Moto Guzzi Airtail by Death Machines of London

Il preparatore londinese James Hilton ha trasformato questa Moto Guzzi 850 Le Mans II in una affascinante e minimalista race-replica. Sul cruscotto, la strumentazione di un caccia Spitfire della Seconda Guerra Mondiale

Moto Guzzi è uno dei marchi italiani di motociclette più famosi e rinomati del Mondo: l'Aquila di Mandello vola dal 1921, rendendo così la casa lombarda il più antico costruttore europeo di motociclette ancora in attività.

Risulta quasi superfluo soffermarsi a sottolineare il potere evocativo del marchio lariano: senza scomodare le mitiche moto da corsa uscite dai cancelli della Moto Guzzi (come dimenticare la mitica 500 8 Cilindri?), il V2 longitudinale di 90° è diventato un icona inconfondibile del motociclismo degli ultimi decenni, alla stregua di pietre miliari del motorismo mondiale quali il bicilindrico Harley Davidson, il flat-six della Porsche e i V12 Ferrari. Massiccio, dall'aspetto quasi scultoreo con le sue testate sporgenti e la sua pronunciata alettatura, il twin di Mandello è non a caso uno dei motori preferiti da customizer e preparatori.

guzzi_airtail_dmol-2-jpg.png

Ed è proprio il grosso due valvole per cilindro di una Le Mans II a dominare la scena su questa Airtail, costruita da James Hilton di Death Machines of London: poco rimane della moto originale, un esemplare del 1981 completamente smontato e trasformato dall'estro di James.

Il gruppo propulsore-cambio è stato separato dal telaio, al fine di procedere alla sabbiatura di quest'ultimo: i tubi dello chassis sono inoltre stati rimodellati nella parte posteriore, al fine di conferire alla sezione terminale la forma di un "codino". Totalmente priva di sovrastrutture, la coda della Airtail è formata dai soli tubi d'acciaio rossi che convergono verso il fanalino posteriore tondo (proveniente da un Land Rover Defender): questa fantasiosa soluzione dona a questa Guzzi un aspetto minimalista e davvero originale.

Anche il grosso bicilindrico a V ha subito interventi degni di nota: la cilindrata è stata aumentata di 100 cc fino ad arrivare a 950, mentre l'albero motore è stato lucidato, bilanciato e ovviamente alleggerito. Al contempo, le testate sono state flussate e vi sono state installate nuove valvole.

Due carburatori dell'Orto da 40 mm dotati di pompa di ripresa alimentano adesso i due cilindri, che diffondono il loro cupo ruggito attraverso un impianto di scarico custom-made che si avvale dei collettori di una Guzzi 1100. Una frizione R.A.M. e un nuovo volano sono invece le modifiche apportate alla trasmissione dell'originale 850 LM.

La livrea è realizzata con un Italian Red lucido e un Old English White, mentre sul serbatoio dedicato in alluminio satinato compare il logo Moto Guzzi dipinto a mano. A completare questa fantastica realizzazione d'Oltremanica, una vera chicca per coloro che sono appassionati di aeroplani d'epoca: parte della strumentazione è infatti prelevata da un "war bird" della Seconda Guerra Mondiale. L'interruttore aeronautico di accensione è infatti l'engine starter di un Supermarine Spitfire, il celeberrimo caccia che difese i cieli britannici durante la Battaglia d'Inghilterra del 1940.

Anche le spie sul cockpit appartengono allo "Spit": una seconda giovinezza per questi fascinosi componenti, che dopo aver fatto ruggire per anni il fiammeggiante Rolls-Royce Merlin a 12 cilindri, chiudono la loro carriera assieme al V-Twin di Mandello.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: