MotoGP, quanto pesa il “ballo” degli 8 vincitori diversi nelle ultime 8 gare? Ad Aragon il 9°? Attesa la sfida Marquez-Rossi

Gli "outsider" vincono ma il grande pubblico vuole la sfida fra i "big"

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MotoGP Aragon 2016 - Dopo Misano, con il pienone dei 158 mila “gialli”, domenica prossima va in scena ad Aragon il quattordicesimo round del motomondiale 2016 che poi sbarcherà in Oriente per il trittico di Motegi, Phillip Island e Sepang per chiudere la stagione nel gran finale di Valencia il 13 novembre.

Dopo gli otto vincitori diversi nelle ultime otto gare (il 31enne Pedrosa a Misano, il 21enne Vinales a Silverstone, il 31enne Crutchlow a Brno, il 27enne Iannone in Austria, il 23enne Marquez al Sachsenring, il 21enne Miller ad Assen, il 37enne Rossi in Catalogna, il 28enne Lorenzo al Mugello. In precedenza: Lorenzo a Le Mans, Rossi a Jerez, Marquez in Texas e Argentina, Lorenzo in Qatar) la MotoGP potrebbe anche produrre il record di un nono pilota mai salito sul gradino più alto del podio in nove gare di seguito.

Sarebbe una notizia, poco più. Perchè l’attesa è incentrata su chi prevarrà fra i “tre moschettieri” (Marquez, Rossi, Lorenzo). E, soprattutto, se il pesarese 9 volte campione del Mondo della Yamaha continuerà a rosicchiare altri punti (il gap è ridotto a 43 punti) al capoclassifica spagnolo della Honda o se quest’ultimo tornerà alla vittoria ipotecando definitivamente il titolo iridato 2016.

Insomma, se uscisse il bussolotto numero 9, sarebbe benvenuto ma sarebbe poco più di un dato statistico. I riflettori sono tutti puntati sulla sfida Marquez-Rossi e anche su Lorenzo e sul trionfatore di Misano Pedrosa se possono inserirsi fra i due contendenti, così come Vinales e i ducatisti Iannone e Dovizioso.

Dicevamo degli otto vincitori diversi nelle ultime otto gare. Indubbiamente un segno di vivacità della premier class che dimostra ancora che nel motociclismo tutto può sempre accadere. Chi vince ha ragione e merita il pieno rispetto. Ovvio che c’è vittoria e vittoria e gli “outsider” che in queste ultime otto gare sono saliti sul gradino più alto del podio non hanno rubato niente a nessuno anche se è stato l’evolversi degli eventi – spesso il meteo con tutti gli annessi e connessi a cominciare dalla scelta delle gomme – a condizionare i risultati.

Altre volte, negli anni scorsi, pur se non con questa intensità, è accaduto che a vincere siano stati piloti di solito fuori dal podio. Quest’anno la novità – non da poco – è che dietro ai “nuovi” vincitori non sono arrivati sul traguardo gli … ultimi della griglia, ma i big consacrati. Partendo dall’ultima gara di Misano e mettendo Pedrosa oramai fra gli … outsider (di lusso), troviamo la ricomposizione del poker d’assi con Rossi, Lorenzo, Marquez rispettivamente secondo, terzo, quarto. A Silverstone dopo Vinales e Crutchlow ci sono Rossi e Marquez. A Brno dopo Crutchlow, ancora Rossi e Marquez. In Austria dopo Iannone e Dovizioso, Lorenzo, Rossi e Marquez. Ad Assen dopo Miller c’è Marquez ecc.

Cosa vogliamo dire? Che la vittoria degli “outsider” ha acquisito ancora più valore perché i “soliti noti”, i super favoritissimi in sella alle moto stellari ufficiali sono stati messi dietro. Ma c’è sempre un … “ma”. Se ai milioni di telespettatori che seguono dal divano di casa le corse in tv si chiedesse il nome degli “outsider” vincitori delle ultime 8 gare MotoGP quanti saprebbero dire Miller, Iannone, Crutchlow, Vinales e anche Pedrosa?

Non è certo “colpa” di questi piloti se il grande pubblico non li ha ancora scolpiti nella memoria ma è la conseguenza di una impostazione che esalta – fino all’esaurimento – i big ( e fra questi, in modo ossessivo Rossi su tutti) lasciando nel dimenticatoio tutti gli altri, anche quando vincono. E stiamo parlando di fior di piloti, fra cui sicuramente c’è il fenomeno che presto lotterà per il titolo come ad esempio Vinales, ma non solo lui.

Certo, contano sempre i fatti. E se Rossi è sulla bocca di tutti un motivo (più di un motivo…) c’è: oltre le doti di pilota-star e di pilota-carismatico, oltre i 9 titoli mondiali vinti c’è la realtà odierna dove a contrastare il nuovo astro 23enne Marc Marquez c’è ancora lui, il 37enne sempre verde Valentino. Qui siamo.

Ecco perché gli outsider hanno il proprio nome vergato nell’albo d’oro delle gare iridate vinte ma ecco perché la gente comune che segue le corse solo la domenica in tv aspetta il duello dei big, per primo quello fra i fenomeni-idoli Marquez e Rossi. Può piacere o no, ma è – per adesso – così.

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