciosa nel suo aspetto ibrido tra una bobber e una drag-racer, la Iron non è solo apparenza: è ovviamente ben lontana dall'essere una moto "veloce", ma nei limiti del suo segmento sa pure divertire quando ci si mette in sella.

Pur con le dovute precisazioni del caso, la nuova Sportster è una moto che ben figura anche tra le curve, oltre che parcheggiata davanti a qualche bar malfamato.

La tonalità principale è ovviamente il nero, vero leitmotiv di questa scultura di metallo. Parafanghi, coprifiltro, manubrio, forcella anteriore, copricinghia e cerchioni: tutto in su questa Iron porta il colore della notte, compreso il motore verniciato a polvere nera e i coperchi valvole total-black.

Questo look completamente dark può essere smorzato giocando con le diverse verniciature proposte per il serbatoio, tra cui spicca il vistoso Hard Candy Hot Rod Red Flake, con tanto di fiamme laterali. Evocativi i fori in stile bullet, che richiamano alla mente i fori di alleggerimento praticati sulle vecchie moto da corsa costruite artigianalmente.

Poca plastica, come ci si aspetta da una vera Harley: la Iron è una moto "di ferro", che anche quando in qualche particolare si piega ai vili polimeri, lo camuffa bene: le finiture sono ottime e molto curate, nonostante l'affascinante look da special artigianale.

Nessun dettaglio è lasciato al caso: la sella singola ben imbottita, i soffietti della forcella, il manubrio ribassato in stile "drag bar" nero come la pece. Gli affascinanti richiami al vintage vanno di pari passo con soluzioni più tecnologiche, che nella maggior parte dei casi servono a rendere ancor più minimalista l'aspetto della Iron: ad esempio gli indicatori di direzione che incorporano stop e luci di posizione, al fine di eliminare inutili orpelli extra che ne sporcherebbero la linea.

Più moderna rispetto al passato è anche la strumentazione: quest'anno, per la prima volta i modelli Sportster sono dotati di un quadrante digitale dotato di indicatore di marcia inserita e di un contagiri visualizzabile agendo su un interruttore. La cosa, di indubbia comodità, a noi e piaciuta, ma forse farà un po' storcere il naso agli amanti delle Harley nude e crude.

Una continua danza di dettagli che guardano al futuro richiamando il passato, e conferiscono alla Iron lo stile ruvido e grezzo che ne ha fatto la fortuna: ma se l'appeal alle HD non è mai mancato, è al comparto tecnico che si può notare la silenziosa ma sostanziale evoluzione della Sportster.

Harley-Davidson Sportster Iron: la tecnica

Il cuore pulsante della Iron è ovviamente il motore Evolution, erede di una leggendaria stirpe di V-Twin a 45°. Comparso per la prima volta nel 1984 e sostituito dei bicilindrici Shovelhead e Ironhead, il propulsore montato sulla nuova Sportster ha la classica cubatura di 883 cc.

Il bicilindrico a corsa lunga eroga una coppia di 68 Nm a 4750 giri, e si avvale dell'iniezione elettronica, che permette un'erogazione dolce e pronta al ruotare della manopola del gas. Harley-Davidson non dichiara i dati relativi alla potenza massima, che d'altra parte non è certo nè punto di forza di questa unità nè ciò che si cerca in una moto come questa.

Come ormai da tradizione HD, la trasmissione primaria a catena è abbinata a una secondaria a cinghia e al classico cambio a 5 marce già visto su molti altri modelli di Milwaukee. I supporti elastici su cui è montato il V2 permettono di smorzare le sue vibrazioni, così da assicurare una marcia confortevole accompagnata solo da piacevoli pulsazioni.

Per quanto riguarda invece il comparto ciclistico, all'avantreno troviamo una forcella telescopica tradizionale con smorzatore a cartuccia, mentre al retrotreno gli ammortizzatori posteriori ad emulsione a cartuccia sono regolabili nel precarico utilizzando una chiave alloggiata sotto alla sella.

Gli pneumatici Michelin Scorcher vestono i cerchi cerchi a 9 razze verniciati ovviamente di nero, rispettivamente da 19" all'anteriore e 16" al posteriore. Questo tripudio di metallo costa sulla bilancia quasi due quintali e mezzo (247 kg a secco, una decina in più in ordine di marcia) ma in movimento le buone doti dinamiche smorzano di molto gli effetti collaterali di questo peso non proprio da libellula.

L'impianto frenante, dal canto suo, si avvale di un disco singolo anteriore flottante da 300 mm abbinato a una pinza a due pistoncini, così come quella posteriore. Il tutto è condito da tubazioni in treccia metallica e da un sistema ABS che dà una bella mano nelle frenate di emergenza.

Harley-Davidson Sportster Iron: come va?

Se vi aspettate una moto dalle prestazioni esagerate, beh, avete sbagliato post. Ma probabilmente, se il decimo di secondo limato in pista fosse quello che cercate, non stareste nemmeno leggendo queste righe: è infatti l'equilibrio la dote maggiore di questa custom made in USA, accompagnato da un appeal davvero non comune.

La posizione di guida è piuttosto comoda, grazie anche alla spaziosa sella monoposto molto imbottita: anche chi è più alto della media non sta poi troppo scomodo sulla Iron, soprattutto per quanto riguarda la postura che assumono le braccia.

Un po' meno azzeccata forse la geometria sella-pedane, che nelle lunghe percorrenze rischia di affaticare e indolenzire un po' le ginocchia. Quasi paradossalmente, quando nelle strade tortuose si forza un po' il ritmo la Iron risulta... più comoda, con questo problema tende a scomparire quando si adotta una impostazione di guida più sportiva.

Alla rotazione della chiave, il bicilindrico a corsa lunga borbotta con la classica voce dei V-Twin di Milwaukee: dall'impianto di scarico originale esce un sound piacevole ma discreto, corposo ma educato. Le vibrazioni trasmesse al telaio attraverso i supporti motore in gomma sono ben lontane dall'essere fastidiose, anche se quelle al manubrio si avvertono un po' di più.

Durante la guida, il comfort di marcia è quindi buono considerando il segmento a cui la Iron appartiene: ovviamente non è l'ideale per viaggi troppo lunghi, ma appena montati in sella e aver percorso qualche km risulta molto più comoda di ciò che potrebbe sembrare.

Nonostante il motore scaldi un po', il maggiore handicap nei trasferimenti è sicuramente l'aria che investe il pilota: mancando qualunque tipo di protezione aerodinamica, il vento si fa sentire parecchio. Tuttavia, con questa Sportster si riescono a tenere velocità di crociera di 110-120 km/h senza soffrire troppo: a questi ritmi le vibrazioni sono ridottissime e l'aria non è ancora fastidiosa. Oltre, la faccenda si fa più spinosa: ma comprereste una Harley per fare turismo veloce?

In città, la piccola HD si comporta egregiamente: sospensioni e ammortizzatori posteriori, il cui setup è decisamente azzeccato per un utilizzo urbano, assorbono bene le asperità dell'asfalto, e anche in frenata i trasferimenti di carico sono dolci e mai eccessivi.

Duro e con innesti un po' troppo secchi è il cambio, che tuttavia ci è sembrato più preciso che in passato anche dopo un uso intensivo. La frizione è dotata invece di un comando molto morbido che non mostra esitazioni anche in situazioni di stress: in ogni caso, l'erogazione fluida e lineare del docile bicilindrico da 883 cc permette di districarsi in molte situazioni senza perdere tempo a cercare il rapporto ideale.

Niente prestazioni da capogiro ovviamente, ma il brio c'è ed è adeguato alla tipologia di moto che stiamo guidando: la spinta ai bassi regimi permette di uscire dalle curve di slancio senza dare un'impressione di "pigrizia" o eccessiva mancanza di potenza.

Certo, nell'uso più sportivo la mancanza di allungo tipica di motore a corsa lunga si fa sentire, e nei sorpassi un po' di "castagna" in più non ci sarebbe dispiaciuta. Inutile comunque tirarle troppo il collo: il V-Twin non è fatto per girare alto ed è molto più proficuo salire di marcia e sfruttare la buona coppia motrice.

Certamente non progettata per fare il tempo sul giro, la Iron si difende bene anche quando si cerca di spingere un po' di più nel misto. E' facilissima da guidare, agile nonostante l'interasse e il peso non proprio contenuti, potremmo dire persino divertente: le migliorie alla ciclistica hanno dato una grossa mano a rendere la Sporty una moto "da guidare", e anche se si aumenta un po' il ritmo lei vi asseconda senza dare troppi segni di insofferenza.

Reattiva nei cambi di direzione e stabile nelle curve lunghe, il problema maggiore nell'utilizzo più... "allegro" è dato dalle pedane molto basse, che grattano terra molto facilmente mettendo a rischio la stabilità complessiva della moto con rischiosi alleggerimenti di avantreno e retrotreno. Un vero peccato, perchè nel complesso la Iron non annoia affatto anche in un ambiente a lei poco consono come le strade di montagna.

Nonostante ciò, con questa Harley si riescono a tenere buoni ritmi anche quando la strada si fa tormentata, anche grazie all'impianto frenante che pur senza velleità sportive fa il suo dovere anche quando viene strapazzato un po'.

Pregi & Difetti

Piace

- Stile e carattere
- Maneggevolezza
- Equilibrio generale
- Finiture

Non Piace

- Mancanza di qualunque protezione aerodinamica
- Pedane troppo vicine all'asfalto
- Motore dalle prestazioni modeste

harley-davidson_sportster_iron_2017-48-jpg.jpg

Nella pagina successiva, le caratteristiche tecniche

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