Sbk Misano, Kawasaki “mangiapole” con Sykes e Rea imprendibili. Ducati in affanno con Giugliano e Davies in terza fila. Spalti deserti…

A due minuti dalla bandiera a scacchi pare proprio che la improvvida scivolata del primo giro di pista non abbia causato nessun danno a Davide Giugliano e che anzi il pilota della Ducati possa centrare la prima pole stagionale. Ma è solo un abbaglio.

misano-sbk-2016.jpg

A due minuti dalla bandiera a scacchi pare proprio che la improvvida scivolata del primo giro di pista non abbia causato nessun danno a Davide Giugliano e che anzi il pilota della Ducati possa centrare la prima pole stagionale. Ma è solo un abbaglio.

Uno dopo l’altro gli avversari si gettano all’arrembaggio sgretolando il tempo dell’asso romano, costretto via via a retrocedere, alla fine solo settimo, terza fila (+0.789), con davanti in seconda fila Hayden (+0.670), Savadori (+0.657), Lowes (+0.604) e in prima fila Flores (+0.366) e - su tutti - i “soliti” due straordinari mattatori della Kawasaki: ghiaccio bollente Rea secondo miglior tempo (1’34.257) e Sykes sulla vetta (1’34.037), puntuale nella sciabolata del giro a vita persa, con la sesta pole stagionale, 36esima in carriera!

Giù il cappello. Anche quello di Rea interessato più che al cronometro al risultato di Gara 1 e Gara 2. Abbattuto come uno tsunami dai primi sette piloti il muro dell’1 e 35, tutti nel fazzoletto di un secondo.

Gongola la Kawasaki, imprendibile nel giro secco con una ipoteca di fare la lepre anche fra poco in Gara 1. Solo la Ducati – non quelle Factory bensì quella di un superbo Flores – sta dentro il gap del mezzo secondo (+0.366). Per tutti gli altri, come già scritto, è buio pesto, con distacchi, qui nell’assolata pista di Misano, assai pesanti.

A una deludente Ducati factory – solo in terza fila – fa riscontro una “signora” seconda fila con la Yamaha di Lowes (dov’è quella di Canepa?), l’Aprilia del sempre più convincente Savadori, la Honda di Hayden.

Non solo, perché fra i due ufficiali della Rossa di Borgo Panigale c’è la MV Agusta di Camier. Chiude la top ten un non convincente Van Der Mark (Honda) e deludono i due alfieri della Bmw del Team Althea, ad altre un secondo.

La speranza è l’ultima a morire, con Ducati capace di un … miracolo. Altrimenti chi ferma le due “verdone”? A proposito? Dov’è il pubblico? Tutti al mare? Brutto segnale.

  • shares
  • Mail