Troy Corser: che numeri con una BMW d'epoca! [Video]

Il Coccodrillo australiano, ormai ospite fisso a Goodwood, ha portato al limite due "vecchiette" del marchio bavarese, esibendosi nella stessa guida funambolica con cui vinceva in sella alla GSX-R 1000 K5 nell'anno del suo iride in WSBK

Dal 9 all'11 Settembre si è svolto nel West Sussex il tradizionale appuntamento con le vecchie glorie da corsa, il Goodwood Revival. Come ogni anno, a Chichester si sono radunate le più belle auto e moto dei tempi che furono, quando i carburatori la facevano ancora da padrone e le ruote a raggi dominavano ancora la scena.

Il Revival segue di qualche mese il Goodwood Festival of Speed, in una cornice unica in cui si possono incontrare alcuni tra i più leggendari piloti di sempre: tra gli ospiti fissi dei due eventi c'è anche Troy Corser, il funambolico australiano vincitore del Mondiale Superbike nel 1996 (Ducati) e nel 2005 (Suzuki).

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Attualmente uomo-immagine BMW, casa con la quale ha disputato le sue ultime stagioni in WSBK, il Coccodrillo australiano, è rimasto legato a doppio filo con il mondo del motociclismo sportivo: il buon vecchio Troy sembra godersi la sua meritata pensione, guadagnata a colpi di pole position e vittorie tra le derivate di serie.

Quest'anno il bi-campione di Wollongong è sceso in pista a Goodwood con due BMW R5 SS di metà anni '30: senza nessun timore reverenziale nei confronti delle "vecchiette", Troy ci ha dato dentro come un matto, facendo ruggire al massimo il boxerone di Monaco.

Ginocchio per terra e teste che grattano sull'asfalto, Corser ha guidato la datata BMW come faceva con la GSX-R 1000 del team Alstare nella fantastica stagione 2005 che lo vide Campione del Mondo: nel corso delle qualifiche ha portato allo sfinimento il twin bavarese fino a causarne la rottura.

Non pago, il centauro australiano non si è risparmiato nemmeno in gara, dove durante un tentativo di sorpasso su John McGuinness è stato tradito dall'asfalto bagnato rendendosi protagonista anche di un'innocua scivolata.

Non sappiamo come l'abbiano presa i proprietari delle due moto: certamente a noi appassionati viene una piccola fitta al cuore nel vedere due cimeli del genere strapazzati dalla guida brutale di Troy.

Ma c'è da dire che per una volta, le due "nonne" tedesche hanno potuto sfogarsi in pista come facevano 80 anni fa: il destino delle moto d'epoca è spesso quello di riposare ingloriosamente sotto una teca, invece che urlare in pista come ai vecchi tempi.

Per questo ci sentiamo di assolvere il pazzo 45enne australiano: vederlo guidare è sempre uno spettacolo e ammirarlo mentre porta al limite un gioiello del genere (non proprio una cosa che si vede tutti i giorni...) ancora di più.

D'altra parte, Corser non è nuovo a cose del genere: qualche anno fa, sempre a Goodwood, aveva deliziato il pubblico impennando una R90S come se fosse una S1000RR...

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