MotoGP, Bradley Smith: cambiare le regole. Tutti sono in grado di vincere.

Bradley Smith si è dichiarato convinto del fatto che tutti gli attuali piloti di MotoGP siano in grado di vincere. Occorre però cambiare le regole, ripristinando "agevolazioni" per i team satellite, come quella delle gomme supersoft.

Monster Yamaha Tech 3 British rider Bradley Smith comes into turn 10 during the second day of the 2016 pre-season MotoGp motorcycling test on Phillip Island on February 18, 2016. AFP PHOTO / Theo Karanikos IMAGE STRICTLY RESTRICTED TO EDITORIAL USE - NO COMMERCIAL USE / AFP / THEO KARANIKOS (Photo credit should read THEO KARANIKOS/AFP/Getty Images)

E' un vero e proprio terremoto, quello che potrebbe aver scatenato Bradley Smith, pilota Yamaha Tech3 a cui è stato chiesto un commento sulla vittoria, in MotoGP, di Cal Crutchlow, domenica scorsa a Brno, dove si sono svolti anche i test post-gara. Per il pilota inglese, occorre cambiare l'attuale regolamento della top-class.

Questo perché oggi, principalmente in condizioni di pista asciutta, dove viene espresso il valore assoluto di una moto, sono i soliti quattro o cinque piloti a potersi giocare la vittoria, con tutti gli altri relegati al ruolo di semplici comprimari a causa delle prestazioni dei loro mezzi, inferiori a quelle degli ufficiali.

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 18: Bradley Smith of Great Britain and Monster Yamaha Tech 3 starts from box during the 2016 MotoGP Test Day at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 18, 2016 in Phillip Island, Australia. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Smith però non ci sta, dal momento che, secondo lui, tutti i piloti schierati in MotoGP hanno il potenziale per poter vincere, gli manca il mezzo ed il trovarsi nella cosiddetta "giornata buona". Ma il pilota di Oxford non scredita i suoi più illustri avversari, anzi.

L'inglese precisa infatti di non voler dire che gli attuali campioni della massima serie motociclistica siano sopravvalutati, dal momento che, citando Valentino Rossi pur senza farne il nome, afferma come non si possano conquistare nove titoli mondiali senza essere speciali.

Il punto, per il britannico che corre per il team di Hervé Poncharal, è che le squadre ufficiali, con gli attuali regolamenti, che le pongono sullo stesso piano dei team satelliti, potranno sempre disporre di moto migliori. Di qui la proposta, di reintrodurre delle "agevolazioni" per chi ufficiale non è.

La ricetta di Smith è semplice e prevede di riportare in auge misure già adottate nel recente passato, come ad esempio il mettere a disposizione delle squadre satellite degli pneumatici più morbidi, in modo da creare una sorta di "appiattimento" delle performance.

In questa maniera, secondo Smith, piloti come lui, il compagno Espargaro, Laverty, Redding, Petrucci ecc, potrebbero risultare competitivi, senza dover per forza affidare le loro chance di vittoria a scommesse fortuitamente vinte, come quelle recenti, conclude l'inglese, di Miller e Crutchlow.

In un mondiale come quello di quest'anno però, già pesantemente condizionato dal fattore gomme e con le coperture esistenti che più di una volta hanno creato grattacapi, non è detto che quanto proposto dal pilota Tech3 possa rivelarsi efficace. Di certo c'è che, condizioni particolari a parte, a vincere sono sempre i soliti o quasi.

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