MotoGP, Phillip Island: trionfa Stoner (sesta vittoria consecutiva). Lorenzo iridato. Pedrosa nella polvere

C’è sempre chi vince e chi perde nelle corse e oggi sugli altari iridati sale Jorge Lorenzo, con Dani Pedrosa nella polvere. Si chiude così, con una gara di anticipo, - nella magnifica cornice assolata di Phillip Island con 90 mila in festa per l’ultimo trionfo casalingo di Casey Stoner – il duello fra i due toreri spagnoli dominato nella prima parte del campionato dal portacolori della Yamaha, il quale, da pilota maturo, ha poi difeso con intelligenza e maestria il vantaggio acquisito, lasciando all’arrembante portacolori della Honda l’illusione di una possibile rimonta, svanita oggi con l’azzardo e la caduta di Dani al secondo giro del GP d’Australia.

I mondiali si vincono (anche) così, cioè con la capacità di gestire e interpretare le situazioni che si sviluppano di gara in gara, mai dimenticando l'evoluzione della classifica. Lorenzo – 6 titoli mondiali, due in MotoGP - ha avuto questa capacità, esaltando e non sminuendo in tal modo le sue doti di grande pilota.

Ancora una volta ad uscire sconfitto è Pedrosa, gran dominatore però della seconda parte del campionato. Dani ha sempre subito l’ingombrante presenza in squadra di Stoner e non è da escludere che la caduta odierna sia, oltre all'impeto, indirettamente, anche conseguente a questo fatto. E’ vero, oggi Pedrosa non aveva altra scelta se non quella di andare all’arrembaggio. Così ha fatto, o meglio, ha tentato di fare, con una caduta che ci sta, ma che resta comunque un errore che brucia il titolo iridato e lascia sempre un velo d’ombra sulle reali dimensioni del valore dello spagnolo.

Tornando al vincitore, anche oggi dominatore assoluto – sesta vittoria consecutiva a Phillip Island , 45esima in carriera e 38esima in MotoGP- ogni aggettivo su Stoner diventa superfluo. Davanti al “canguro” ci si deve togliere il cappello, riconoscendo in lui – pur con limiti caratteriali e di adattabilità a un ambiente che sa di jungla- uno straordinario fuoriclasse, uno dei più grandi campioni del firmamento del motociclismo di tutti i tempi.

Poco da dire sul resto. Un bravo a Crutchlow, per la falcata da podio e a Dovizioso, per il duello vittorioso con Bautista e Bradl, per il quarto posto. Anche Rossi, settimo, vince la sua partita “da calcetto” fra “ducatisti” e se questo può consolare, bene così. Ad Maiora.

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