Honda dice addio alla CBR 600 RR?

Medie supersportive in grossa crisi hanno prodotto numeri di vendita ridicoli, al punto che Honda starebbe meditando di non rinnovare la sua CBR 600 RR.

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Si sente da tempo dire che il segmento delle supersportive è in crisi ma, se per quanto riguarda le 1000, i costruttori devono fare buon viso a cattivo gioco, dal momento che questa classe rappresenta il simbolo di una casa costruttrice, oltre che il modello utilizzato nel campionato Superbike, il discorso è completamente diverso per le 600, in caduta libera, a livello di vendite, ancora più delle sorelle maggiori.

Questo è il motivo per il quale di novità, in questo comparto, negli ultimi anni se ne sono viste poche. Unica eccezione, la Kawasaki ZX-6R, rinnovatasi, per il 2016, nell'estetica e nell'elettronica, per uniformarsi alla Ninja 1000. Chi invece non ha mai fatto viaggiare di pari passo l'aspetto della sua media (CBR 600 RR) e della sua maxi sportiva  (CBR 1000 RR) è Honda, che sarebbe in procinto di prendere una decisione-shock.

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Dal momento che le case non sono enti di beneficenza, ma guardano ai meri numeri per investire, l'azienda dell'ala dorata sarebbe ad un passo dal pensionare proprio la sua sportiva di 600 cc, non per sostituirla con una nuova versione, ma per eliminarla definitivamente dal listino.

Quello che è il modello più vincente delle categoria cadetta delle Superbike, potrebbe dunque uscire di scena, a causa dei forti investimenti che sarebbero necessari per renderlo rispondente alle nuove normative anti-inquinamento. L'adeguamento della versione oggi in vendita, stante l'impossibilità di rendere Euro 4 il presente quattro cilindri in linea, comporterebbe la realizzazione di un motore nuovo, con i costi che questo comporterebbe.

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Si tratterebbe però di un passaggio obbligato per evitare di penalizzare eccessivamente le prestazioni della moto, passaggio ed esborso che al momento in Honda non sono intenzionati a fare, specie a fronte di volumi di vendita che, in un mercato in crisi, ma pur sempre importante come quello italiano, valgono ormai poche decine di unità all'anno e 150 nel Regno Unito.

Ancora meno percorribile, per il più grande costruttore di moto al mondo, la strada di una versione completamente nuova, che obbligherebbe ad investimenti ancora maggiori. Così, anche se la decisione non è ancora stata presa, i vertici dell'azienda sembrerebbero intenzionati a mettere in soffitta un modello che è sulla breccia da quasi quindici anni, ponendo fine ad una era.

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