MotoGP, Pol Espargaro: "la Yamaha non mi ascolta"

Pol Espargaro, in forza al team Tech 3 di MotoGP, è inviperito con Yamaha ed addossa alla casa giapponese le responsabilità del suo rendimento al di sotto delle attese.

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Dopo i test di Phillip Island di metà Febbraio, nei prossimi giorni e più precisamente dal 2 al 4 Marzo, i piloti MotoGP proveranno a Losail. Anche se il circus accenderà però i motori del campionato 2016 solo il 20 di Marzo, sempre in Qatar, c'è già chi è scontento prima ancora di iniziare.

Lo spagnolo Pol Espargaro, in forza al team Tech 3, non è per nulla soddisfatto della sua Yamaha M1, specie se guarda nell'altra metà di box della squadra francese, dove “dimora” il compagno Bradley Smith e lo ha esternato in una intervista ai colleghi di Motorsport.com.

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Il primo motivo dell'umore nero di Polyccio è dato dal fatto che, l'anno scorso, per usare un francesismo, il suo team mate gliele ha suonate di santa ragione, andando a punti in ogni gara e terminando il mondiale con 181 punti contro 114.

Il problema, secondo il pilota di Granollers, risiederebbe proprio nella moto e nella casa di Iwata, con quest'ultima che non avrebbe mantenuto parte delle promesse fatte in precedenza, oltre a non aver dato allo spagnolo feedback sulle criticità evidenziate.

In particolare Espargaro rivendica lo status di pilota ufficiale con il quale è stato messo a contratto, rimproverando la casa giapponese, ad esempio, per non avergli messo a disposizione il cambio seamless, oltre ad avergli fatto utilizzare solo tre dei cinque motori che si hanno a disposizione in una stagione.

Pol Espargaro Mugello 2015

Il numero 44 della MotoGP ha affermato di non poter lavorare con questa moto, nonostante si siano provate svariate soluzioni, in quanto la M1 sarebbe eccessivamente sensibile al tipo di guida, al punto che Espargarò sostiene che l'unico modo redditizio di condurla è quello di copiare lo stile di Jorge Lorenzo, precisando subito dopo che il maiorchino sta a lui come il bianco sta al nero.

Incapace di comprendere il motivo per cui la sua moto e quella di Smith debbano essere uguali e non ognuna oggetto di setting derivanti dalle richieste del singolo pilota, Policcyo afferma che non crede sia una questione di risorse, ma anche che preferirebbe guadagnare meno soldi, pur di avere a disposizione materiale migliore, anche se riconosce che la "colpa" per la mancanza di risultati sia da dividere a metà tra sé e la Yamaha stessa.

Stante così' le cose e si considera la girandola di contratti in scadenza a fine 2016, è facile prevedere che, se non cambierà nulla, per lo spagnolo, durante il campionato che sta per cominciare, al termine della stagione ci potrebbe essere il divorzio da Tech 3, dal momento che l'idillio sembra già concluso da tempo.

Fonte Motorsport.com

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