MotoGP: a Rossi gli “rode” ancora, nuove bordate contro Marquez!

Alla vigilia dello start del Mondiale MotoGP 2016 Valentino Rossi torna a rinfocolare pesantemente la polemica con Marc Marquez.

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La domanda è una sola: perché a una settimana dalla prima attesissima gara MotoGP 2016 Valentino Rossi torna a rinfocolare pesantemente la polemica con Marc Marquez? In una intervista alla Gazzetta dello Sport a firma Paolo Ianieri, Valentino riconferma di non avere peli sulla lingua e di credere nel vecchio adagio: “Chi mena per primo mena due volte” aggiungendoci del suo: “Menare, menare, menare sempre fin che l’avversario traballa, cede e stramazza al suolo”.

Una rivisitazione – facendo le debite proporzioni – del detto del gran capo nazista Goebbels: “Una bugia ripetute mille volte diventa una mezza verità”? Rossi torna (ancora!) sui fattacci di fine 2015, sul famoso presunto “biscotto” sfornato dagli spagnoli a suo danno, facendosi beffa delle decisioni delle autorità Dorna-Fim ecc., mettendo, in particolare, la croce addosso a Marquez, escludendo qualsiasi riavvicinamento.

Arringa Rossi: “Dopo quello che è successo non ci potrà mai più essere un rapporto personale tra noi due, neanche minimo”. La risposta potrebbe scaturire di botto: e chissenefrega? Fortuna che il Dottore di Tavullia si riprende: “Dovremo essere avversari in pista e lì tutti e due dovremo portarci rispetto”. Bene.

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Ma il 9 volte campione del Mondo torna a sparare ad alzo zero contro l’asso spagnolo della Honda: “Mi sono fatto fregare da Marquez. Lui mi ha veramente tradito. È arrivato dicendo che era mio tifoso, ma erano tutte cagate. Io ci avevo quasi creduto, ero pronto ad avere una rivalità matura, dando il 100% in pista, ma poi fuori comportandoti alla stessa maniera. Ma da parte sua era tutta una bugia”. Chiudiamo qui. Cui prodest?

Un tipo di polemica di questo tipo tende alla delegittimazione dell’avversario e ha presumibilmente l’obiettivo che poco c’entra con le questioni di amicizia-inimicizia puntando all’unica cosa che sta a cuore a Rossi, vincere in pista, portare a casa l’agognato titolo iridato numero dieci.

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In questo caso, legittimamente, Valentino gioca tutte le carte a sua disposizione per far sua la battaglia psicologica con una inusitata pressione, considerandola un “valore aggiunto” per trionfare in gara e in campionato. Attento, però, a non ricadere - in pista - nei “colpi bassi” e cadere nelle maglie di un regolamento che non può essere sempre eluso o usato a proprio uso e consumo.

Il motociclismo non ha bisogno di questi veleni: servono battaglie vere, dure ma corrette, in pista. Tutto il resto alimenta il tifo dei fan delle corse viste dal divano, un teatrino già visto. Di burattini e burattinai. Un boomerang per Rossi e per la MotoGP.

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