MotoGP Austria 2016: Ducati, se non ora quando?

Le dichiarazioni a caldo: Iannone "Abbiamo un grande potenziale, io e Dovi siamo stati molto veloci fin dai test". Rossi " Rispetto a loro perdiamo tanto nel T2: hanno più accelerazione in uscita"

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Iannone e Dovizioso in prima fila, una moto che spinge forte, la possibilità del colpaccio su un circuito atipico come il Red Bull Ring. E poi il problemino alla spalla di Marquez, la Yamaha che - in confronto alla Rossa - un poco soffre sui rettilinei, le motivazioni e lo stato di forma dei due Andrea, con quel piglio diverso negli occhi e nelle dichiarazioni. Sotto la bandiera a scacchi del sabato, Andrea Iannone in pole position, Andrea Dovizioso terzo: Ducati, ora o mai più verrebbe da dire.

Il che risulterebbe molto forte come titolo, e di questi tempi sarebbe bene non sfidare troppo la sorte in termini di titoli. Meglio aggiungerci un punto interrogativo. Perchè nel mondo delle corse l'amalgama non può mai risultare perfetto prima di una corsa. E' anche il bello, l'imprevedibilità di questo sport. Gli ingredienti, sia chiaro, ci sono tutti, ma quest'anno dalle parti di Borgo Panigale non sono stati troppo vicini al concetto di fortuna.

Meglio rimaner prudenti. Certo è che le qualifiche hanno dimostrato una situazione chiara, netta, limpida: la Ducati qui va forte, molto forte. Pole position dell'abruzzese in 1'23.142, ottenuta dopo due tentativi non brillantissimi, come sottolineato dallo stesso pilota, e che lo ha portato davanti a Valentino Rossi e Andrea Dovizioso. Ecco, le parole prima ancor di una prestazione che ha mostrato una Yamaha in forma, servono a sottolineare l'occasione ghiotta delle Rosse: "Abbiamo un grande potenziale, io e Dovi siamo stati molto veloci fin dai test. Non sarà facile domani perchè le Yamaha sono vicine e domani lo saranno ancor di più".

Ecco, si vola basso a sentire Iannone, ma i sorrisi son chiari ed evidenti. E lo stesso Dovizioso, sempre molto meticoloso e preciso nelle sue analisi, ieri sottolineava un punto fondamentale: "Quando si ha già la velocità di partenza, si può lavorare diversamente e mettere a punto meglio i dettagli. Sono quelli che fanno la differenza".

Ecco appunto, quei dettagli su cui ci si è potuti soffermare su una pista che presta il fianco a tutti i punti di forza della Desmosedici. Accelerazione da basse velocità, trazione e velocità di punta sono le caratteristiche di un circuito che sembra facile, ma proprio per la sua lunghezza e per punti non particolarmente tecnici, risulta estremamente complicato per fare la differenza. Lo stesso Dovi ieri diceva come fosse dura riuscire a "staccare forte si, ma al contempo avere una bella percorrenza di curva per non farti perdere velocità". Ed in aiuto della Rossa c'è anche Casey ai box, come fine osservatore.

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Certo è che l'aspettativa mai come questo fine settimana è ben elevata. E sia, chiaro, gli avversari non stanno a guardare di certo. Yamaha ha portato Rossi in seconda piazza e Lorenzo in quarta, con condizioni che non sono del tutto ideali per la moto di Iwata. Sopratutto con Lorenzo, le "bleu" lavorano meglio alle alte temperature. Ciò nonostante si è vista una M1 in forma piena.

"Alla fine sono veramente contento. Sono in prima fila con le ducati, è bellissimo! Rispetto a loro perdiamo tanto nel T2: hanno più accelerazione in uscita dal tornantino. Abbiamo lavorato bene, abbiamo cambiato il bilanciamento e ora abbiamo un setting buono".

Honda di contro ha vissuto la giornata del piccolo grande spavento con Marquez e la botta alla spalla. Quinto il leader in campionato. Domani però è un'altro giorno raccontavano in un film. Borgo Panigale ha tutti gli ingredienti per far bene. L'occasione è di quelle da prendere al volo. Se non ora quando?

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