Sky Team VR46-Fenati, c’eravamo tanto amati: la sospensione potrebbe anticipare il licenziamento?

Dietro questa spiacevole vicenda ci sarà probabilmente qualcosa da imparare per il Team ma anche per il motociclismo

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La sospensione di Romano Fenati da parte dello Sky Team VR46 è la dimostrazione di come si può passare dagli altari alla polvere, per il pilota e per il Team.

Motoblog ha già “spiegato” la vicenda partendo da quel che è dato sapere, una vicenda che per primo non fa onore a quel motociclismo incentrato sullo show-business cui non bastano contratti redatti con stuoli di avvocati e consulenti iperpagati per reggere situazioni che una volta si sarebbero risolte brillantemente senza epiloghi traumatici, a tarallucci e vino.

Serve, specie in un Team super organizzato, di spessore e ad alta pressione con ambizioni di vincere gare e mondiali, adeguate capacità di guida e soprattutto adeguate capacità di buon senso anche nella gestione dei piloti sia dal lato umano che da quello sportivo.

Non basta essere vantare parentele pesanti per fare il capo-equipe e non basta essere amico intimo del pilota simbolo del motociclismo moderno per dare ordini dall’alto. Un conto è pulire una visiera, un conto è assumere un ruolo di leadership effettiva, riconosciuta, dimostrata sul campo.

Oggi, con la complessità - non solo tecnica - e con l’esasperazione della competitività in pista e fuori pompando vieppiù sull’immagine e con i soldi che girano, la leadership non si riceve per cooptazione o perché si portano valige con gli sponsor ma si conquista con i risultati, intuendo quel che succede prima, dirigendo i processi, con capacità di sintesi e di mediazione, non comandando alla guisa di un caporale di giornata che per sbaglio indossa i galloni del sergente.

Già il comunicato ufficiale con cui si “sospende” Fenati – già considerato dallo stesso Team la prima guida per vincere questo mondiale in corso e la propria punta di diamante tanto d’aver già siglato un contratto per la Moto2 nel 2017! – è la dimostrazione di come non si ha dimestichezza con le parole e forse con il buon senso ma qualcosa di particolare e grave deve essere accaduto, più probabilmente un one-to-one con qualche esponente di spicco del Team. Così recita il comunicato: “A seguito di reiterati comportamenti non in linea con le normali regole” ecc. ecc. Quali “reiterati comportamenti" per ora non è dato sapere, forse nei prossimi giorni si saprà qualcosa di più. Per ora l'ipotesi più accreditata è di uno scontro tra Fenati o forse un suo parente stretto e qualche dirigente del Team, forse Uccio o altri, ma nessun dettaglio preciso è stato fornito da nessuna delle due parti per ora.

Fenati, è un ottimo pilota ma alquanto scostante e irritabile anche sul piano psicologico prima di scontrarsi con Bulega all'interno del suo Team si è scontrato con altri piloti e anche con altri team manager con ad esempio Guareschi. Cosa avrà fatto stavolta per essersi meritato il benservito non si sa ma si parla di una irrigidimento dei rapporti che va avanti da un po' in una escalation che ha avuto il suo culmine venerdì in Austria? Questo atto scaraventa il pilota ascolano fuori dalla possibilità di far suo l’agognato titolo iridato della Moto3 2016, con ombre pesanti sul proprio futuro agonistico.

Ma è anche il Team a uscirne con qualche ombra, specie a livello di immagine: perde probabilmente un mondiale che si poteva forse vincere. Non è facile, adesso, raccogliere i pezzi di quel che si è frantumato.

Perché non stiamo parlando di un Team qualsiasi, ma di una vera e propria “corazzata” marcata dal colosso della comunicazione Sky e dal number one del motociclismo mondiale, Valentino Rossi.

Evidentemente al “Dottore” s’impone una svolta, anche nella sua acclamata Academy, se è lui l'uomo immagine e l'anima del Team forse spetterà proprio a lui ripristinare i ruoli e le competenze e forse anche rimettere in riga qualcuno e serrare i ranghi per la seconda parte del campionato. Forse sarà utile anche affidarne il comando a mano solide e capaci perché se sulla “quantità e qualità tecnica” ci siamo, sulla “qualità della vita ai box” forse c'è qualcosa da rivedere.

Fenati-Bulega Moto3 Qatar 2016

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