BMW R nineT Scrambler: la nostra prova su strada

Abbiamo provato la nuova BMW NineT Scrambler, la neo-vintage dell'Elica in salsa off-road. Cerchio anteriore più grande, nuova posizione di guida e tanto, tanto stile. A 14.000 euro

La BMW NineT è diventata, fin dal suo lancio nel 2014, una delle moto più chiacchierate e desiderate della Casa di Monaco: se uniamo i consueti, ottimi dati di vendita del brand dell’Elica alla vintage-mania che va contagiando sempre più motociclisti, il successo della neo-retrò bavarese risulta cosa praticamente scontata. Il fascino del passato e la più moderna tecnologia tedesca si sono fusi in questa due ruote dall’appeal incontenibile, che ha infatti conquistato un gran numero di ammiratori e si è guadagnata a pieno titolo l’appellativo di instant classic.

Chiaramente votata alla personalizzazione, sulla riuscita boxerona tedesca si sono posati gli occhi di un gran numero di customizzatori, che hanno dato vita a moltissime special declinate negli stili più disparati. Cafè Racer, Tracker, Brat… e ovviamente Scrambler: sulla scia del grande ritorno alla ribalta di questa tipologia di motociclette tanto in voga negli anni ’70, moltissimi customizers si sono sbizzarriti nell’interpretare in chiave light-fuoristradistica la best-seller bavarese. E anche a Monaco, nel quartier generale BMW, non si sono fatti prendere in contropiede: così è nata la NineT Scrambler.

Non contenti dell’esuberante riscontro di mercato dato dalla NineT "liscia", quelli dell’Elica si sono infatti dati da fare nella realizzazione di una versione che potesse soddisfare anche coloro che desideravano una bicilindrica retrò in chiave più off-road.

Via il cerchio da 17 pollici, su le gomme tassellate e dei risers per alzare il manubrio: con una base di partenza ottima come quella della NineT, può quasi risultare semplice il lavoro fatto dagli ingegneri di Monaco. Che anche stavolta hanno fatto centro, proponendo una motocicletta di grande carattere ad un prezzo di 14.000 euro.

BMW R nineT Scrambler: com'è?

Come la sorella “stradale”, la R nineT Scrambler non rinuncia a ciò che ha reso vincente questo filone retrò inaugurato da BMW: il fascino minimalista delle moto di un tempo.

Anche la versione in assetto fuoristradistico fa infatti dello stile una priorità, richiamando anche nei dettagli gli anni gloriosi di un motociclismo che vive ormai solo nei ricordi di chi porta i capelli bianchi: compito di questa Scrambler è quello di far provare quelle indimenticabili emozioni non solo a coloro che, ormai negli “anta”, le vogliono rivivere, ma anche di stuzzicare i più giovani che rimangono stregati dall’inossidabile appeal degli anni ’70.

Tradizione e modernità si amalgamano alla perfezione in questa retrò dalla vocazione All-Terrain, ove le modifiche rispetto alla moto da cui deriva sono ovviamente tutte orientate a conferire alla Scrambler una connotazione squisitamente “dirt”: senza dimenticarsi della sua impronta vintage, la nuova nata di casa BMW acquista, rispetto alla sua parente stradista, tutte quelle caratteristiche che le rendono possibile proseguire laddove finisce l’asfalto.

Ecco che quindi arriva il cerchio anteriore da 19”, un assetto più alto e gli irrinunciabili penumatici tassellati, assieme a nuove sospensioni più votate al fuoristrada e al doppio scarico rialzato.

Grande attenzione è infatti stata dedicata ai particolari, e alla possibilità di personalizzare il proprio esemplare attingendo al nutrito catalogo accessori BMW: suggestiva la strumentazione, che in un design semplice e minimale si affida a una soluzione mista analogico-digitale.

Tra gli optional disponibili per cucirsi addosso l’estetica della propria Scrambler, un’accattivante griglia protettiva per il fanale anteriore, che con la piccola tabella portanumero dona a questo modello un’aura davvero molto evocativa.

La notizia forse più sorprendente è che la versione Scramber costa quasi 2000 euro in meno rispetto alla NineT: grazie a qualche piccola rinuncia e a dei particolari meno raffinati, la neo-vintage in salsa "tutto-terreno" di casa BMW si porta a casa con 14.000 euro.

BMW R NineT Scrambler: la tecnica

Cuore pulsante di questa Scrambler è il collaudatissimo boxer raffreddato ad aria/olio, che troneggia come una scultura forte dei suoi 1170 cc. Incastonato nel telaio in acciaio a doppia trave, il poderoso bicilindrico fa bella mostra di sé senza nascondersi dietro a carenatura alcuna: da oltre 90 anni simbolo e fiore all’occhiello della casa bavarese, il twin a cilindri contrapposti non poteva certo mancare su una motocicletta che richiama così esplicitamente la storia e la tradizione della Bayerische Motoren Werke.

Dotato di distribuzione a 4 valvole per cilindro comandate da due alberi a camme per testata (DOHC), eroga 110 cv a 7750 giri/min, per una coppia massima di 116 Nm a 6000 giri. Ma pur riprendendo il layout classico delle moto tedesche, anche il propulsore ci regala novità degne di nota: quello montato sulla R NineT Scrambler è il primo boxer BMW conforme alle normative Euro 4, omologazione ottenuta grazie alla nuova mappatura e al nuovo sistema di alimentazione dotato di un filtro per carboni attivi per lo spurgo del serbatoio.

Il doppio scarico Akrapovic risponde alle normative ECE R41-04, mentre la trasmissione (a 6 marce) è rapportata più corta rispetto alla moto da cui questa Scrambler deriva.

A contenere gli entusiasmi del bicilindrico boxer ci pensa un impianto frenante composto da un doppio disco anteriore da 320 mm abbinato a pinze a quattro pistoncini, e un singolo posteriore da 265 mm, morso da una pinza a due pistoncini. Il sistema ABS fornito di serie provvede ad evitare pericolosi bloccaggi durante le frenate di emergenza.

La forcella anteriore Showa tradizionale da 125 mm di escursione sorregge una delle maggiori novità di questa Scrambler: il cerchio anteriore da 19” ha preso il posto dell’unità da 17” montata sulla sorella più stradale. L’ammortizzatore posteriore da 140 mm di escursione fa invece il paio con il medesimo cerchio della moto di origine (disponibili nella configurazione a raggi o in lega). Gli pneumatici tassellati sono rispettivamente un 120/70-19 all’avantreno e un 170/60-17 al retrotreno.

Rispetto al modello originale è stata rivista anche la posizione di guida: più eretta e rilassata, è stata ottenuta grazie alla modifica della triangolazione manubrio-sella-pedane. Risers al manubrio maggiorati, pedane ribassate e una sella più imbottita hanno permesso di impostare una guida decisamente più fuoristradistica.

Il telaietto del passeggero può essere facilmente smontato, per donare alla NineT Scrambler una configurazione monoposto davvero accattivante.

BMW R NineT Scrambler: come va?

Montati in sella, si notano subito delle marcate differenze con la NineT "standard" nella posizione di guida: i cambiamenti apportati alle geometrie del trittico manubrio-sella-pedane si fanno sentire, conferendo a questa Scrambler una posizione di guida più confortevole e meno stressante per la schiena.

Comoda nella guida in solitaria, questa BMW non è il massimo per le gite in coppia: non sacrificato come su altre moto, al passeggero è però riservata una posizione certamente non da tourer, con uno spazio in sella non troppo abbondante e delle pedane piuttosto alte.

La nuova configurazione dell'avantreno, rialzato grazie ai nuovi risers manubrio e ovviamente al cerchio maggiorato, regala alla moto un'impostazione più eretta e meno caricata sull'anteriore, che però si rivela meno adatta ai trasferimenti autostradali: mancando qualunque protezione aerodinamica, sopra i 120 km/h l'aria si fa sentire, affaticando il pilota sulle lunghe distanze.

Il nuovo assetto si riesce però ad apprezzare quando c'è da condurre la moto in curva: meno svelto di quello della sorella stradale, l'avantreno della Scrambler le conferisce una guida fluida e rotonda pur non amando i grandi angoli di piega, perchè il cerchio da 19" nella guida più sportiva non riesce ad eguagliare, com'è ovvio, la sua controparte da 17".

Ma negli sterrati non troppo impegnativi -che Scrambler sarebbe, altrimenti?- la nuova soluzione vince e convince, surclassando nettamente la NineT standard e rivelandosi adatta sui fondi sporchi e accidentati.

Nonostante il peso in ordine di marcia di 220 kg e il passo non trascurabile (1527 mm), la moto è maneggevole e si districa bene tra le curve, aiutata dalla coppia poderosa dell'energico boxer da 1.2 litri: nonostante l'omologazione Euro 4 abbia comportato una piccola rinuncia a 3 Nm, la risposta all'apertura del gas è sempre molto reattiva e prontissima fin dai bassi regimi.

Il tutto è accompagnato dalla corposa colonna sonora dello scarico Akrapovic, che conferisce una sonorità rauca e entusiasmante, e dal tasso ridottissimo di vibrazioni del bicilindrico parallelo (che scalda anche molto poco).

Potente e modulabile è la frenata, mentre un'ottimo feeling arriva anche dal cambio a 6 marce che è rapido e preciso negli innesti. Ci ha soddisfatti anche la forcella anteriore Showa, che pur non essendo regolabile copre bene le asperità stradali e interagisce molto bene con il granitico telaio.

Un po' peggio lavora invece il mono-ammortizzatore posteriore, la cui risposta risulta talvolta un po' brusca. Un altro difetto che ci sentiamo di segnalare è la fastidiosa mancanza del contagiri: ok, stiamo parlando di una moto "minimal" e la poderosa coppia del twin contrapposto non richiede certo di tirargli il collo fino alla zona rossa, ma la tecnologia verrebbe facilmente in aiuto con soluzioni compatte ed economiche. La strumentazione è priva anche di un indicatore del carburante.

Pregi & Difetti

Piace

- Design
- Possibilità di personalizzazione
- Motore corposo
- Prezzo

Non Piace

- Mancanza del contagiri
- Mancanza dell'indicatore carburante
- Setting del mono-ammortizzatore posteriore

BMW R nineT Scrambler

Nella pagina successiva, le caratteristiche tecniche

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