Moto3, la “prima” del rookie Joan Mir. Podio per Bastianini. Italiani in chiaroscuro. Binder, titolo più vicino

Binder "solo" secondo. Ma l'asso sudafricano ipoteca il titolo della Moto3. Italiani, soddisfazione a metà


Chi si aspettava, dopo la pausa feriale, la riscossa dei “giovani leoni” italiani in grado di fermare allo Spielberg il capoclassifica della Moto3 Brad Binder, deve ancora attendere.

E’ vero, Binder (Ktm) non è salito sul gradino più alto del podio del GP d’Austria, accontentandosi – è il caso di dirlo – di un secondo posto dietro al sempre più convincente rookie spagnolo e poleman Joan Mir (Ktm) alla sua prima vittoria iridata, una piazza d’onore che in classifica vale oro colato, con l’asso sudafricano che oramai è a un passo dall’ipotecare il titolo.

Ed è altrettanto vero che gli italiani il podio l’hanno conquistato, con Enea Bastianini (secondo podio consecutivo e terzo stagionale), terzo per un amen (+0.431), il coriacissimo portabandiera del Team Gresini, capace di salvare l’onore degli italiani e quello della Honda, qui travolta da un nugolo di Ktm.

Più volte Binder ha dato l’impressione di giocare a gatto col topo con una serie di almeno 5-6 piloti – in primis Bastianini - che alternativamente si sono dati il cambio in testa alla corsa. Ma proprio sul finire, quando il gioco si è fatto davvero duro, Binder, complice anche un errore con un lungo, ha preferito non correre ulteriori rischi e portare a casa punti davvero preziosissimi. E’ (anche) così che si vince un titolo di campione del Mondo. E Binder, pilota non d’assalto ma efficace, giocando ai punti è sulla strada giusta per riuscirci.

Chi pare non riuscirci sono gli italiani. Forzatamente fuori gioco Romano Fenati per la nota e iper discussa “sospensione” inflittagli dal suo Team (“provvedimento disciplinare” per cause ancora non ben precisate…), il più vicino dei nostri alla testa in classifica (Binder 179 punti) è Bagnaia, quarto (90 punti) poi Nicolò Bulega 82 punti (Ktm Sky VR46) che in corsa agguanta la top ten (nono con gap di 4.972) alle spalle di Fabio Di Giannantonio (Honda Team Gresini, ottavo con gap di 4.970), un risultato da non buttar via ma al di sotto delle aspettative e soprattutto debole perché invece di diminuire il distacco dal primo e dai primi, lo rende più pesante.

La speranza è l’ultima a morire ma di questo passo non si vincono gare né tanto meno si vincono i mondiali. Una classifica, per una serie di motivi (fra forfait e out ecc.), “statica” con uno solo che avanza (appunto, Binder) davanti a Navarro (112) scivolato senza danni dopo essere stato in ottava posizione, all’appiedato Fenati (93) a Bagnaia (90), a Bulega (82), a Bastianini in recupero (81), a Mir (75), a Di Giannantonio (66) e al nono Antonelli (63).

Come dire, addio mondiale, addio sogni di gloria per i “nostri”! In cronaca la classifica parla chiaro. Un plauso a Quartararo (quarto) e a Oettl (quinto) entrambi su Ktm a un soffio dal vincitore e al salvatore della Mahindra, stavolta non il nostro Bagnaia arretrato all’11esimo posto nel finale (+5.415), ma il “nuovo” Jorge Martin, sesto a poco più di 4 secondi.

In conclusione, Binder è a un passo dal titolo, qui nel saliscendi velocissimo dello Spielberg solo Bastianini e Di Giannantonio salvano le Honda e solo Martin e Bagnaia salvano le Mahindra.

Con l’aria che tira Bulega salva… a metà lo Sky VR46 Team con il suo nono posto e con Migno nelle nebbie, 25esimo. In ombra le Peugeot con Arenas (22esimo (+17.132) e McPhee 24esimo (+28.306). Chiudono il trenino, solito, quelli del Team Italia Valtulini (28esimo con gap di oltre … un minuto) e Petrarca ultimo davanti al penultimo Spiranelli.

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