MotoGP Brno, la “prima” di Cal Crutchlow, occhi di tigre. Rossi e Marquez a podio

L'inglese del Team di Lucio Cecchinello finalmente sul gradino più alto: Rossi e Marquez scudieri di lusso

Winner Moto GP rider Cal Crutchlow of Great Britain celebrates on the podium after the MotoGP competition of Grand Prix of Czech Republic at Masaryk Circuit on August 21, 2016 in Brno, Czech Republic. / AFP / Michal Cizek        (Photo credit should read MICHAL CIZEK/AFP/Getty Images)

Brno bagnata ma non più sotto il diluvio del mattino porta sul gradino più alto della MotoGP Cal Crutcmlow, un “signor” pilota ma un signor “nessuno” per il grande pubblico da tv.

Un trionfo strameritato, questo del coriaceo 31enne inglese di Coventry pilota della Honda no factory, del Team Made in Italy coi fiocchi di Lucio Cecchinello, un manico da "numeri", un ragazzone tosto dagli occhi da tigre che viene dalla gavetta abituato al gioco duro e che in una giornata difficile come quella di oggi nel GP ceco vince per la prima volta nella Premier class trovando la strada della sua consacrazione agonistica.

E che consacrazione! Davanti a due mostri sacri quali Rossi e Marquez cui va bene così a entrambi, soprattutto perché l’italiano della Yamaha – in grande rimonta da applauso perché è sempre …lui - guadagna (pochi) punticini in classifica generale nei confronti di Marc e lo spagnolo della Honda – in bilico fra trionfo e debacle da applauso per la volontà di non mollare l’osso - perde (pochi) punticini nei confronti del 9 volte iridato e addirittura allunga sul secondo in classifica Jorge Lorenzo, oggi sprofondato al 17° posto, nella danza inutile del doppio cambio di moto, nelle nebbie come sempre quando la pista si fa viscida.

British rider Cal Crutchlow of LCR Honda competes during the MotoGP competition of the Czech Grand Prix on August 21, 2016 in Brno, Czech Republic. / AFP / JOE KLAMAR        (Photo credit should read JOE KLAMAR/AFP/Getty Images)
In corse come quelle di oggi a Brno condizionate dal meteo con la ridda dei "se" e dei "ma", possono essere gli outsider a svettare su tutti gli altri ribaltando ogni pronostico: così è stato con McPhee e la sua esordiente Peugeot in Moto3, così è stato in MotoGP con Crutchlow e la sua Honda “privat” (di lusso) in MotoGP, entrambi piloti e moto che in condizioni “normali” non vincono.

S’intende, vittorie meritate e legittime vergate nell’albo d’oro del motomondiale. Vittorie a volte giunte perché gli avversari (come stamattina in Moto3) commettono errori e cadono o perché – come qui a Brno in MotoGP - commettono azzardi o errori nella scelta di gomme (Cal, Valentino ecc. con mescole dure) di assetti e di quant’altro. Vale, sempre e per tutti, l’antico adagio: chi vince ha ragione!

E le Ducati? La doppietta della settimana scorsa nel GP d’Austria resta scolpita nella storia e nel cuore dei fan della Rossa ma è acqua passata. Ducati c’è, anzi, ci sono.

Dal quarto all’ottavo posto in classifica c’è solo un nome: Ducati. Con Baz quarto, Barbera quinto, Laverty sesto, Petrucci settimo, Iannone ottavo. L’Andrea del miracolo dello Spilberg parava lanciato al bis anche nel GP ceco. Ma non è stato così e poco conta soppesarne i motivi. Idem per Dovizioso, protagonista all’inizio ma poi ai box per guai tecnici, cose che capitano.

A Brno, le emozioni non sono mancate. Ma, forse, le gare “vere” sono altre. O no? Il resto in cronaca.

Italian rider Valentino Rossi of Movistar Yamaha MotoGP celebrates his second place during the MotoGP competition of Grand Prix of Czech Republic at Masaryk Circuit on August 21, 2016 in Brno, Czech Republic. / AFP / JOE KLAMAR        (Photo credit should read JOE KLAMAR/AFP/Getty Images)

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: