MotoGP Qatar 2016: Honda e quel problema di accelerazione....

Un interessante video di Sete Gibernau per la tv spagnola spiega quali sono stati i problemi invernali della RC213V di Marquez e Pedrosa. Saranno riusciti a sistemarli?


Il conto alla rovescia è cominciato: le luci dei riflettori di Losail in Qatar stanno per accendersi. Luci sì, ma anche ombre per un campionato che presenta tante nuove variabili. Insomma, che spariglia le carte. Le nuove calzature Michelin certo, ma anche l'elettronica con il software unico fornito da Magneti Marelli. Ecco, proprio questo risulta essere uno dei nodi principali. Perchè negli anni l'elettronica è divenuto fulcro fondamentale a livello prestazionale, andando a lavorare in maniera predittiva, attraverso la geolocalizzazione del mezzo in pista, e andando quindi a creare un 'momento ideale' per ogni punto del circuito.

Da punto nodale sviluppato ad hoc quindi come elemento cardine per ogni casa, l'elettronica è divenuta variabile interveniente su cui ogni team ha dovuto svolgere un lavoro di adattamento. Insomma, la situazione si è rovesciata, per lo meno in questi primi mesi. E chi sembra averne risentito maggiormente sembrerebbe la Honda che, fino agli ultimi test in Qatar, mostrava segni di 'scarsa comunicazione' tra il mezzo e l'elettronica. Come abbiamo scritto precedentemente, la casa dell'Ala ha sempre tracciato una propria strada, perseguendo scelte anche antitetiche rispetto alla concorrenza.

Basti pensare alla volontà di mantenere un motore screamer, a scoppi regolari, e sopratutto, una ricerca assoluta di potenza. Di contro, l'elettronica sembrava aver sopperito alle mancanze meccaniche, nonostante nell'ultima stagione, gli stessi Marquez e Pedrosa si fossero lamentati di un'erogazione fin troppo brusca del nuovo motore, che mandava in crisi telaio e forcellone posteriore, riutilizzato proprio da Marquez da metà stagione in poi. Ora la situazione sembra aver preso una connotazione esponenziale, come sottolineato in un'interessante spiegazione alla televisione Spagnola (e ripresa dal blogger tecnico Giorgio Mulliri) da Sete Gibernau, divenuto consulente di Daniel Pedrosa.

Sete, durante i primi test a Sepang, si è posizionato tra la curva 4 e la 5 del tracciato malese. Un punto strategico perchè si esce da una destra stretta e da trazione, si punta l'esterno ed in seguito si incrocia per una lunga sinistra. Ecco, proprio l'accelerazione ed il cambio di direzione per inserirsi, possono mostrare i punti di forza o le problematiche di una moto.

Ed in questo caso, spiega punto per punto la situazione HRC, ben chiara agli ingegneri nipponici.
"La yamaha è una moto che in uscita di curva è molto dolce in accelerazione; di Marc e Dani si stanno lamentando molto su questo punto. Il punto è che sembra che l'accelerazione provochi un ritardo nel cambio di direzione e questo poi lo paghi in ingresso di curva. Senti Marc e Dani che dicono "l'entrata non possiamo farla bene". Il problema però viene dall'accelerazione non dall'inserimento".

Secondo l'analisi di Sete, si tratta tutto di un effetto domino. E non potrebbe essere altrimenti. La difficoltà ad accelerare provoca problemi anche per la direzionalità e quindi di conseguenza, un ritardo nell'impostazione che deve essere 'sistemata' frenando più forte.
"Il problema viene dall'accelerazione: dal punto di uscita dopo la corda fino all'esterno della curva, stanno avendo molti problemi ad accelerare, e nel cambio di direzione. La Yamaha fa tutto più fluido e ci mette meno in termini di tempo nelle tre fasi - accelerazione, cambio di direzione ed ingresso.
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se la distanza - poniamo - è di 50 metri per la Yamaha, con la Honda si convertono in 60-65 metri. Questo ritarda il cambio di direzione e quello te lo porti fino all'entrata; devi frenare di più perchè sei in ritardo e ti porterebbe fuori la traiettoria ideale"

"Facendo il cambio nel momento in cui la ruota anteriore non sta toccando terra, è difficile che la moto giri. Jorge e la Yamaha lo fanno molto prima, quando stanno arrivando all'entrata di curva, già hanno la ruota a terra e possono girare. Anche valentino, quando passa sotto il ponte sta già cambiando di direzione, e la maggior parte del lavoro dell'entrata alla curva 5 lo hai già fatto in accelerazione nella curva 4, con la Honda succede che sotto al ponte stanno ancora lottando per fare il cambio di direzione. In quel punto Jorge ha già fatto i 3/4 della curva, che poi lui lo fa incredibilmente bene, sfrutta la potenza e le virtù della yamaha al 100%".


E' molto probabile quindi che la scelta di sperimentare delle ali in Qatar, dopo questi test malesia, sia volta proprio a sistemare questo problema di impennamento dell'anteriore, considerando come oltretutto la nuova elettronica non sia predittiva.

"La yamaha è fluida, cerca il gas quando stanno sollevando la moto per cambiare piega e lo fa in un momento. La Honda si vede che i piloti toccano il gas e devono aspettare che i giri salgano, non possono andare a cercare i giri. Ciò vuol dire che ritardano il tutto. Come toccano il gas il carattere del motore li sta portando fuori e non possono cercare più accelerazione, E' come se avesse una accelerazione a colpi, a strappi, e questo rende tutto più difficile. la Yamaha e la Ducati lo hanno risolto, la Honda lavora su questo: ottenere una accelerazione e decelerazione più costante".

"Il punto è che avevano una elettronica cosi buona che sono stati capaci di cammuffare possibili carenze che avevano a livello meccanico. Ora che gli hanno tolto quella elettronica potrebbe essere che saltano fuori tutti i problemi che non hanno mai corretto a livello meccanico.

ora c'è uno squilibrio tra quello che fa la moto e la reazione elettronica, tu puoi avere una elettronica che prevede o che reagisca o prima o dopo, predittiva o reattiva. in honda si stanno lamentando che le reazioni sono troppo tardive, tu derapi, la reazione tarda ad arrivare quindi chiudi il gas proprio quando la reazine arriva. tu ridai gas e arriva la reazione di nuovo. se tu vedi la honda dietro sta sempre dondolando".
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Marquez, nel suo ultimo test in Qatar ha parlato di una strada trovata, e di una risoluzione (per lo meno parziale) dei problemi, tanto da pronosticare una moto in lotta per il podio. E' indubbio come la Honda abbia comunque lavorato per cercare di ovviare a questo problema, sia in termini di sviluppo elettronico, sia meccanici: l'ipotesi che circola parlarebbe di una RC213V con un albero motore appesantito, per far salire i giri del motore con meno aggressività. Inoltre, si pensa anche ad un cambio di direzione della rotazione del motore, seguendo quanto fatto da Yamaha Ducati ed Aprilia.

Quale che siano i pensieri, le ipotesi e le disquisizioni, la casa di Tokio si è trovata di fronte una problematica non da poco, che si aggiunge ad un anno già complicato - il 2015 - in cui si è andati incontro ad un propulsore che mostrava forse troppa brutalità ed aggressività in accelerazione, principalmente nella prima fase, a moto ancora piegata. Ciò nonostante, il 2015 ha visto Marquez e Pedrosa essere anche in grado di vincere.

Il tempo per le ipotesi però sta per scadere: le luci di Losail si stanno già accendendo.
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