Moto Guzzi V9 Bobber e Roamer M.Y. 2016: prova su strada

Con il caldo primaverile appena arrivato siamo riusciti a provare le due nuove arrivate della casa di Mandello del Lario. Nuove ma dal gusto vintage, equipaggiate dal nuovo 850 cc promettono divertimento in pieno stile Guzzi.

Presentate all'EICMA 2015, Moto Guzzi aveva distribuito informazioni e foto della nuova V9, che è stata declinata in due versioni: Bobber e Roamer. Due moto che hanno tanto in comune ma si distinguono per linea, gusto, temperamento e target di riferimento. Le novità sono tante, Motoblog.it le ha provate per voi saggiando pregi e difetti delle due sorelle Guzzi. Entrambe aprono segmenti inediti per la casa lombarda, che cerca di attirare nuovi adepti presso Mandello del Lario.

Moto Guzzi V9 Bobber e Roamer M.Y. 2016: Come sono ?


Il loro nuovo motore è un bicilindrico da 850cc a V di 90° con raffreddamento misto ad aria e olio, con basamento in alluminio, inedito per Guzzi, irrigidito e rinforzato nei punti di sollecitazione.

E' dotato di una nuova coppa dell'olio e un albero motore calibrato nelle inerzie che promette vivacità e un freno motore ben assettato. Il sistema di lubrificazione è stato ridisegnato per ovviare alla maggiore capacità termica e contemporaneamente ridurre gli assorbimenti di potenza, il che si traduce in consumi limitati e prestazioni che non risentono dell'uso prolungato.

Anche la componentistica del motore è completamente nuova, con cilindri, teste e pistoni inediti, disegnati e prodotti per massimizzare le caratteristiche dinamiche del motore. La cubatura di 850cc è stata raggiunta lavorando sui valori di alesaggio e corsa che ora sono 84 X 77 mm. La distribuzione è gestita da un sistema ad aste e bilancieri, con 2 valvole per cilindro disposte  inclinate nella testa al contrario della disposizione parallela del V7 II.

Nuovi anche il sistema di ventilazione, che dovrebbe ridurre i vuoti di potenza dovute al pompaggio all’interno delle camere di manovella, e la nuova pompa dell’olio a portata ridotta, che assorbe meno potenza.

Inedito invece il condotto di aspirazione della pompa dell’olio e la relativa valvola di by-pass. Sono poi stati introdotti nuovi getti olio di raffreddamento del pistone con valvola di controllo e gestione del flusso e il coperchio dell’alternatore che ora integra l’uscita dei gas di blow-by.

L’alimentazione si fonda su un sistema ad’iniezione elettronica monocorpo Marelli con una nuova centralina elettronica di gestione del motore. Questa unità termica esprime 62 Nm di coppia a soli 3.000 giri/min, con una potenza massima di 55 CV a 6.250 giri/min.

Il nuovo telaio è a doppia culla scomponibile in tubi d’acciaio che ottimizza la distribuzione del peso del motore sugli assi anteriore e posteriore, donando equilibrio dinamico Made in Mandello del Lario.

La parte anteriore presenta fazzoletti di rinforzo nella zona del cannotto di sterzo e inedite quote di inclinazione e avancorsa, rispettivamente 26,4° e 38° che si traducono maneggevolezza e stabilità alla guida.

Il reparto sospensioni, sfrutta una forcella a steli tradizionali con un'escursione di 130 mm e al posteriore una nuova coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico. L’impianto frenante dedicato vede all’avantreno una pompa e una pinza Brembo a 4 pistoncini contrapposti associati a un disco in acciaio da 320 mm, mentre al retrotreno troviamo un disco da 260 mm e una pinza flottante a due pistoncini.

La linea di entrambe le V9 è vintage ma non vecchia, riprende la classica linea Guzzi ma ammodernandola e curandola. Al primo colpo d'occhio si riconoscono subito che sono Guzzi ma guardandole meglio ci si accorge della modernità insita nei particolari e nel profilo meno mastodontico e panciuto rispetto a quello abituale Guzzi. Di fatto, entrambe le V9 sono molto leggere, 199 Kg di peso in ordine di marcia, il che le rende gestibili e maneggevoli senza fatica.

La V9 Bobber ispira sportività grazie al look "matt black" derivato dalle moto da flat track del secondo dopoguerra. Rinuncia infatti a qualsiasi fronzolo o particolare cromato o verniciature lucide, fatta eccezione per le grafiche in giallo o in rosso.

I cerchi sono entrambi da 16 pollici e calzano pneumatici più cicciotti dalle spalle maggiorate con anteriore 130/90 e posteriore 150/80. La posizione di guida sulla Bobber è più raccolta e sportiva, grazie anche al manubrio basso "drag barverniciato nero e dalla sella bassissima che si attesta a 780 mm dal suolo.

La V9 Roamer è stata definita dalla casa "la custom italiana dedicata ai cittadini del mondo". Rispetto alla sorella, non disdegna particolari più appariscenti come quelli cromati o colori più accesi sia per il serbatoio che per il parafango.

La posizione di guida è più eretta, classica, e con un manubrio più alto e confortevole per le lunghe tratte. Comoda e decontratta, con una sella lunga con imbottiture, impreziosita dal logo Moto Guzzi cucito con filo grigio e un’altezza da terra di soli 785 mm. I cerchi sono da 19” davanti e da 16” dietro.

Entrambe sono state sviluppate dal Centro Stile del Gruppo Piaggio che ne tracciato le linee, anche grazie agli input forniti dal PADC (Piaggio Advanced Design Center) di Pasedena.

Moto Guzzi V9 Bobber e Roamer M.Y. 2016: Come vanno


MOTORE 7 MOTORE

Saliamo dapprima sulla Bobber, che ci ammalia con la sua cattiveria, tutta nera e dalle gomme da flat che già ci fanno sognare. In sella ci sentiamo subito padroni del mezzo e partiamo. La posizione di guida, grazie alle pedane alte e al manubrio bassissimo, è sportiva e caricata avanti. Partiamo e su un pezzo di strada guidato ci ritroviamo a buttare dentro una marcia dopo l'altra senza neanche accorgerci.

Inseriamo la prima curva un po' dubbiosi per l'eccessiva morbidezza delle sospensioni, ma ben presto ci rendiamo conto che le traiettorie sono pulite e precise, i gommoni da 130 tengono che è una meraviglia e si raggiungono angoli di piega impensabili per una "Guzzona" tradizionale, e poco importano i 55 CV del motore. Più andiamo avanti più si capisce quanto è divertente ma anche funzionale, garantendo un buon comfort nei lunghi tratti.

Rientriamo in città e saggiamo le sospensioni sul pavè: l'escursione immensa della forcella e la progressività del posteriore aiutano nel comfort. Rimane però una moto ingombrante e, nonostante la risposta pronta del motore, non si muove con leggiadria nel traffico e riscalda troppo quando si sta fermi. Si avverte poi un leggerissimo, quasi nullo, "lag" negli apri e chiudi cittadini. I freni rispondono prontamente e sono azzeccati per peso e potenza.

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La Roamer invece, appena seduti, è più comoda, sia per posizione di guida che per imbottitura di sella, in città è meno impegnativa e godibile. Il motore progressivo è pronto e stupisce per le pochissime vibrazioni che rendono la guida nella giungla urbana rilassata e semplice. La minore aggressività rispetto alla sorella Bobber, rende questa moto ottima per la vita quotidiana, i viaggi in città non si fanno sentire grazie alle sospensioni morbide e ben assettate, i pavé cittadini non la spaventano affatto.

La storia si fa diversa, però, appena si esce dalla città e ci si butta su un percorso guidato. La triangolazione da custom e le gomme strette non permettono una guida aggressiva e indiavolata, anzi! Forzare è praticamente impossibile ma, nonostante ciò, la Roamer ci sorprende per la rapidità dinamica e la progressività del motore, mai esplosivo o impossibile. Indubbiamente, il suo pane quotidiano sono le strade larghe e longilinee in cui si richiede una guida in souplesse e senza ritmi da toboga.

Il cambio un po' morbido è una vera chicca, poiché gli innesti sono precisi e mai faticosi. La Roamer esprime una sincerità dinamica adatta a tutti, dal "guzzista" sfegatato al rookie che vuole una moto facile e non troppo impegnativa.

Lo Yin e lo Yang, pochi particolari che le differenziano ma che sono essenziali per stile di guida. Roamer o Bobber? La scelta sta a voi, ma siate certi della loro dinamicità, facilità ed piacere di guida.

Pregi & Difetti


Piace

-carattere vintage
-design
-cambio morbido e preciso
-agilità sul guidato

Non  piace

-poco spazio per i più alti
-gomme troppo strette (Roamer)
-protezione aerodinamica

Moto Guzzi V9 Roamer: scheda tecnica


(tra parentesi i dati di V9 Bobber)

MOTORE
Tipo: bicilindrico a V di 90°, 4 tempi, 2 valvole per cilindro
Raffreddamento: ad aria e olio
Cilindrata: 853 cc
Alesaggio e corsa: 84 x 77 mm
Rapporto di compressione: 10,5 : 1

Potenza massima: 40,44 kW (55 CV) a 6.250 giri/min
Coppia: 62 Nm a 3.000 giri/min
Alimentazione: iniezione elettronica monocorpo Marelli MIU, gestione integrata di controllo di trazione su 2 livelli
Avviamento: elettrico
Impianto di scarico: in acciaio inox, del tipo 2 in 2 catalizzato a 3 vie con doppia sonda Lambda
Omologazione: Euro 4

TRASMISSIONE
Cambio: 6 marce con ultimo rapporto di overdrive
Valore rapporti cambio:
1^ 16/39 = 1 : 2,437
2^ 18/32 = 1 : 1,778
3^ 21/28 = 1 : 1,333
4^ 24/26 = 1 : 1,083
5^ 25/24 = 1 : 0,96
6^ 28/24 = 1 : 0,857

Trasmissione primaria: a denti elicoidali (rapporto 21/25 = 1: 1.190)
Trasmissione finale: doppio giunto di cardano e doppia coppia conica fissa (rapporto 8/33 = 1 : 4,125)
Frizione: monodisco Ø 170 mm con parastrappi integrato

CICLISTICA
Telaio: tubolare a doppia culla scomponibile in acciaio ALS
Interasse: 1465 mm
Avancorsa: 125,1 mm (116,1 mm)
Inclinazione cannotto di sterzo: 26,4°
Angolo di sterzo: 38°
Sospensione anteriore: forcella tradizionale, Ø 40 mm
Escursione ruota anteriore: 130 mm
Sospensione posteriore: forcellone con doppio ammortizzatore regolabile nel precarico molla
Escursione ruota posteriore: 97 mm
Freno anteriore: disco flottante in acciaio inox, Ø 320 mm, pinza Brembo a 4 pistoncini contrapposti
Freno posteriore: disco fisso in acciaio inox, Ø 260 mm, pinza flottante a 2 pistoncini
Ruote: in lega d’alluminio
Cerchio anteriore: 2,50” x 19” (3,50” x 16”)
Cerchio posteriore: 4,00” x 16”
Pneumatico anteriore: 100/90 - 19” (130/90 - 16”)
Pneumatico posteriore: 150/80 - 16” (150/80 B 16”)

IMPIANTO ELETTRICO
Tensione impianto: 12 V
Batteria: 12 V – 18 Ah

DIMENSIONI
Lunghezza: 2240 mm (2185 mm)
Larghezza : 865 mm (840 mm)
Altezza : 1165 mm (1160 mm)
Altezza sella: 785 mm (780 mm)
Peso in ordine di marcia: 199 Kg

Capacità serbatoio carburante: 15 litri
Di cui di riserva: 4 litri

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