Valentino Rossi e Tony Cairoli: obiettivo rimonta

Da tempo nell'olimpo dei piloti più vittoriosi di sempre, Valentino Rossi e Tony Cairoli sono chiamati ad una nuova impresa: recuperare terreno sugli avversari in classifica e mettere in bacheca rispettivamente il decimo e nono titolo mondiale

Movistar Yamaha MotoGP's Italian rider Valentino Rossi rides at the Catalunya racetrack in Montmelo, near Barcelona, on June 3, 2016, during the Catalunya Moto GP Grand Prix second free practice session. / AFP / JOSEP LAGO (Photo credit should read JOSEP LAGO/AFP/Getty Images)

In due hanno vinto diciassette titoli mondiali ed hanno entrambi la nomea di essere tra i migliori, se non i più grandi, interpreti della loro specialità. Caratteri diversi, uniti dall'essere straordinariamente efficaci nel duello con gli avversari e, anche per questo, vincenti. Più personaggio uno, più schivo l'altro, nonostante le loro origini geografiche, che suggerirebbero il contrario.

Non è difficile capire chi siano. Valentino Rossi ed Antonio Cairoli, i due simboli del motociclismo italiano, nella velocità (MotoGP) uno, nel motocross (MXGP)  l'altro e che, in questo scampolo di stagione 2016, sono alle prese con una situazione in campionato simile, con un denominatore, o meglio, un obiettivo comune: la rimonta.

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Il pesarese, dopo otto gare, si ritrova terzo nella classifica mondiale, con 103 punti (a 42 dalla vetta), due vittorie, due secondi posti e tre ritiri all'attivo, in campionato che vorrebbe essere quella del riscatto dopo l'interminabile coda polemica per i fatti del GP di Sepang del 2015.

Rossi è veloce, più efficace rispetto al passato anche in prova, ma ha raccolto meno dei suoi due avversari, Marquez (leader del mondiale con 145 punti, 2 vittorie e sempre a podio, tranne in una occasione, dove è arrivato tredicesimo) e Lorenzo (121 punti, 3 vittorie e due zero in classifica). Campionato compromesso?

La domanda è lecita anche per Tony Cairoli, in sofferenza per i postumi di due diversi infortuni con, in particolare quello al polso sinistro che lo sta facendo dannare più del previsto. Il "Tonino" nazionale è secondo nella generale, con 440 punti, 92 in meno del capoclassifica Tim Gajser, vero martello di questa stagione, così come lo era stato l'italiano in passato e come Romain Febvre l'anno scorso, oggi terzo incomodo nella lotta al titolo MXGP, 32 punti dietro all'italiano e tallonato da Nagl e Bobryshev, i quali portano a cinque il numero dei potenziali pretendenti al titolo e che potrebbero sparigliare ulteriormente le carte.

Ha però senso chiedersi se le stagioni dei due portacolori italiani siano ormai minate? Forse un più per Cairoli rispetto a Rossi, anche se non è ovviamente detto. Il campionato nel quale corre il siciliano ha passato la boa dei due terzi. Delle diciotto gare in programma, ne mancano 6. In virtù del format, che prevede due manche per ogni appuntamento, sono quindi 300, i punti ancora da assegnare in MXGP.

In MotoGP non si è invece ancora arrivati a metà stagione. Mancano infatti dieci gare, con 250 punti ancora a disposizione. Giocando con la matematica, si scopre così che il pilota di Patti dovrebbe rosicchiare 7,75 punti a manche al suo avversario, mentre a Rossi ne basterebbero 4,3.

Ma i conti, nelle competizioni, non sempre tornano, perché l'imponderabile è sempre in agguato. La differente condizione fisica rende l'impresa di Cairoli sulla carta, ma va considerato che il pilota KTM è finora riuscito a stare in scia o quasi al rivale pur con l'handicap del polso a mezzo servizio, polso che se migliorasse...

Rossi, dal canto suo, deve fare i conti con due soli avversari, primo tra tutti un Marquez che non sta sbagliando quasi nulla e, cosa in parte nuova, non ragiona più sulla singola gara, ma pensa al campionato. La riprova di questo risiede nella condotta dello spagnolo ad Assen dove, superato da Miller, anziché lanciarsi a vita persa per riprendere l'australiano, ha pensato bene di mettere in cassaforte i 20 punti di un secondo posto che valgono oro in ottica mondiale.

L'altra incognita, per il pilota di Tavullia, è il compagno di squadra Lorenzo, che nelle ultime due gare ha messo da parte solamente sei punti. Attenzione però a dare per spacciato il maiorchino, capace, l'anno scorso, di "bucare" podio nelle prime tre gare della stagione, per poi infilare un poker di vittorie che lo hanno rimesso in lizza per il titolo.

Sulla scorta di tutto ciò, entrambi gli italiani, anche se non sarà facile, hanno ancora la possibilità di incrementare il numero di titoli mondiali vinti già nella stagione in corso. Fare previsioni è sempre difficile e, se di certo c'è che le corse finiscono sul traguardo dell'ultimo giro, allo stesso modo i campionati terminano con la bandiera a scacchi dell'ultima gara, pertanto... never say never!

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