Tourist Trophy, Hutchinson nella leggenda: 14 successi come Hailwood

Ian Hutchinson domina gara-2 delle Supersport ed entra nel mito: eguagliate le 14 vittorie di Mike the Bike. Ora ha davanti solo Joey Dunlop e John McGuinness

ISOLA DI MAN - Si scrive la leggenda, sull'"Isola del Tesoro". Il pirata è ovviamente Ian Hutchinson, e il suo bottino sono i 14 successi con i quali, dopo la vittoria a mani basse nella Gara-2 delle Supersport, eguaglia il mito di Mike Hailwood mettendosi dietro solo a leggende come Joey Dunlop (26 vittorie) e John McGuinness (23).

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La giornata non è iniziata propriamente nel migliore dei modi, sia per l'assenza di William Dunlop (infortunato) sia per le pessime condizioni climatiche: d'altra parte, l'ottimo tempo meteorologico che si è visto in questi giorni sull'Isola, costituisce un'eccezione per il clima usualmente bizzoso e imprevedibile di queste parti. E se esso è stato clemente per tutte le prove della scorsa settimana e per i primi giorni di gara, oggi si è ripreso tutto con gli interessi: la fittissima nebbia calata sul tracciato ha letteralmente avvolto moto e piloti, costringendo a rimandare la partenza per ben due volte. Alla fine, con la nebbia diradata e quasi due ore di ritardo, la corsa delle 600 Supersport ha potuto prendere il via in tutta sicurezza.

Al "pronti-via" la testa della corsa è stata subito egemonizzata dalla solita coppia Hutchinson-Dunlop, con secondo intendo a mettere il sale sulla coda al leader della gara. Le due Yamaha R6 dei team Traction Control e MD Racing si sono fronteggiate a distanza ravvicinata per quasi tutto il primo giro, e dopo essere passato a Ballaugh Bridge con un solo decimo di vantaggio sull'inseguitore, solo all'altezza di Cronk-ny-Mona Hutchinson ha potuto tirare un po' il fiato forte di 3.5 secondi di vantaggio.

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Al secondo passaggio alla fotocellula di Ramsey, il leader della classifica ha visto incrementare il distacco da Dunlop fino a 6 secondi: è l'inizio della cavalcata trionfale di Hutchy, che al primo passaggio ha lasciato un po' sfogare il suo principale avversario. Circa un giro dopo, il ritardo di Michael è raddoppiato.
Chi invece è riuscito ad andare poco oltre il primo pit stop è lo sfortunato John McGuinness che, autore di una partenza non certo all'altezza del suo palmares, è stato costretto al ritiro mentre si trovava nelle posizioni di rincalzo. Anche Cameron Donald, sulla Honda del team Wilson Craig, deve presto dare forfait a causa di un problema alla sua CBR.

Mentre Hutchinson incrementa ulteriormente il gap a suo favore portando sino a 20 secondi, a ridosso del podio infuria la battaglia: un Lee Johnston (Triumph 675) in straordinario recupero dai bassifondi della Top Ten riesce ad arrivare fino a ridosso del trio Anstey-Cummins-Hiller, che stanno a loro volta dando vita a uno scontro senza esclusione di colpi. I tre si scambiano le posizioni per tutta la gara, fin quando all'inizio dell'ultimo giro le CBR600RR di Bruce Anstey e Conor Cummins sembrano essersi stabilizzate in 4^ e 5^ posizione, nonostante l'elastico che fanno tra di loro.

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A rovinare i loro piani è James Hiller, che con la sua ZX-6R del team Quattro Plant si sveglia tutto d'un tratto e inghiotte in un sol boccone i due hondisti che lo precedono. Il povero Conor Cummins, autore sino ad ora di una bella gara con il coltello tra i denti, viene relegato in 7^ posizione finale dal sorpasso in extremis di Lee Johnston (6°), protagonista di una gran rimonta.

Davanti a questo gruppo di piloti indiavolati, sul gradino più basso del podio conclude Dean Harrison, estremamente consistente sulla sua Kawasaki Silicone Engineering ma mai in grado di insidiare da vicino la coppia di testa.

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L'ultimo passaggio è per Hutchinson una mera formalità: ormai la doppietta Superport è cosa fatta, e Hutchy si permette di deliziare il pubblico con una scenica impennata mentre taglia esultante la bandiera a scacchi. E ne ha ben donde: è il suo 14° successo al TT, con cui eguaglia nientemeno che un mito come Mike Hailwood in quanto a numero di vittorie sull'Isola di Man. A pari merito con Mike the Bike, Ian entra di diritto in una leggenda in cui forse c'era già.

E non si sa mai che ad Hutchy venga voglia di tornare a provarci tra una decina d'anni, magari in sella a una Ducati...

British racing motorcyclist Mike Hailwood (1940 - 1981) riding a Ducati on his way to victory in the Formula One race at the Isle of Man TT races, June 1978. (Photo by Don Morley/Getty Images)

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