CEV Moto3 Montmelò, doppietta di Lorenzo Dalla Porta leader nel “mondialino”. Arbolino a podio

Doppietta di Lorenzo Dallaporta nel FIM CEV Repsol che si porta in testa nela categoria moto3

Dopo la prima sonante vittoria di Le Mans, Lorenzo Dalla Porta si è ripetuto in un doppio acuto al Montmelò dominando entrambi i round e salendo di forza in vetta alla classifica generale del CEV. Dalla Porta è oggi l’unico pilota italiano in testa alla classifica in un campionato iridato di velocità di Moto prototipi, seppur nella Moto3 denominato non senza … ironia, “mondialino”.

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Due gare, quelle di oggi sul difficile e discusso circuito di Barcellona che la settimana scorsa è stato funestato dalla caduta mortale di Luis Salom, non prive di colpi di scena ma senza storia per quel che concerne la vittoria: vuoi per la netta superiorità dimostrata dal 19enne pratese dell’Husqvarna, vuoi – anche – per le disavventure che hanno colpito tanti piloti, soprattutto vittime di cadute.

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Nella Moto3, si sa, gli assalti alla baionetta si susseguono in ogni curva producendo, oltre alla spettacolo, anche conseguenze negative per non pochi concorrenti, anche fra i più quotati. Vola addirittura in entrambe le gare uno dei più attesi, il 16enne nipponico Kaito Tobia, mentre subisce un highside drammatico l’ex capoclassifica 18enne spagnolo Ramirez Marcos (solo 12esimo in gara 1), colpito duramente dalla sua moto, una situazione di grande apprensione tale da indurre la direzione gara a esporre bandiera rossa e chiudere anticipatamente gara 2. In precedenza erano finiti a terra diversi italiani: Pizzoli, Ieraci, Montella, Spinelli, Sulis, Ghidini. Insomma una falcidia.

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Bandiera rossa che già era stata data anche all’inizio di Gara 1 dopo la carambola alla curva uno fra il 18enne indonesiano Andi Farid, il 16eene spagnolo Gerard Riu e il 16enne Bruno Ieraci. Brutta Caduta anche per il 20enne thailandese Atiratphuvapat. In questa girandola di cadute acquista ancor più valore la performance di Dalla Porta, capace di mettere tutti in fila con una gestione di gara da pilota “maturo” in entrambi i round, pilota davvero in grado di fare la differenza in questo Cev 2016 puntando diritto al titolo agognatissimo del “mondialino” Moto3.

A podio – e che podio! - in gara 2, anche il 16enne Toni Arbolino, lanciato nel firmamento internazionale, capace di capire che l'assalto al fuggitivo Lorenzo conteneva troppi rischi, ma ben deciso a tenere dietro una muta agguerrita composta da Arenas (terzo), Sasaki, Fernandez, Masaki, Ramirez, Lopez tutti in un bollente fazzoletto. Due vittorie (di Dalla Porta) e un secondo posto (con Arbolino) è un bottino “tricolore” di tutto rispetto anche se con 13 italiani in pista forse si poteva pretendere di più. In gara 1 nella top ten troviamo Manzi ((8°), Foggia (9)°, Montella (10°) in un volatone da ricordare, poi Pizzoli (13°) e Ieraci (14°) e oltre la ventesima posizione Sintoni, Fuligni, Sulis con Ghidini neppure partito.

In Gara 2, nessuno nella top ten (ovviamente a parte i primi due Dalla Porta e Arbolino), con Manzi (11°), Bezzecchi (12°), Foggia (16°), Fuligni (23°), Sintoni (24°). Ultima considerazione su Mc Phee in sella alla Peugeot ufficiale, qui in veste di wild-card: 11esimo in Gara 1 e 14esimo in gara 2 con distacchi considerevoli. Un valente pilota del mondiale Moto3, di questo livello e di questa esperienza e con una moto da ambizioni … iridate esce da questi due round non certo con la fanfara: cui prodest?

Il campionato Moto3 è al giro di boa, resta ovviamente tutto aperto sia per la lotta per il podio in ogni gara, sia ancor di più per la lotta al titolo. Lorenzo Dalla Porta è da mondiale: ha dimostrato fin qui un “passo” più sicuro dei suoi avversari, capace di liberare quelle risorse anche psicologiche che rendono un pilota … “imbattibile” e di … intimorire i suoi avversari, tutt’altro che fuori gioco.

Fra gli italiani ci sono “galletti” doc e in forte crescita ma anche – lo diciamo con tutto il rispetto dovuto a ogni corridore – “giovani leoni” più nell’aspetto che nella sostanza, cui forse non farebbe male un profondo esame di coscienza sulle proprie reali qualità di pilota. Non è vero che sono tutti “fenomeni” ed è ancor meno vero che correre sia … obbligatorio.

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