MotoGP: Jerez impegnativo per i freni, occhio alle curve 1 e 6

Il Circuito di Jerez de La Frontera (Spagna) è impegnativo per i freni delle MotoGP ma molto amato dei piloti

Brembo Circuito Jerez de La Frontera

Il Circuito de Jerez le La Frontera (Spagna) ospita il 4° appuntamento del Mondiale MotoGP 2016. Il circuito spagnolo, con 13 curve (8 a destra, 5 a sinistra), è molto amato dai piloti per i numerosi punti in cui effettuare sorpassi: le curve costituiscono infatti poco meno di un terzo della pista. Le ondulazioni dell’asfalto richiedono però una moto maneggevole e ben bilanciata, oltre che stabile in frenata.

La presenza di uno dei rettilinei d’arrivo più brevi del campionato (soli 600 metri) e di ben 12 frenate al giro fanno sì che i piloti impieghino in frenata circa il 31 % della durata complessiva della gara. Jerez ha diverse curve veloci (la 4, 7, la 11 e la 12) e due delle 12 frenate sono molto impegnative per i freni, 6 sono di media difficoltà e le 4 citate sopra sono di difficoltà contenuta. La staccata più complessa è alla curva Dry Sack, la curva 6 della pista: i piloti esercitano per più di 5 secondi un carico di 7,8 kg sulla leva del freno per scendere a 296 km/h a 65 km/h.

Molto impegnativa anche la curva dopo la partenza: i piloti perdono circa 200 km/h di velocità (da 283 a 86 km/h) in 225 metri, con una decelerazione di 1,5g. Delle 6 frenate mediamente impegnative merita una citazione la curva Ducados, ultima prima del traguardo: le moto arrivano a 223 km/h e frenano 4 secondi per impostarla a 70 km/h.

Fonte | Brembo

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