Solifague 110, l'Harley-Davidson d'oltrecortina

Da Mosca arriva una custom particolarissima, almeno dal punto di vista... politico: la Harley Davidson 110 by Solifague, tributo alle maestose limousine di Stalin e Khrushchev

Immaginatevi Khrushchev e Kennedy seduti a un tavolo delle trattative. Invece di discutere di riduzione di armamenti nucleari, di distensione tra i due Blocchi, parlano di costruire una special assieme, magari nel garage del Cremlino o della Casa Bianca come tutti gli altri appassionati: certo, è un'immagine a dir poco improbabile... ma il risultato sarebbe certamente questa HD 110 by Solifague.

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Infatti, questo progetto nato dalla mente del designer russo Mikhail Smolyanov, alias Solifague, prende corpo da un'idea piuttosto singolare: sintetizzare in un unico mezzo USA e URSS, est e ovest, le stelle e strisce e la falce e il martello. Insomma, il diavolo e l'acqua santa.

Smolyanov ha voluto rendere tributo alle imponenti limousine dei capi di stato sovietici, partendo da quello che è uno dei simboli americani per eccellenza, l'Harley Davidson.

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Nell'elaborazione grafica di questa bicilindrica americana Solifague si è ispirato alla ZIS 110, maestosa berlinona realizzata in Unione Sovietica per portare in giro degnamente Stalin e i suoi successori. A dire il vero, l'analogia tra questa Rolls d'oltrecortina e l'industria motoristica statunitense non è del tutto incoerente.

A quanto pare infatti la la ZIS, (Zavod Imeni Stalina, poi diventata ZIL), nella progettazione della 110 diede luogo a un vero e proprio esempio di reverse engineering, partendo dal progetto di un'americanissima Packard Super Eight e riprogettandola secondo le esigenze dei leaders sovietici. Il risultato fu un'austera (e un po' inquietante) risposta del blocco socialista alle lussuossime limo occidentali come Rolls Royce, Bentley, Cadillac e Lincoln.

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Il gigantesco parafango anteriore e il geniale design degli scarichi posteriori integrati nelle borse laterali sono un chiaro richiamo a questo tipo di vetture, tanto in voga tra i capi di stato (e i dittatori...) dell'epoca. La livrea nera completa il tutto, arricchita da accattivanti dettagli rossi che su una moto proveniente dal cuore dell'ex Unione Sovietica non possono certamente mancare. A Leonid Brežnev, grande appassionato di motori e (ironia della sorte) di automobili americane, questa Harley sarebbe certamente piaciuta...

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