TT2016: Bonetti-Paton, storico 5° posto in Lightweight. Vittoria di Lintin

Italiano su moto italiana: il bergamasco del team CCM Motorsport porta a casa uno splendido 5° posto al Tourist Trophy, in sella a una Paton. Primo Ivan Lintin, dominatore della corsa e vincitore al TT per la seconda volta.

ISOLA DI MAN - E' stata un'impresa incredibile quella di Stefano Bonetti, il veterano italiano delle Road Races che ha concluso al 5° posto la terzultima gara di questo Tourist Trophy 2016, categoria Lightweight. Non solo perchè un italiano così in alto al TT non si vedeva da molto, moltissimo tempo, ma anche perchè questa prestazione fenomenale è maturata in sella a un'italianissima Paton.

Un pilota tricolore che fa buone cose su una moto italiana non è cosa scontata nemmeno nel Motomondiale, figuriamoci nelle Road Races, dove la nostra rappresentanza è decisamente risicata e di moto italiane se ne vedono davvero poche...

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Eppure, ciò che è accaduto sull'Isola di Man quest'oggi ha del miracoloso: il Bonny, una decina di TT alle spalle, è riuscito a condurre la sua S1, motorizzata con il bicilindrico 650cc Kawasaki, sino al ridosso del podio, in una gara che lo ha visto protagonista dall'inizio alla fine. E con un po' di fortuna in più, il "bergamasco volante" avrebbe potuto anche togliersi la soddisfazione di andare sul podio, mancato per un soffio (7 secondi) dopo un'ora e mezza di gara: non male per un privato che corre contro veri e propri specialisti delle gare più pericolose del mondo.

Non che questo fantastico risultato sia del tutto una sorpresa: già nel corso delle prove degli scorsi giorni Stefano aveva mostrato di aver buone cartucce da sparare, ma un conto è la prestazione sul giro singolo e un conto è tenere il gas aperto per 4 lunghissime tornate, che sullo Snaefell Mountain Course equivalgono a più o meno 240 km.

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Partito dietro al terzetto delle meraviglie formato da Hillier, Lintin e Rutter, il nostro portacolori è approfittatore involontario di un guasto alla moto di quest'ultimo, che lo costringe a un mesto ritiro e consegna nelle mani di Stefano la terza posizione. Purtroppo il pilota del team CCM Motorsport non è l'unico ad ambire al podio, e deve vedersela con due mastini come Gary Johnson (CF Moto/WK Bikes) e Martin Jessopp (Kawasaki Riders Motorcycles) che non gli renderanno la vita affatto facile.

La Lightweight è una categoria dedicata ai bicilindrici di 650cc, e quasi tutte le moto -Paton compresa- sono motorizzate con un propulsore Kawasaki di derivazione Er-6: tuttavia, sul rettilineo del Sulby, dove vengono effettuate le rilevazioni della velocità massima, la velocissima S1 fa costantemente segnare le più alte top speed di tutto il gruppone, a testimonianza di un'ottima preparazione compiuta dalla squadra CCM Motorsport.

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Purtroppo il Bonny non riesce a resistere agli attacchi di Jessopp e Johnson, ma fino agli intertempi finali prova a ricucire il piccolo strappo che lo separa da questi due piloti che sono riusciti a sopravanzarlo, segno di una caparbietà davvero fuori dal comune: per una manciata di secondi Stefano finisce giù dal terzo gradino del podio, occupato invece da Jessopp (3°). Subito davanti a Bonetti, di soli 4.8 secondi (un'inezia, vista la durata totale della gara), il britannico Gary Johnson (4°).

Dominatori indiscussi della corsa sono stati Ivan Lintin (team Riders Motorcycles) e James Hillier (Kawasaki Quattro Plant): i due, in testa sin dalle battute iniziali, hanno fatto le lepri imponendo un ritmo inarrivabile per gli avversari. Lintin, trionfatore della gara con 12 secondi sul diretto rivale, ha inflitto quasi 2 minuti (!) al terzo classificato Jessopp, valore che rende bene l'idea del del dominio assoluto esercitato da questi due fenomeni.

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A Stefano Bonetti, a Paton e al team CCM Motorsport vanno i più sinceri complimenti dall'intera redazione di Motoblog, non solo per la splendida prestazione messa in atto ma anche per non essersi dati per vinti fino alla bandiera a scacchi. E' un risultato incredibile per tutto il motociclismo italiano e speriamo sia solo il primo di una lunga serie di soddisfazioni per il binomio Bonetti-Paton.

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