MotoGP, Petrucci: "In Qatar voglio correre"

Una placca e 12 viti sono il risultato della brutta caduta nel test MotoGP di Phillip Island, ma il ternano vuole correre nel round inaugurale a Losail.

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L'incidente di cui era stato vittima nel corso del test della MotoGP dello scorso mese ha sicuramente provocato un brusco stop ai suoi programmi in preparazione al Mondiale MotoGP 2016, ma Danilo Petrucci (Ducati Octo Pramac Yakhnich) sta facendo il possibile per partecipare il round inaugurale della stagione, il GP del Qatar, previsto questo weekend sul Losail International Circuit. In una recente intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il veloce e simpatico pilota ternano ha così fatto il punto sulla situazione in merito al suo recupero:

“Ho stretto i denti per recuperare il più velocemente possibile: in Qatar sarà importante finire la gara senza danni. In questi giorni mi sono sentito come un cavallo da corsa, sottoposto a ogni tortura possibile, ma io ci ho sempre creduto e ho stretto i denti"

RIO HONDO, ARGENTINA - APRIL 17:   Danilo Petrucci of Italy and Pramac Racing rounds the bend during the MotoGp of Argentina - Free Practice on April 17, 2015 in Rio Hondo, Argentina.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Dopo la degenza in Australia, Petrucci e rientrato in Italia per trasferirsi direttamente a Bologna, in un albergo vicino alla sede Ducati presso il quale ha continuato il suo programma di recupero:

“Lì mi sono affidato al dottor Fabio Catani, il medico Ducati, che ha realizzato una fasciatura allo zinco e un tutore per provare a guidare senza troppo dolore, e al dottor Michele Zasa della Clinica Mobile, che ha seguito la fase di fisioterapia. Devo ringraziare loro, Ducati e Pramac per l’impegno. Riuscire a pensare di guidare dopo neanche un mese, 12 viti e una placca nella mano non era scontato”.

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Al momento il problema più grande per il Petrux è il persistere del dolore. Il pilota si è comunque recato in Qatar dove già questo giovedì si svolgeranno le prime sessioni di libere. Ad ogni modo, la sua eventuale partecipazione alla corsa è ancora in bilico:

“Arrivo a Losail più tranquillo, la mano funziona e spero che grazie agli antidolorifici una volta in sella il pensiero si focalizzi sulla pista. La cosa importante sarà finire la gara senza danni, il primo pensiero è quello di non pregiudicare il campionato. Le ossa non sono ancora saldate benissimo, la mano è molto gonfia, tendini e muscoli sono compressi e quando provo a chiuderla è come se indossassi un guanto strettissimo. Ma il tutore dovrebbe aiutarmi a limitare possibili danni”.

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