Davide Biga: il globetrotter che non si arrende mai!

Protagonista del giro del mondo in moto nel 2011 e tra i primi in classifica nei primi giorni dell rally-raid Atene-Gibilterra 2016 prima di un brutto incidente. Il nostro amico Davide Biga racconta il suo training per ritornare in moto.

Conosciamo Davide da anni ormai, abbiamo avuto modo di ammirare il suo entusiasmo quando, nel 2012, ha concluso il giro del mondo in solitaria con una Yamaha XT1200Z Super Ténéré. Dopo quell'infinito e meraviglioso viaggio, il pilota di Mondovì non si è mai fermato, prendendo parte in Italia ad avventure del calibro di Hard Alpitour e Over2000.

Lo scorso ottobre comincia a prepararsi per un'altra importante e difficile avventura, la neonata Athens-Gibraltar 2016: 14 tappe totali, 14 nazioni da attraversare, 7.541 km, 616 checkpoint, 6 categorie ammesse. Davide si prepara fisicamente e mentalmente e, per l'occasione, riceve una XT1200ZE Super Ténéré World Crosser 2016.

Dopo aver combattuto per le prime posizioni in classifica però, a due tappe dalla fine, un brutto incidente cancella il sogno del nostro Davide, costretto ad alcuni interventi immediati in ospedale per le fratture di spalla e polso. Fortunatamente per lui, gli interventi sono andati benissimo e, dopo averci tenuto in terribile apprensione per settimane e con il fiato sospeso per mesi, finalmente il nostro tester è tornato in moto!

Lasciamo dunque che siano le sue parole a descrivere le emozioni provate prima, durante e dopo quel brutto incidente in Portogallo, facendo ancora una volta al nostro Davide un grosso in bocca al lupo per un veloce ritorno alla sua forma fisica ottimale!

"Ho ancora ben impressa nella mia mente quella mattina di due mesi fa': il Portogallo che adoro, il sole che splendeva, la speciale velocissima e bellissima, la classifica che mi sorrideva, le ultime due tappe della Gibraltarrace, tutto perfetto, tutto troppo bello...

Poi quella veloce curva a destra, la buca in uscita di curva dove la ruota posteriore della moto derapando si è impuntata e in una frazione di secondo mi ha disarcionato e mi ha fiondato contro quella recinzione. Ricordo bene lo sguardo teso di Gianclaudio Aiossa mentre mi slacciava il casco e quello preoccupato di Lorenzo mentre mi tagliava il braccialetto dell'id-safe perché con il polso gonfio bloccava la circolazione.

Ricordo il dolore fortissimo con la mano destra che rimaneva in quella brutta posizione innaturale e il braccio sinistro che non riuscivo piuù a sollevare. Ricordo lo sguardo triste ma forte e determinato di Chiara quando il primario del CTO, dopo aver visionato raggi e tac, mi ha spiegato la gravità delle fratture multiple e microframmentate del mio polso e mi ha detto che secondo lui purtroppo non sarei piu' potuto risalire in moto.

Ricordo quando mi sono risvegliato in sala operatoria mentre mi stavano sistemando nel migliore modo possibile. Ricordo il chirurgo che a fine intervento mi ha detto "...caro Davide, ho fatto del mio meglio, il tuo polso purtroppo era distrutto, ora hai una piastra con quattordici viti e due fili che te lo terranno assemblato, meglio di cosi' non potevo proprio fare, i miracoli non li so fare..."

In questi due mesi ho pensato praticamente tutti i giorni al se, al come e a quando sarei riuscito a tornare in moto. Non mi sono messo fretta, però ho fatto e sto facendo tutto il possibile con la fisioterapia e la bici per poter recuperare prima e meglio possibile perché so bene quanto questo sia importante per me.

Un paio di settimane fa', Marabotto Moto mi ha chiesto se volevo in uso una Tracer o una MT07 che sono più' leggere della Super Ténéré per provare a risalire in moto, ma non mi sentivo pronto. Poi negli ultimi giorni ho visto buoni ed importanti passi avanti con la fisioterapia e così ho deciso che era ora di provarci.

Ho chiamato i miei amici Nikos e Stefano e gli ho detto "Io oggi vorrei provare a risalire in moto...venite con me?" Le sensazioni che ho provato a rimettermi il casco in testa, i guanti, mettere la prima, percorrere i primi metri, sono un mix difficilissimo da descrivere, come la sigla iniziale di un film.

Poi tutto e' tornato naturale che più naturale non esiste. E' stato semplicemente meraviglioso! Sono ben consapevole che non è ancora il momento di ripartire alla grande come se nulla fosse successo perché so bene che ci vorranno quattro mesi prima che le mie ossa si calcifichino, ma quella è stata una giornata per me estremamente positiva e da incorniciare.

In questo momento di grande gioia per me è molto importante ringraziare tutti voi che mi siete stati vicino, mi avete scritto, telefonato, incoraggiato e talvolta anche sgridato...mi ricorderò per sempre di tutti voi :)

Un grazie di cuore ed un abbraccio gigante !!!

Oggi si continua con fisioterapia e bici ;)

Ciao a presto!!

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