SBK Assen 2016: Rea, una marcia in più. Mondiale già in tasca?

E’ vero, ci sono piloti forti anche in Sbk. Ma il doppio round iridato di Assen impone una domanda: è Jonathan Rea “troppo forte” o sono i suoi avversari “troppo deboli”?

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Ogni gara ha una sua storia, anche ogni campionato ha una propria storia. Ma quando gare e campionati si ripetono non si può non prendere atto della realtà. In Sbk c’è un pilota di una spanna sopra gli altri e questo pilota è Rea.

Ha una moto ok, un team ok, una condizione generale ok. Ma tutti questi okkey l’alfiere della Kawasaki è capace di trasformarli in risultati sonanti ed eclatanti. Vince e convince, sbagliando il colpo di rado, anzi mai o quasi mai e quando non centra la vittoria mette comunque nella propria bisaccia punti pesanti.

E’ questo che fa la differenza fra un bel pilota e un campione, fra un gran pilota e un pilota che – per un motivo o per un altro – non la mette dentro - la palla - non segna, in questo caso non taglia per primo il traguardo.

Questo Rea, capace di vincere in surplace per il talento e per la capacità tattica, bagnato o asciutto fa lo stesso, dal viso di eterno bambino che sorride sornione perché ancora una volta ce l’ha fatta, ha anche quest’anno, dopo Assen, il campionato in tasca.

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Lasciamo da parte la cronaca di Assen e di questo inizio di stagione, andiamo al sodo: Rea, 29 anni, 34 vittorie, 9 centri ad Assen su 16 partenze. Poi il deserto, o quasi, pur con qualche lampo di luce, sparute oasi.

Dietro, nella classifica generale di questo 2016 già segnato - tant’è che sembra già il fondo anche per il secondo in classifica - arranca Chaz Davies (Ducati) con un gap di 45 punti che pare già una condanna. Ci prova Chaz, da gladiatore col pelo sullo stomaco, ma di più non sa, non può, non deve: per non fare peggio.

Poi il compagno di squadra di Rea, Sykes a – 59 che, s’attacca dove può e come può per non perdere, con un altro titolo, anche la faccia, mandando giù, anche oggi rospi amari.

Gli altri? Un’altra corsa. Un’altra categoria. Tutto può sempre succedere nelle corse di moto. Ma qui, può cambiare solo chi fa secondo. E anche chi fa terzo. Ma è la cosa che meno preoccupa Rea. Lui, Jonathan, l’abbonamento ce l’ha in tasca: con il gradino più alto del podio. Con il nuovo titolo mondiale.

Troppo presto per dirlo? Aspettare per credere.

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