MotoGP, Marquez domina in Texas e allunga in classifica davanti a Lorenzo. Rossi Ko. Ducati a podio con Iannone

Mettetela come vi pare ma qui, su questo infido lungo tracciato con la pista così larga da perdersi, Marc Marquez corre su un binario tutto suo e non ce n’è per nessuno.

Mettetela come vi pare ma qui, su questo infido lungo tracciato con la pista così larga da perdersi, Marc Marquez corre su un binario tutto suo e non ce n’è per nessuno. Così il “diavoletto” della Honda con le ali, con quattro centri su quattro, uno in fila all’altro, conquista la palma di “governatore” ad honorem del Texas e soprattutto, con la trionfale cavalcata di oggi, diventa – se pure pro tempore – il “re” di questo avvio di campionato a luci alterne della MotoGP 2016.

C’erano dubbi? Sì. Intanto sulla capacità della Honda di recuperare il ritardo dimostrato nei test invernali specie rispetto alla nuova centralina (con proiezioni “infelici” sulle nuove gomme Michelin) che rendeva indigesta la guida della quattro cilindri giapponese. Ritardo recuperato, come si è visto, in un amen, anche se la moto resta ballerina e pare che solo Marc riesca a domarla.

Poi i dubbi anche su Marquez, non certo sulla sua classe e sulla sua determinazione, ma caso mai, all’opposto, sull’eccesso di foga. Anche su questo, esame superato a pieni voti, con il giovane spagnolo ben più “accorto” del passato, meno arrembante (si fa per dire), capace di vincere senza … “strafare”, a dimostrazione di una acquisita maturità agonistica che lo mette davvero in una “botte di ferro”.

Certo, sembrano parole scritte sull’acqua, contraddette dal giro veloce (record) fatto segnare da Marc all’11esima tornata, senza alcun bisogno di tirare il collo, con il primo degli inseguitori – Lorenzo – staccato di ben 7 secondi. Tant’è. Forse era il “segnale” per chiudere la partita oggi nel GP delle Americhe e per lanciare un monito sul futuro, con l’ombra di Marc il “cannibale”, di nuovo incombente.

Italy's Andrea Iannone (29) who finished third crosses the finish line in the 2016 Grand Prix of the Americas MotoGP race at circuit of the Americas, in Austin, Texas on April 10, 2016. / AFP / Thomas B. Shea        (Photo credit should read THOMAS B. SHEA/AFP/Getty Images)

A dire il vero Marquez l’azzardo l’aveva fatto prima del via cambiando le gomme sulla linea di partenza, scegliendo mescole diverse da quelle dei suoi avversari. Tutto ok, comunque. Forse, oggi, Marc avrebbe trionfato anche senza …gomme! E la corsa? E gli altri?

Quale corsa! Gli altri, quali? Fuori Rossi, già al terzo giro, per caduta dopo una scaramuccia con il fin troppo impepato Pedrosa. Ahi, ahi, ahi, Valentino! Non la corsa che ci si aspettava, non il segnale annunciato, specie nella “guerra” interna con Lorenzo.

Già, Jorge. Capita l’antifona, buon secondo, con una medaglia d’argento che vale oro colato. Il gap di 8 secondi? In questi casi quel che conta è il bottino che si porta a casa e il maiorchino ride contento, specie con Vale oggi a bocca asciutta.

Terzo Iannone, bravo e anche fortunato con tutti i birilli che davanti cadevano liberandogli la strada: bene, così recupera il “casino” della settimana scorsa, un podio che premia la Ducati (gran motore!) punita anche oggi dal ko subito dall’incolpevole Dovizioso, travolto dalla caduta di Pedrosa cui va il plauso per essersi subito scusato sia con Andrea che con la Casa bolognese.

Vinales ed Espargarò hanno tenuto alto l’interesse con una bel corpo a corpo, per un po’, accontentandosi alla fine del quarto e del quinto posto. Sul resto, quando dal sesto posto in su si viaggia con distacchi di oltre 30 secondi c’è poco da dire. Alla prossima. Attenti a Marquez!

Spain's Marc Marquez (93) who finished first, turns the corner in the 2016 Grand Prix of the Americas MotoGP race at Circuit of the Americas, in Austin, Texas on April 10, 2016. / AFP / Thomas B. Shea        (Photo credit should read THOMAS B. SHEA/AFP/Getty Images)

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