Honda Integra M.Y. 2016: primo contatto

Per dirla con uno slogan "l'abito non fa il monaco" ed in effetti l'Honda Integra vive della doppia anima: un'estetica scooteristica, una dinamica motociclistica.

Sono passati quattro anni dalla sua nascita. Un concetto per certi versi rivoluzionario nella sua semplicità d'utilizzo. Ha avuto bisogno di esser capita, assimilata come tanti progetti su due ruote che, nel suo concetto più profondo, ha provocato una sua interpretazione evolutiva.

Quattro anni son passati e vista l'onda lunga che ha portato ad una crescita europea in tema di vendite, la casa dell'Ala ha deciso di evolvere per non rivoluzionare. Continuare nella sua strada, almeno a vederla da fuori. Perchè il cuore, sopratutto elettronico si è diviso per offrire un'esperienza di guida ancora più eterogenea.

L'Honda Integra 2016 è in vendita al prezzo di 9390 euro franco concessionario, ed un bauletto da 45 litri compreso nel prezzo.

Honda Integra m.y 2016: com'è



Lo abbiamo anticipato, ed in effetti anche analizzandolo, nella sostanza l'Integra versione 2016 cambia poco. Ciò non significa però che le modifiche e gli aggiornamenti ricevuti siano di poco conto. D'altro canto, è il lavoro sui dettagli che affina un mezzo. Il cuore di questa moto-scooter è sempre il solito bicilindrico parallelo da 745 cc, ora adattatosi all'omologazione Euro4, mantenendo il suo concetto principe da corsa lunga con una potenza di 55 cavalli a 6250 giri/min ed una coppia da 68 Nm a 4750 giri/min.

E' il suo animo e non cambia: un progetto nato dallo studio e l'analisi dell'utilizzo dei giri motore da parte degli utenti. Ecco perchè tanta coppia in un range ristretto di giri. Idea felice? Ne parleremo più avanti. Il telaio è rimasto il medesimo, a cambiare invece, in termini di ciclistica è la forcella Showa con sistema Dual Bending Valves. La volontà? Un miglior sostegno oltre che un affondo più progressivo. Cambia anche la pinza freno anteriore di casa Nissin.

Se il cuore è rimasto praticamente invariato, è il cervello ad evolversi. E qui si parla dunque di sistema DCT. Non più due mappe, ma tre livelli distinti per la mappatura Sport, in modo da avere un'esperienza di guida, una risposta più eterogenea. La S1 è concettualmente la via di mezzo tra quella che era la mappa sport e la tipica mappa Drive, la S2 è la vecchia mappa Sport mentre la S3 è la mappatura più sportiva e grintosa.

I giri motore ora arrivano più in "alto" avendo quindi una risposta più pronta e diretta. L'evoluzione non si ferma qui. Già perchè ecco una risposta più pronta all'apertura del gas, senza quel vecchio leggerissimo ritardo al primissimo attacco del gas. Presente anche un sensore di pendenza che permette di riconoscere se si guida in salita o in discesa in base al differenziale di rotolamento delle ruote. Modifiche estetiche? Certo, ce ne sono. Fari a Led? Presenti.

Ultimi discorsi per la luce posteriore, integrata adesso sul codino. Personalmente, una soluzione apprezzata in termini di stile e desgin. E' più...motociclistico.

Honda Integra m.y 2016: come va



VOTO 8 Primo Contatto
Era così quattro anni fa, si ripropone quattro anni dopo. Non c'è nulla da fare: lo vedi e pensi che sia uno scooter. Sali in sella e la triangolazione è di uno scooter. Ci giri per le vie cittadine...ed è uno scooter. Però poi inizi a prenderci la mano, sali per le montagne intorno a Malaga fino ad arrivare a Granada e al solito ti sembra di ritrovarti in sella ad una moto. Comoda certo, con quella seduta quasi rilassata, ma fondamentalmente non costretta.

Ed allora, visto e considerato che le curve sono allettanti, che la mappa si trova in S3 e che ti ritrovi quella sensazione tipicamente Honda di conoscerla da una vita fin dalle prime curve, la voglia è quella di attaccare, pennellare, spingere sempre di più. L'Integra è cosi. Non è uno scooter che vuole avere prestazioni da moto. Semmai il contrario: una moto che si veste da scooter. Semplice, chiaro e conciso. Andiamo però con ordine.

Perchè Malaga ci aveva accolto in maniera sonnolenta, lasciandoci la possibilità di scorrazzare per le vie cittadine in estrema tranquillità in una mattinata primaverile. In mezzo al traffico senti subito con facilità quella sensazione di fiducia che permette manovre tipicamente cittadine: slalom stretto, libertà mentale data dal cambio DCT di poter pensare solo ad accelerare e frenare, aprire il gas in maniera dolce con la mappa S1 o S2, dopo un velocissimo clic sul selettore una volta messo in moto, e si sfrutta l'animo da scooter. Bella e morbida l'erogazione, ma sopratutto è diretta, immediata.

Ecco, una cosa che non mi piaceva del primissimo Integra era quel leggerissimo buco iniziale, quel vuoto di erogazione nella primissima fase di attacco. Lo reputavo come uno dei pochi difetti di un mezzo che - sia chiaro - piace o non piace, ma è indubbio come il suo lavoro lo svolgeva molto bene. Però quel vuoto, proprio non mi piaceva, mi lasciava interdetto. E ovviamente, quel difetto è prontamente sparito. E tale accortezza viene fuori in maniera esponenziale quando, una volta trovate le curve, quelle che il motociclista sogna, si inserisce la mappa S3 e si inizia a spingere in maniera decisa.

La natura del mezzo ne rivela la dinamica di guida. Ora, l'Integra, così come la sorella NC, per guidare deve essere leggermente capita. Se si pensa a voler tirare le marce, sentire l'allungo, voler avvertire quel grande range di giri da poter sfruttare sottocoppia e coppia beh, avete sbagliato proprio approccio. Perchè questo motore ha ottimizzato i giri. La conseguenza? Guidatela in maniera fluida nelle staccate, nello scorrimento, che tanto ci pensa la coppia, fluida ma decisamente corposa, a tirarvi fuori dalle curve con brio, quasi senza che ve ne accorgiate delle velocità raggiunte.

Il tutto rimanendo protetti il giusto - anche se chi scrive non spicca per altezza, va sottolineato ndr - in termini di casco e testa con i flussi d'aria indirizzati in alto dal cupolino, e con le gambe ben protette dalla sagomatura dello scudo anteriore. Promossa anche la ciclistica: lavora bene, con un telaio che permette movimenti fluidi di reattività davvero buona, con poca inerzia nella prima fase di piega. Certo, poi si tratta di un mezzo che offre le sue caratteristiche, ma ovviamente l'Integra non vuol essere alla stregua di una Maxi Naked, ma attenzione che rimane una moto-scooter con cui togliersi buone soddisfazioni.

I freni sono abbastanza potenti, ma sopratutto la frenata è piuttosto malleabile, forse leggermente morbida nell'attacco. La Forcella ora offre un attacco più chiaro, netto, comunicativo. Davvero niente male per un mezzo in cui, anche grazie al vano porta oggetti anteriore, ci si può infilare anche uno smarthpone.

Nella prossima pagina scheda tecnica e fotogallery colmpleta

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