Ohvale GP-0: il nostro test in pista

Si può chiedere a una "mini" di essere emozionante come una "maxi"? La Ovhale GP-0 dice di si, proponendo un distillato di divertimento puro in forma... compressa: l'abbiamo provata per vedere se è vero

Sveglia all'alba, caricare la moto e le gomme sul furgone. Partire mentre ancora tutti dormono, pronti a farsi ore e ore di viaggio per raggiungere il paradiso di ogni smanettone: l'autodromo più vicino. Dopo la levataccia, pure il caldo torrido e la coda in autostrada.

E' la dura vita di tutti quegli appassionati che nel week-end affrontano lunghe trasferte per farsi la classica "pistata" tra amici: certo, il tutto è ripagato da un sacco di divertimento e soddisfazione... ma che fatica!

Mettiamoci poi che correre, anche in maniera amatoriale, costa un sacco di soldi: tra gomme, carburante, ricambi, entrata in circuito e tutte le spese di corollario, si sta poco a dilapidare un discreto gruzzolo. Se addirittura si è sfortunati, si può anche cadere, con il rischio di dover (nella migliore delle ipotesi!) attingere ulteriormente al vostro conto corrente per riparare i danni.

Se non ci siete mai stati e avevate intenzione di iniziare ad andare in pista non volevamo certo spaventarvi, ma nemmeno nascondervi che il motociclismo sportivo non è uno sport per le tasche e i nervi di tutti.

C'è tuttavia un azienda veneta che potrebbe avere la risposta a tutti i vostri problemi: si chiama Ohvale, e nasce da un idea di Valerio Da Lio.

Dopo aver visto la luce già nel 2013, la semplice e rivoluzionaria intuizione di Valerio è salita alle luci della ribalta a EICMA 2015: sfruttando la collaborazione di nomi importanti quali Mariano Fioravanzo ("padre" della Aprilia RSV1000) e Claudio Pellizzon (ex collaudatore per la casa di Noale) il boss della Ohvale ha creato, attingendo a tutta la sua trentennale esperienza nel mondo delle due ruote, la GP-0, una piccola grande moto che si propone al contempo di fare da "nave scuola" per i neofiti che approcciano la guida in pista e soddisfare anche gli smanettoni più smaliziati che vogliono divertirsi senza spendere un occhio della testa ogni domenica.

Abbiamo provato la Ovhale sul circuito Il Saggittario di Latina, toccando con mano il fatto che il pacchetto e la ricetta di base sono di quelle vincenti: correre dappertutto, con poco. La piccola Ohvale può essere caricata su qualsiasi auto di medie dimensioni per raggiungere il kartodromo più vicino, evitando stancanti e costose trasferte di centinaia di chilometri, nel nostro caso invece al Sagittario siamo andati senza neanche portare la moto, perché si può noleggiare direttamente in loco organizzando anche sfide o mini gare con i propri amici.

Inoltre, grazie alle basse potenze in gioco e a scelte tecniche raffinate ma ben ponderate, i costi di manutenzione ed esercizio di questa moto da corsa in miniatura sono decisamente più abbordabili rispetto a quelli richiesti da una supersportiva di grossa cilindrata.

Poca spesa tanta resa, insomma.

Ohvale GP-0: com'è?

Non è una mini-moto ma nemmeno una mini-GP: la Ohvale fa storia a sè. Già da ferma, si nota come il design da vera race-replica faccia il paio con una componentistica di alto livello, come da tradizione motociclistica italiana.

Dietro alle dimensioni da "giocattolo" si cela infatti un prodotto realizzato con una cura costruttiva degna dei più prestigiosi marchi a due ruote del Bel Paese: numerosi sono i particolari in alluminio ricavati dal pieno (come sulle sportive da decine di migliaia di euro), e guardando nei dettagli si nota come le finiture siano lontanissime dalla qualità "cheap" che siamo abituati a vedere su prodotti affini.

I materiali usati sono da moto vera, così come il procedimento che si è seguito nella progettazione: interamente realizzata in CAD 3D (fino a pochi anni fa appannaggio delle sole superbike più blasonate...), ha seguito le stesse linee guida di riferimento delle supersportive da un litro di cilindrata.

Come su di esse, grande attenzione è stata dedicata alla distribuzione dei pesi: dopo un minuzioso studio di quote ciclistiche e baricentri, è stata raggiunta l'ottimale ripartizione 53% all'anteriore e 47% al posteriore.

Non fatevi ingannare dalle dimensioni insomma, perchè questa ragazzina terribile non ha nulla da invidiare alle grosse e impegnative superbike in quanto a capacità di emozionare e divertire: nonostante sia la perfetta moto propedeutica anche per i meno esperti, da vera racer si propone di regalare le stesse sensazioni di guida estreme delle "sorellone" da 600 e 1000 cc.

A riprova delle qualità indiscusse di queste piccole pesti c'è anche il fatto che esse siano apprezzate, per allenamento o semplice divertimento, anche da leggendari Campioni del Mondo e Top Riders di WSBK e Motomondiale: non è infatti difficile incontrare sulla pista del Sagittario di Latina piloti come Max Biaggi e Davide Giugliano che si divertono in sella a queste motine.

Ohvale GP-0: la tecnica

Partiamo dalla carrozzeria: le sovrastrutture della Ohvale GP-0 sono costruite in fiberglass preimpregnato e con ciclo di cottura in autoclave, al fine di assicurare la robustezza necessaria senza sacrificare la leggerezza che ovviamente si persegue in un progetto del genere.

La sezione codone-serbatoio è costituita da un pezzo unico, con la il carburante stoccato all'interno di un sotto-contenitore in alluminio (il cui tappo è di tipo aeronautico).

Al fine di assorbire al meglio eventuali urti e proteggere la moto dai conseguenti danni, la GP-0 è stata dotata di di tamponi di teflon montati alle estremità di pedane e semimanubri.

Il comparto ciclistico vanta componenti di grande raffinatezza: il telaio a traliccio perimetrale è realizzato in Italia in acciaio ad alto snervamento, mentre il forcellone in alluminio e la bella piastra di sterzo sono quanto di meglio si possa desiderare su una moto del genere.

La misura scelta per i cerchioni a razze sdoppiate risponde a una duplice esigenza: oltre che dettato da opportune valutazioni tecniche, il diametro di 10" è stato scelto anche per questioni prettamente...pratiche. Questa è infatti la minima misura consentita su certi tracciati e la massima permessa su altri: ovviamente, l'intenzione è stata quella di allargare il più possibile i "terreni di caccia" di questa baby-killer.

La forcella anteriore a steli rovesciati da 33 mm lavora assieme a un mono-ammortizzatore regolabile, realizzati su specifiche Ohvale da fornitori esterni. Anche leve e pedane sono adattabili alle proprie misure ed esigenze: intenzione primaria è infatti quella di offrire a ogni pilota la migliore ergonomia e posizione di guida, indipendentemente dalle contenute dimensioni del mezzo.

L'impianto frenante è composto, all'anteriore, da una pinza radiale monoblocco a quattro pistoncini abbinata ad un disco da 180 mm. Al retrotreno, invece, è un disco da 155 mm ad essere morso dalla pinza posteriore a due pistoncini. Pastiglie sintetizzate e tubi in treccia aiutano a fornire il mordente necessario per le staccate più decise.

Il cuore pulsante di questa Ohvale è il monocilindrico orizzontale 4T raffreddato ad aria: disponibile nelle configurazioni a 2 e 4 valvole, è abbinato a due diverse trasmissioni (a marce o monomarcia) e a due tipologie di avviamento differenti (avviamento elettrico o kick starter).

Lo scarico Arrow, che spunta minaccioso da sotto al codone, è stato sviluppato dall'azienda umbra specificamente per la Ohvale: le differenti versioni della GP-0 sono equipaggiate con collettori di diametro diverso e terminali in acciaio inox e carbonio.

I propulsori monoalbero a 2 valvole equipaggiano tre delle quattro versioni in cui questa motina è prodotta: si va dalla 110 cc con trasmissione monomarcia e avviamento elettrico alla 160 cc con cambio a 4 marce e avviamento a pedivella, passando per una versione intermedia che unisce il piccolo propulsore da 110 cc alle caratteristiche sopra elencate proprie della sorella maggiore (kick starter e trasmissione a 4 marce). Le potenze erogate vanno da 8 a 16 cv, rispettivamente per le due cilindrate.

Al top di gamma si posiziona invece la GP-0 FDX Daytona: con una cilindrata di 190 cc e testata a 4 valvole, la più grossa delle Ohvale vanta una potenza di 25 cv, che con un peso a secco di soli 65 kg sembrano essere abbastanza per divertire anche i piloti più esperti.

Ma sarà vero? Può questa piccola peste essere non solo il mezzo per avvicinare i neofiti al mondo della guida in pista, ma anche uno sfogo adeguato per gli smanettoni abituati alle due e quattro cilindri da 180 cv? Scopriamolo assieme!

Ohvale GP-0: come va?

Appena saliti in sella si è un po' privi di riferimenti: le dimensioni fanno pensare a una mini-moto, ma la Ohvale è ben altro. Certo, i più alti avranno qualche problema, ma il comfort offerto è decisamente maggiore: una volta in marcia infatti, ci si accorge di come la posizione di guida sia meno costrittiva, e anche quando si spinge un po' per caricare l'anteriore non serve protendersi con la testa oltre il cupolino.

La postura che si assume è infatti, nonostante la sella bassa, più simile a quella che si ha su una 125 da GP che a quella che si è costretti a tenere su una mini-moto: anche per quanto riguarda la guida da adottare, siamo di fronte a una specie di anello mancante. Da un lato, è possibile esprimere una guida più da "moto vera", dall'altra la piccola Ohvale si fa condurre in maniera efficace anche buttarsi giù verso l'asfalto come si fa con le mini.

Le azzeccate quote ciclistiche della GP-0 permettono un approccio confidenziale agli amatori, che riescono ad apprezzare l'intuitività e la facilità della rapidissima discesa in piega. Al contempo, la guida efficace che la Ohvale sa garantire, può regalare anche ai più esperti momenti di grande divertimento nella ricerca delle traiettorie, in sella a una moto reattiva e leggera.

L'ottimo telaio e la perfetta distribuzione dei pesi conferisce a questa moto una precisione davvero sorprendente: le sospensioni fanno il loro dovere, anche se al buon ammortizzatore posteriore regolabile sarebbe stato indicato abbinare anche una forcella anteriore dotata di regolazioni.

Quella di serie, seppur solida e ben tarata, non offre la possibilità di cucirsi addosso il (comunque soddisfacente) avantreno della Ohvale: quando si va a staccare molto forte sfruttando la piacevole sensazione di sicurezza comunicata dall'impianto frenante, non sempre la forcella risponde in maniera adeguata, costringendo il pilota a correggere la traiettoria per guadagnare la "corda".

Davvero impressionante invece la rapidità nei cambi di direzione: dopo averci preso un po' la mano, è una vera goduria approfittare del corto interasse per affrontare chicane e cambi di direzione a velocità siderale senza mollare la manetta del gas.

Durante il nostro test abbiamo potuto provare solo le versioni meno potenti: il piccolo propulsore diverte ma non è certo un tripudio di cavalli, ed è un peccato, perchè le versioni a marce sanno regalare sensazioni da vera moto da corsa. La FDX Daytona da 190 cc e 25 cv dev'essere veramente la quadratura del cerchio di una piccola grande moto che riesce a far divertire come bambini anche i più smaliziati.

Già con le sorelline meno "cavallate", dopo aver preso un po' di confidenza ci si può esibire in scenografiche derapate anche in uscita di curva: come dimostrano quei due ragazzacci di Danilo Petrucci e Scott Redding, con il giusto manico con questa GP-0 si fa davvero ciò che si vuole!

Provarle in modo facie: si può!

Dato il costo contenuto di gestione di questo tipo di mezzi e la possibilità di utilizzarle su circuiti piccoli o kartodromi diventa possibile anche noleggiarle per turni liberi di pista e per piccole gare con gli amici. Nel nostro caso le abbiamo provate sul Circuito Internazionale "Il Sagittario" di Latina quì oltre al normale test è possibile disputare anche un piccolo Gran Premio con gli amici.

Per noleggiare una Ohvale per un'intera giornata vi servono dai 170 euro (110 cc Automatica) ai 210 euro (160 cc a marce). I prezzi ovviamente scendono se si decide di scendere in pista solo mezza giornata (da 120 a 150 euro) oppure se si vuole condividere la "propria" GP-0 con altri utenti.

E' possibile anche prenotare piccoli turni da 10, 20 e 30 minuti, oltre che avvalersi delle formule "Gran Premio Silver" e "Gran Premio Gold": in questo modo, con un massimo di 9 amici, potrete simulare un week-end del Motomondiale partecipando a 10 minuti di qualifiche e due manche da 10/12 giri per decretare i vincitori.

Pregi & Difetti

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- Idea di base
- Componentistica
- Agilità
- Sensazioni da "moto vera"

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- Forcella non regolabile
- Motore poco potente sulla versione base

Nella pagina successiva, le caratteristiche tecniche

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