Kawasaki Vulcan 70 by Mr Martini: nostalgia canaglia

Kawasaki non ha in gamma un modello vintage che evochi i fasti delle gloriose Mach III? Ci pensa la filiale italiana con una serie limitata della Vulcan S, in collaborazione con Mr Martini: 100 esemplari per tornare agli anni '70

Ci sono moto che non sono semplici mezzi meccanici: parliamo di modelli che, per il loro essere una pietra miliare nella storia del motociclismo, per il loro design, le loro prestazioni e per l'impatto rivoluzionario che hanno avuto sul pubblico, sono diventate delle vere e proprie icone, il simbolo su due ruote di un'epoca.

Se poi il periodo in questione sono i mitici anni '70, decennio che forse più di ogni altro ha dato luogo a cambiamenti epocali nello stile di vita, nei costumi e anche nel modo di intendere la motocicletta (divenuta simbolo di libertà e divertimento, non solo di mobilità) è decisamente facile che i modelli nati "in the 70s" abbiano un appeal e un potere evocativo assolutamente poderoso. Mentre i juke box suonavano The Dark Side of the Moon e Marlon Brando conquistava l'Oscar per Il Padrino, uscivano alcuni dei modelli più rappresentativi dell'intera storia delle due ruote.

E' il caso delle Kawasaki H1 e H2, le leggendarie tricilindriche due tempi che rivoluzionarono letteralmente il concetto di motocicletta sportiva spianando la strada a quelle che oggi sono le moderne superbike. Un design figlio degli anni d'oro delle "matite", prestazioni sino ad allora esclusiva delle moto che calcavano le piste dei Gran Premi, l'odore di olio bruciato e il suono metallico dei motori a miscela: la ricetta perfetta per una motocicletta che è entrata di diritto nella storia del marchio Kawasaki e nei cuori di tutti gli appassionati. E' il periodo in cui Giacomo Agostini annuncia il suo addio alla MV Agusta e il passaggio alle ronzanti Yamaha: i colossi giapponesi stanno per egemonizzare corse e mercato, relegando al ruolo di comprimari gli storici costruttori europei.

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Nonostante questo background, questo glorioso passato che ha reso Kawasaki uno dei marchi più innovativi nel panorama motociclistico di quegli anni, il listino del brand di Akashi non include un modello che richiami ai fasti del passato: un fatto singolare e in controtendenza rispetto alle altre case, che hanno compreso il fascino che il vintage esercita sul pubblico e che sul potere evocativo dei prodotti retrò stanno puntando molto.

A metterci una pezza, per soddisfare la nostalgia dei clienti italiani di fronte alle esitazioni di "mamma Kawa", ci ha pensato la filiale italiana del marchio verde: per riuscire nell'intento Kawasaki Italia si è rivolta a Nicola Martini, meglio conosciuto come Mr Martini, uno dei maggiori esperti di customizzazione in Italia e in Europa.

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Una collaborazione particolare


Nicola Martini

è un ex concessionario Triumph, da sempre appassionato di personalizzazione e preparazione di motociclette uniche. Dismessi i panni del concessionario per il marchio britannico, Nicola ha potuto dare completo sfogo al suo lato più creativo, il "Dr Jekill" che in questo caso prende il nome di Mr Martini: fuori dai rigidi schemi imposti dal mandato della casa madre, è riuscito a liberare tutto il suo estro e dare i natali ad alcune fantastiche creazioni che lo hanno presto proiettato nell'Olimpo dei customizzatori italiani ed europei.

Quando Kawasaki Italia si è trovata nella necessità di avvalersi della collaborazione di un preparatore per la realizzazione di una special che richiamasse le leggendarie verdone del passato, la decisione di rivolgersi alle sapienti mani di Mr Martini è stata ovvia: la sua esperienza di customizzatore ai massimi livelli e il suo passato da concessionario ufficiale lo hanno reso fin da subito il partner perfetto per un progetto che piano piano andava assumendo sempre più concretezza.

E' nata così, da una proposta della compagine italiana del brand di Akashi e dalla mente...vulcanica (è proprio il caso di dirlo!) di Nicola Martini, l'idea di realizzare la Vulcan 70, omaggio a uno dei modelli più rinomati di casa Kawasaki. Una collaborazione ufficiale tra un marchio di caratura mondiale e un piccolo artigiano per la realizzazione di esclusivo modello in serie limitata è un caso più unico che raro nel panorama motociclistico attuale.

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Alta sartoria


Sotto il "vestito" realizzato da Mr Martini, c'è la cruiser Kawasaki Vulcan S: è difficile credere che dietro a queste sinuose forme arricchite dalle splendide livree dell'epoca, si nasconda la piccola custom di casa Kawa: eppure Nicola, a partire da una base dall'impostazione completamente diversa, è riuscito a costruire una special che richiama alla perfezione le curve della 500 H1D del 1973-1974.

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L'abito realizzato da Mr Martini riporta alla mente il classico design di quegli anni splendidi per il motociclismo: il codino raccordato con la sella, la tonalità bicolore, i fianchetti a trapezio, il terminale di scarico sdoppiato e il sempreverde faro tondo. La strumentazione, com'è sacrosanto che sia in un modello retrò, è in un blocco unico, e si avvale di un quadrante rotondo che si concede al digitale solo nel tachimetro, posizionato nella parte inferiore del contagiri analogico.

Il kit comprende, tra gli altri, lo scarico completo Zard, la sella doppia, il codone, il manubrio, gli indicatori di direzione e la verniciatura, che nelle due livree disponibili (verde e vinaccia con sella color crema) riprende fedelmente i colori delle moto di quegli anni. Ovviamente, visto che la moto usata come base ha un'impostazione diametralmente diversa, si è resa necessaria anche l'adozione di un kit pedane che modificasse radicalmente la posizione di guida.

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Lo scopo è stato fin da subito quello di proporre una serie di modifiche che non inficiassero la struttura originale e le quote telaistiche della Vulcan S: tutto, sulla Vulcan 70, è plug&play, perfettamente reversibile e non richiede alcun intervento drastico (tagli al telaio, modifiche alla ciclistica) che avrebbe inevitabilmente gonfiato le spese dell'operazione. Proprio nell'ottica del contenimento dei costi (che si riflettono inevitabilmente sull'obolo che poi il cliente deve sborsare), è stato deciso di mantenere il serbatoio originale: inizialmente l'idea era quella di realizzare un serbatoio a goccia dedicato di ispirazione H1D, ma questa opzione è stata subito esclusa in quanto avrebbe comportato un innalzamento decisamente sensibile del prezzo del kit.

Per i clienti più esigenti e che non badano a spese, è invece disponibile una linea di accessori proposti in optional che permette di personalizzare ulteriormente il proprio esemplare: i magnifici cerchi a raggi, il parafango e gli specchietti tondi cromati, la borsa da serbatoio, il portadocumenti e il portachiavi dedicati. Altri componenti sono ancora in fase di studio e verranno presto implementati nella lista degli optional già disponibili per rendere la propria Vulcan 70 un esemplare ancora più unico ed esclusivo.

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Da guardare e da guidare


Facile non significa noiosa: sembra essere stata questa la guideline che Kawasaki Italia e Mr Martini si sono imposti nella realizzazione di questa Vulcan 70. E, a giudicare dal risultato ottenuto, ci viene da dire che l'obbiettivo è stato centrato in pieno: saltati in sella, la posizione di guida dopo l'installazione del kit manubrio e pedane appare decisamente più improntata alla guidabilità rispetto alla Vulcan standard. Niente gambe protese in avanti, niente braccia distese: la Vulcan 70 non è una sportiva ma non rinuncia a una posizione in sella che, quando ci sono da fare le curve, permette di appagare anche il piacere di guida.

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Le sospensioni coprono bene le asperità del manto stradale e, quando sui colli attorno a Verona (dove è avvenuta la presentazione della Vulcan 70) iniziamo a tenere un ritmo allegro, non soffrono particolarmente l'aumento di passo. Anche il motore, l'ultracollaudato bicilindrico parallelo da 650cc, si rivela un ottimo compromesso tra la facilità necessaria per essere adatto ai neofiti e il brio richiesto da chi ha un po' più di esperienza: chiedere emozioni ai 61 cv del propulsore originale (mutuato pari pari dal modello di serie) è forse troppo, ma certamente la Vulcan 70 non annoia affatto nemmeno i motociclisti più smaliziati.

Si fa guidare volentieri anche andature più che turistiche e il parallel twin di casa Kawasaki, pur non strabiliando per numeri erogati, ha abbastanza vigore per divertire e tirare fuori da ogni situazione: è insomma un moto che non pretende di essere sportiva ma che non tralascia il piacere di guidare, e che si rivela adattissima anche a chi magari è alla prima esperienza con una moto "vera".

Merita una menzione il sound che esce dallo scarico a doppia uscita Zard: la colonna sonora emessa è davvero entusiasmante, e ricorda quella dei motori plurifrazionati. E' una "voce" accattivante ma educata, abbastanza corposa da far girare gli appassionati al vostro passaggio ma non così arrogante da crearvi problemi con le forze dell'ordine o disturbare la quiete pubblica.

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Venendo ai difetti, la sella a dire il vero pecca un po' di morbidezza, ma è talmente bella da vedere che qualche sacrificio lo si fa volentieri. Unica vera nota dolente, il cambio: dopo la modifica alla geometria delle pedane, il comando è molto duro da azionare e risulta decisamente difficile trovare la folle: prima di riuscire a veder comparire la spia verde sul quadro strumenti bisogna "trafficare" un bel po' con la leva sinistra, e spesso, ci si arrende a tener semplicemente tirata la frizione.

Durante la nostra prova, tuttavia, Mr Martini in persona ci informa di essere perfettamente al corrente del problema e di essere già al lavoro per risolverlo: d'altra parte gli esemplari che abbiamo avuto in prova sono stati ultimati in extremis la notte prima della presentazione (!!!) ed è perfettamente comprensibile che qualche particolare necessiti ancora di essere messo perfettamente a punto.

Ed è proprio mentre scriviamo queste righe, che ci arriva una mail che ci informa che il problema al cambio è stato già risolto e che tutte le moto sono state opportunamente modificate. Efficientissimi: ma non avevamo certamente dubbi sulla dedizione e la serietà di Nicola e del suo staff.

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Concludendo, siamo di fronte a una moto che vuole essere bella da guardare e da guidare: è figlia della filosofia di Mr Martini, che sa bene che le sue special devono attirare gli sguardi dei passanti ma anche e sopratutto appagare il conducente, come tutte le moto che escono dal suo atelier. Qui la sostanza non si sacrifica all'apparenza: vorremmo proprio capire quale sia il trucco di Nicola per riuscire a coniugarle alla perfezione.

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100 esemplari per tornare indietro nel tempo


La recente vintage-mania spesso non va d'accordo con le esigenze di fruibilità che un mezzo richiede per essere usato quotidianamente: guidare e mantenere in efficienza une moto storica non è cosa da tutti, richiede attenzione e competenze che la rendono un "lusso" da veri appassionati disposti a qualche sacrificio pur di cavalcare il mito della propria giovinezza. Ciò è ancor più evidente se parliamo di moto come le Mach III e Mach IV, puzzolenti due tempi tutt'altro che facili da mettere a punto e decisamente impegnative nella guida: il fascino di queste vecchie glorie è tanto, la loro praticità per un uso che non sia solo occasionale è invece decisamente minore.

E' da queste considerazioni che ha preso corpo l'idea di proporre la Vulcan 70: offrire la possibilità di possedere una motocicletta che ereditasse l'immagine e l'appeal delle progenitrici pur senza rinunciare alle comodità, alla sicurezza e alla facilità delle moto moderne.

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Il target di quest'operazione è decisamente eterogeneo, in quanto la passione per il vintage rende la Vulcan 70 un modello appetibile a una fetta molto vasta di motociclisti o aspiranti tali: non solo ovviamente gli appassionati del marchio Kawasaki e della sua storia, ma anche i non (ancora!) utenti delle due ruote che guardino alla moto come un oggetto di culto e di stile, un pubblico giovane non interessato troppo alla prestazione assoluta ma che cerca un mezzo ricercato e iconico per distinguersi dalla massa.

La Vulcan 70 verrà prodotta in una serie numerata di 100 esemplari: la numero 00 è di proprietà di Kawasaki Italia, mentre la 01 è la moto personale di Nicola Martini. Altri 10 esemplari sono stati già acquistati dai concessionari Kawasaki della penisola che si sono mostrati molto entusiasti il giorno della presentazione. Non è previsto che il kit venga venduto separatamente: Kawasaki e Mr Martini non hanno mai avuto in mente un'operazione di grandi numeri e la scelta di fermarsi tassativamente a 100 pezzi è dettata dall'intenzione di mantenere l'esclusività che solo una piccola serie può dare.

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Veniamo ora alle informazioni pratiche, il prezzo e la rete di vendita: la Vulcan 70 è prenotabile sin da ora presso tutti i concessionari Kawasaki Italia come qualunque altro modello della casa di Akashi, al prezzo di 10.990 €: ai 7.490 necessari per l'acquisto della Vulcan S di partenza vanno aggiunti i 3.500 € del kit: un prezzo tutto sommato contenuto per una moto assolutamente esclusiva e prodotta in pochissimi esemplari. La cifra sopra riportata è un prezzo di lancio che sarà mantenuto fino al 1° settembre 2016, dopodichè Kawasaki Italia si riserva la possibilità di applicare variazioni dipendenti dal numero di pezzi disponibili dopo quella data.

Bisogna comunque tener presente che, essendo la Vulcan 70 una "special di (piccola) serie", richiede delle tempistiche leggermente maggiori a quelle di una qualunque moto acquistata in concessionario: la realizzazione artigianale comporta dei tempi di consegna un po' più lunghi, ma è lo scotto da pagare per godere dell'esclusività del modello. Ma credeteci: ne vale assolutamente la pena..

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Photo Credits: Michelangelo Agostinetto

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