Ghezzi-Brian Fionda


Che nome! E che mezzo!

Lasciamo stare l'aspetto, tanto si capisce dal sellino da fantino che questa moto non si fa tante menate per piacere: fa paura, è questo ciò che piace di lei.
Se il bicilindrico Guzzi ha il fascino che ha, lo si deve anche alla factory brianzola il cui nome suona più da RockBand che da industria da mercato globale.

Intorno al poderoso V2 di Mandello gli avventurosi tecnici lecchesi, hanno ancora una volta piazzato un mezzo estremo, che fa venire voglia di sfida.
Tutto professionale, naturalmente:

telaio da maniaci
2 dischi da 320 brembo con pompa e pinza radiale
forcella Marzocchi
mono Ohlins con imbiellaggi in titanio
Ruote Marchesini in alluminio forgiato.


Tutto nudo, bello da vedere, ma soprattutto bello da stressare, sotto la spinta tutta bassa e prepotente del V11 Guzzi, ovviamente rivisto da cima a fondo e intubato nel barilotto sottomotore, ormai fin troppo armonizzato nel design della moto.

Roba forte insomma, come presumibilmente lo sarà anche il suo prezzo, ma si sa: l'artigianato made in Italy è prezioso, per tutti.

  • shares
  • Mail