Pirelli Diablo Rosso 3: test su strada e in pista

Lo sguardo che si volge al cielo. Quelle nuvole non mi piacciono per niente. Mi giro verso quella gomma: si ok, il concetto alla base è circa al 70% strada e 30% pista...

Lo sguardo che si volge al cielo. Quelle nuvole non mi piacciono per niente. Mi giro verso quella gomma: si ok, il concetto alla base è circa al 70% strada e 30% pista. Non devo emulare Chaz Davies per carità, anche perchè questa cattedrale del deserto mi ricorda vagamente quel rollercaster di Portimao.

Beppe Gualini, dakariano di vecchio stampo e organizzatore di questi eventi mi guarda e con i modi decisi ma sempre delicati, quasi da fratello maggiore mi da un cenno: "Occhio, fai questo giro per le riprese, ma stai attento che qualche goccia comincia a scendere".

Salgo sopra la regina delle Superbike, la Kawasaki Ninja. Un giro su una pista che ho visto solo in televisione. Davanti sento un appoggio veramente importante. "Si ok, ma non sto tirando, è solo un camera car. Ho tanto di quel margine finora...". Tre curve, salgo sulla lunga destra, poi secca sinistra e ginocchio a terra, immediato. Peccato per quelle gocce che iniziano a scendere. Mi trovo al Motorland di Aragon, ho a disposizione praticamente tutte le belve di razza tra le Superbike e le Naked da strada. Il motivo? Mettere alla prova il nuovo Pirelli Diablo Rosso III.

Pirelli Diablo Rosso III: com'è


pirelli-diablo-rosso.jpg

Il giorno prima Chaz Davies ha appena conquistato gara due ad Aragon e, al termine dell'evento, Pirelli ci porta nella press conference dove ci introduce a questa nuova generazione del Diablo Rosso. Cammino e vicino a me trovo Salvo Pennisi, storico sviluppatore e developer della casa italiana. Una di quelle persone che potresti stare ad ascoltare per ore, oltre ad essere un 'manico' veloce quanto sensibile.

"Vedrai domani, il passo in avanti è considerevole, sopratutto in condizioni particolari". Già perchè il Diablo Rosso III è figlio di quell'evoluzione tecnologica e dinamica del settore delle due ruote che ha portato ad avere quindi un concetto di gomme principalmente per la strada figlio però delle prestazioni del mondiale Superbike.

La volontà è stata quella di aumentare le prestazioni, puntando maggiormente sulla maneggevolezza ed il grip sia su asciutto che su bagnato. Come? Lavorando sui materiali, con nuove mescole. Sopratutto per il posteriore, si è arrivati a due mescole, suddivise in percentuali 40/20/40, con la zona centrale che permette quindi di avere più stabilità alle alte velocità e, oltretutto, un maggior chilometraggio a disposizione. La mescola di superficie è comunque più morbida e conseguentemente maggiormente prestazionale. La struttura vede confermare una cintura a zero gradi con una forte rigidità ed un ottimo sostegno, che sfrutta anche il Rayon in fase di costruzione. Così facendo, in Pirelli hanno potuto approntare dei profili più vicini agli pneumatici da corsa. Rispetto infatti al Diablo II, l'anteriore ha una zona centrale più alta mentre è più larga sulla spalla, con un'altezza del fianco maggiore di 3 mm.

La scelta non è casuale: la volontà era chiara, ovvero aumentare le prestazioni in curva, arrivando quindi alla soglia dei 52 gradi dichiarati. Ultime parole per gli intagli: con un profilo a zeta, o meglio, a fulmine, è stato perfezionato per avere un miglior drenaggio dell'acqua. Già, proprio quell'acqua che abbiamo provato sulla nostra pelle...

Pirelli Diablo Rosso III: come va in pista



PRIMO CONTATTO 9

La pioggia comincia a cadere copiosa. Ci guardiamo tra colleghi. Che si fa? Rapida riunione tra 'piloti': si parte certo, ma Pirelli ed il circuito ci mettono a disposizione una Safety Car: un giro per saggiare e sentire le condizioni della pista. Salgo sopra una BMW S1000RR. Mappa in Rain e si comincia. Tutti dietro la vettura per un giro. La pista è un acquitrino, anche se la pioggia non è caduta così copiosamente da lavarla, anzi. Ci sono dei punti in cui è una vera e propria trappola.

Peccato perchè Alcaniz è letteralmente affascinante. Rientro in pit-lane, bandiera verde per ogni pilota con un intervallo di circa 10 secondi e si parte. I primi giri sono guardingo. In queste condizioni la prima parola d'ordine è quella di evitare stupidaggini e portare a casa la pelliccia.

Chiaro, la risposta all'acceleratore e gli angoli di piega non sono evidenti, forzati, imponenti. Però...che attacco e che tenuta questo anteriore Pirelli. Giro dopo giro inizio a forzare leggermente di più le staccate. Sopratutto alla Uno, ma anche alla staccata della 12, la sensazione di appoggio e sicurezza è sempre più grande. Ti da fiducia. Che può esser anche traditrice. Il primo turno scorre così, cercando di capire dove mettere le ruote, con un'apertura del gas molto morbida, prudente. Il che non mi impedisce di leggere, in fondo al lungo rettilineo, 250 km/h. E nemmeno un accenno di acquaplaning.

Bandiera a scacchi, torno ai box con quel desiderio di ripartire immediato. Di volere e poter fare di meglio. Così, al secondo turno decido di prendere la moto campionessa del mondo con Rea, la ZX10R. La BMW è oramai una mia vecchia conoscenza: ne ho sempre apprezzato la stabilità e l'elettronica che lavora in maniera sopraffina. La Ninja è una giapponese, va capita. La filosofia è differente. Semi manubri più chiusi, una risposta al gas talmente dolce da permetterti di aprire praticamente a metà curva.

La fiducia aumenta e iniziamo a spingere in maniera un pochino più decisa. Davanti a me un collega: inizia un piccolo duello, in piena sicurezza ovviamente, ma con quel pizzico di adrenalina che permette di girare un poco più veloce e avere quel guizzo in più. Ed allora tutto inizia a sincronizzarsi: prima staccata e l'anteriore rimane saldo in terra. Fa impressione sentire proprio quell'attacco che mi fa sentire sicuro e saldo. Seconda per la prima curva, poi ancora seconda in salita per arrivare alla curva tre. Dietro muove, tende alla derapata, ma comunque si avverte il grip, è controllabile.

Curva 4 e 5 poggio la terza, poi di nuovo in seconda, arrotondando la traiettoria. Si inizia a vedere un accenno di traiettoria più decisa e, oltretutto, la pioggia ha leggermente rallentato la sua presa. Si sale ancora fino alla sette, tenendosi larghi. Sempre seconda, staccata dolce. Ancora una volta il posteriore tende a muoversi, ma la sicurezza che offre è veramente ottima, eccellente. Primo cavatappi. Impressionante la discesa? Non molto: decisamente di più gli scivoli d'acqua che attraversano la sede. Eppure questo Pirelli non fa una piega. Dalla nove alla undici è un'unica curva lunga: devo prenderla esterna, spalancando senza tante remore, seppur con una moto più dritta del dovuto. Chiaro: la spalla di questo Diablo Rosso III non ha alcun intaglio, ed oggi non è proprio la giornata ideale per sfidare la sorte. Ciò nonostante il divertimento è sempre crescente: buon segnale.

Stacco alla Undici che arriva dopo uno scollino con moto semi piegata e poi giù per fare dodici e tredici, la curva famosa per il muro di Aragon. Altro cavatappi dove arrotondo pur sentendo una gomma ben piantata e stabile all'avantreno e un posteriore che si muove poco anche in frenata e lungo rettilineo opposto al traguardo dove arrivo fino a 267 km/h. Acquaplaning? Neanche l'ombra. In compenso arrivo sulla lunga sinistra che porta sul traguardo. Gas puntato in mano, apro e sento il posteriore partire secco dietro. Riprende subito grip, mi riassesto. Rispetto ad una Rain è partito fin troppo deciso. Forse ho esagerato.

Ma già il fatto che stia paragonando questa gomma ad una Rain, mostra la bontà di questo progetto Pirelli. E non potrebbe essere altrimenti. La pista è un vero e proprio acquitrino, ma al contempo si ha la sensazione di tenere in mano la situazione. E' una gomma che ti parla chiaro, ti comunica, ti fa sentire quando stai andando oltre e, quando decide di mollarti un poco, è perchè si è andati realmente oltre. Il che, per una gomma che pretende di essere utilizzata al 70% per strada è veramente un qualcosa di fenomenale.

Pirelli Diablo Rosso III: come va in strada



Già, la strada che fortunatamente avevamo provato la mattina in condizioni di asciutto. Qui le sensazioni erano state ancor più nette e chiare: in sella alla Yamaha Mt-07 prima e alla S1000R poi, abbiamo affrontato circa 160 chilometri di misto veloce, con lunghe curve in appoggio, vero banco di prova per le gomme. In realtà un banco di prova anche per noi perchè, se al mattino non aveva piovuto, comunque ci trovavamo con una situazione semi-umida in alcuni punti e, sopratutto, 10 gradi sul termometro. In una parola? Freddo.

Eppure questi pneumatici vanno che è una meraviglia, adattandosi sia ad una nuda media di facile utilizzo come la Yamaha, sia ad una roadster come la S1000R. L'anteriore colpisce ancor di più rispetto a quelle sensazioni che abbiamo avvertito poi in pista. Si inserisce in curva senza inerzia, ed anche quando - con il gruppo di colleghi - si comincia a forzare il ritmo, entrando con i freni tirati in curva, l'effetto di sollevamento è nullo.

Permette ingressi fluidi, diretti, decisi. E, sopra ogni altra cosa, non è una gomma che da compromessi. E' stabile tanto, ma comunque non da inerzia e riescono a sostenere anche quando, mollati i freni, la moto torna in assetto in fase di scorrimento. E tale sensazione è chiara sia per una moto che fa della morbidezza a livello di forcella e mono una delle sue caratteristiche in fase di affondo, sia per la S1000R che con le sue elettroniche mantiene un sostegno maggiore in relazione. Anche al posteriore però il discorso non è dissimile, anzi.

Il ritmo sostenuto ha fatto saggiare anche come la gomma offra appoggio e sicurezza anche al posteriore, ma senza dimenticare anche il comfort. Perchè, non dobbiamo dimenticarci, che stiamo sempre parlando di gomme sstradali. Il Pirelli Rosso III è il pneumatico ideale per chi vuole fare un utilizzo sportivo per strada e dedicarsi a qualche turno in pista. Il nostro sorriso stampato sul volto sia al termine del test asciutto su strada che su quello bagnato su pista, è valso più di molte parole.

Pirelli Diablo Rosso III: misure disponibili

110/70 ZR 17 M/C 54W TL
120/60 ZR 17 M/C (55W) TL
120/70 ZR 17 M/C (58W) TL
160/60 ZR 17 M/C (69W) TL
150/60 ZR 17 M/C 66W TL
180/55 ZR 17 M/C (73W) TL
180/60 ZR 17 M/C (75W) TL
190/50 ZR 17 M/C (73W) TL
190/55 ZR 17 M/C (75W) TL
200/55 ZR 17 M/C (78W) TL

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: