Yamaha MT-09 M.Y. 2016: primo contatto

La naked in grado di trasformare chiunque in un teppista impara le buone maniere ma non altera il suo DNA. La nuova MT-09 con ABS e TCS affinati è disponibile a 8.690 euro, oppure completamente "libera" a 8.190 euro.

Test di Lapo Quagli

Vendutissima, chiacchieratissima, divertentissima e particolarissima. La MT-09 è la naked tre cilindri lanciata da Yamaha nel 2013 che vanta ben 20.000 modelli venduti in soli due anni, numeri che avranno sicuramente concesso agli addetti ai lavori di Iwata un bel brinidisi alla famiglia MT.

E' una fun-bike compatta, potente ed arrogante, dal design "anime" che può non piacere a tutti. Il suo carattere però, è davvero difficile da non apprezzare. Il tre cilindri Yamaha da 847 cc offre 115 Cv di potenza massima, adesso ancora più gestibile grazie ad un'elettronica più raffinata.

Il M.Y. 2016 di questa ormai iconica naked di Iwata è stata infatti aggiornato con il pacchetto ABS e TCS (a due livelli e disinseribile) disponibile al prezzo di 8.690 euro. Per chi invece volesse risparmiare ed attenersi ad una guida più "pura", è disponibile la versione "libera" da controlli elettronici a 8.190 euro.

Le colorazioni disponibili sono Night Fluo, Matt Grey, Race Blue, Lava Red.

Yamaha MT-09 M.Y. 2016: come è

Il carattere traspare dall’aspetto, sai che ti innervosirà all’inizio, ma poi ti appagherà con un divertimento infinito. Il design è proiettato in avanti ed è così che vuole essere guidata. Si cavalca interni alla moto e sull’anteriore, con un manubrio largo e alto che richiama la sensazione di confidenza tipica delle super motard.

Il look è invariato, subentrano solo le nuove livree che abbiamo citato. La MT-09 si rifà il trucco con colori accesi che spezzano la monotonia del nero che caratterizza telaio, motore e forcellone. Nuove anche le grafiche per le scritte sui fianchetti che richiamano i colori dei cerchi.

Meccanicamente, la scalpitante naked di Iwata si avvale del validissimo tre cilindri da 847cc con tecnologia “Crossplane” capace di 115 CV e 85 Nm di coppia @8500 giri al minuto. La novità riguarda la parte elettronica, che adesso vanta una miglior erogazione per le tre mappe che erano già presenti (A, Standard e B) e l'introduzione di TCS e ABS più avanzato.

In particolare, il TCS (abbinato alla sola versione ABS) settabile su due livelli e disinseribile rende adesso la moto più gestibile e sicura, garantendo al pilota uno stile di guida maggiormente personalizzabile a seconda della situazione.

Ciclisticamente invece, troviamo solo un aggiornamento nel set-up standard della forcella a steli rovesciati da 41 mm, adesso più rigida rispetto alla precedente generazione. Nessuna modifica per quanto concerne telaio e forcellone in alluminio.

Anche l'impianto frenante rimane invariato, con due dischi flottanti anteriori da 298 millimetri morsi da pinze radiali a quattro pistoncini contrapposti, e un disco posteriore da 245 mm morso da pinza a perno scorrevole.

Stesso discorso per i pneumatici, con misure pari a 180/55ZR17 al posteriore e 120/70ZR17 all'anteriore, il tutto abbinato a cerchi a dieci razze.

Yamaha MT-09 M.Y. 2016: come va

Saliti in sella, la sensazione è quella di essere a cavallo di una piccola e agile moto di cilindrata inferiore. La velocità con cui cambia direzione conferma questa sensazione smentita solo dalla spinta del propulsore. La MT-09 ti istiga a spingere, a trovare tornanti sempre più stretti per alzare il ritmo dei cambi.

Offre il suo meglio nel misto stretto e nel misto veloce, ma ama anche il guidato. I feedback dall’anteriore sono precisi e non ingannano mai. La sensazione di confidenza però non deve mai far abbassare la guardia: cavalli e coppia non scherzano per il tipo di moto. In questo aggiornamento del modello ho apprezzato molto il nuovo set up della forcella.

Offre un sostegno migliore in staccata eliminando, non del tutto, la notevole sensazione di affondamento dei precedenti modelli. Il motore con i suoi 115 cavalli a 10.500 giri è sempre il solito, esalta dai 4.000 in su e si conferma il più divertente nel suo genere.

L’introduzione dell’ABS e del TCS si rivela un’ottima scelta. Il TCS funziona bene e permette alla moto, nel setting più sportivo, di prendere giri velocemente e al pilota di percepire bene tutta la spinta di accelerazione, merito anche del fatto che non si basa solo sul taglio dell’accensione delle candele ma anche su altri interventi mirati ad una migliore erogazione.

La versione più invasiva del TCS si apprezza molto nella fruizione urbana della moto, o per imparare a conoscere il carattere piccante di questo arrogante tre cilindri senza trovarsi mai in imbarazzo. La buona notizia per chi è amante dei monoruota, illegali in strada, è che è disattivatile completamente. Restando in tema, un comando frizione più preciso avrebbe giovato nella guida più aggressiva.

Gli aggiornamenti hanno toccato anche le tre mappature. La mappa A resta praticamente invariata, ed è sempre la più spigolosa con un'erogazione sportiva e impegnativa.

La mappa STD è, a mio parere, perfetta adesso: permette di usufruire di tutta la potenza e coppia del motore ma con una progressione più prevedibile, senza togliere il piacere sportivo che questa moto sa dare. La mappa più docile, la B, invece è stata ulteriormente addolcita, con un occhio all’uso urbano o su fondi umidi.

La versione 2016 della MT-09 è, in sostanza, un miglioramento frutto di un progetto che in due anni è maturato quanto basta per restare un enfant terrible con qualche dote di educazione in più che puoi sempre dimenticare selezionando la mappatura più sportiva e disattivando il TCS.

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Nella pagina successiva, le caratteristiche tecniche

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